Fino all’ora di pranzo di venerdì, il Gruppo operativo sicurezza dello stadio di San Siro non aveva avuto nulla da ridire sull’accoglienza rumorosa dei tifosi interisti all’ex Romelu Lukaku. Poi, in serata, è arrivato il divieto: niente fischietti sugli spalti. A determinare il cambio di rotta è stato il fatto che la Roma ha chiesto e ottenuto dalla questura l’applicazione dell’articolo 62 del regolamento Figc, che disciplina la “tutela dell’ordine pubblico in occasione delle gare”, imponendo alle società di “impedire che lo svolgimento della gara sia disturbato dal suono di strumenti che rechino molestia”.
La protesta della curva nord interista
La curva nord interista non ci sta, e fa presente come tutti i componenti del Gos – tavolo a cui partecipano forze dell’ordine, vigili del fuoco, tifoserie e società di calcio – sapesse da almeno un mese della volontà di portare al Meazza i 30mila fischietti. E sottolinea come in passato i fischietti non fossero mai stati vietati, chiedendosi il il perché di questa discriminazione nel trattamento. I tifosi fiorentini due anni fa accolsero infatti Vlahovic in maglia nera con una valanga di fischietti, senza che il Gos avesse nulla da ridire. E allo stadio entrano regolarmente i tamburi, non meno rumorosi e tecnicamente a loro volta “strumenti che recano molestia”: solo ai tifosi dell’Inter, per la gara con la Roma, sono stati autorizzati 12 tamburi, due grancasse e i megafoni. L’intenzione della tifoseria è di distribuire lo stesso i fischietti. Chi li userà, se la caverà con un’ammenda da 22 euro.
