APPIANO GENTILE — Una doppia sfida fra squadre uscite da imbattute nei gironi. Un incrocio fra due allenatore amici fra loro, che alla Lazio hanno vinto insieme lo scudetto del 1999/2000. L’Inter di Simone Inzaghi e l’Atletico Madrid di Diego Pablo Simeone si incontrano negli ottavi di finale di Champions League, prima martedì a San Siro, poi il 13 marzo nella capitale spagnola. “Sarà un piacere ritrovare Diego da avversario. È stato un grandissimo compagno di squadra, abbiamo vinto a Roma con la Lazio, poi è andato all'Atletico ma non ci siamo mai persi di vista. Si capiva che sarebbe diventato un grande allenatore, basta vedere cosa ha fatto in tredici anni all'Atletico. Ha vinto tantissimo, ed è un piacere vedere giocare la sua squadra", ha detto Inzaghi nella conferenza stampa di vigilia.
Inzaghi e le panchine in Italia
Pensando alla carriera del Cholo, così a lungo sulla stessa panchina, Inzaghi ha detto: "In Italia è difficile, l'ho capito negli anni alla Lazio e adesso qui all'Inter. In venti giorni cambiano velocemente i giudizi sui calciatori e sugli allenatori. È inutile pensare troppo, bisogna lavorare sui principi, con questi ragazzi che hanno il sorriso sempre addosso. Abbiamo fatto sei mesi nel migliore dei modi, ma la cosa più importante sono questi tre che mancano". Sulla relatività dei giudizi nel calcio, l’allenatore dell’Inter è tornato anche parlando delle ultime gare in campionato: “Venti giorni fa eravamo a meno uno, adesso a più nove dalla seconda. Sappiamo che è facilissimo che possa cambiare tutto. Noi rimaniamo concentratissimi, non guardando a date lontane ma alla partita che viene. Adesso pensiamo all'Atletico, poi al Lecce, sperando di avere meno infortuni possibili.
Inter-Atletico senza favoriti
L’Inter, arrivata seconda nel gruppo D alle spalle della Real Sociedad con 12 punti, incontrerà l’Atletico Madrid, uscito in testa dal Gruppo E con due punti in più, grazie a quattro vittorie e due pareggi. E per questo Inzaghi non se la sente di vestire i panni del favorito, nonostante i numeri record della sua Inter: “L’Atletico ha tanti giocatori, ha giocato finali di Champions, partite da dentro o fuori. Sarà una bellissima gara, tra due squadre che giocano bene a calcio e hanno principi solidi. L’abbiamo visto negli ultimi anni, l'episodio la può cambiare: penso al ritorno con il Liverpool due anni fa quando prendiamo un'espulsione. Sembravamo dominare. Poi la finale col City, giocata molto bene che avrebbe potuto avere un altro epilogo. Sarà una bellissima partita, con due squadre che giocheranno per entrare nei quarti".
Inzaghi e Simeone, l’influenza di Eriksson
Ripensando alla Lazio campione d’Italia nel 2000, di cui almeno dodici ex giocatori sono poi diventati allenatori, Inzaghi ha avuto modo di parlare dell’influenza che ha avuto sulle loro scelte il tecnico Sven-Goran Eriksson, che di recente ha annunciato pubblicamente di essere in una situazione di salute molto critica: “Ha influito tantissimo. Eriksson era un ottimo allenatore e un’ottima persona con idee tattiche innovative, che gli hanno permesso di vincere tanto in Italia e all'estero. Sicuramente ha influito tanto su di noi". Una delle lezioni di Eriksson è stata l’umiltà. E quando si ricorda a Inzaghi che l’Inter lo scorso anno ha raggiunto la finale di Champions, dice: “Dobbiamo rimanere molto concentrati, anche quando andiamo sotto. Poi sarà quel che sarà. Da qui alla fine saranno tante partite, tante sfide da affrontare sempre nel migliore dei modi, sapendo che domani sarà molto difficile".
Il riposo di Marcus Thuram
Con Inzaghi in conferenza stampa si è presentato l’attaccante Marcus Thuram, che solo in campionato ha già segnato 10 gol in 24 presenze e che con Lautaro Martinez forma una delle migliori coppie d’attacco del calcio europeo. “Domani sarà una bellissima partita”, ha previsto il francese, confermando che anche prima delle gare più delicate è solito dormire parecchio: “Riposarsi è molto importante”, ha detto sorridendo. Parlando di Antoine Griezmann, attaccante dell’Atletico e suo compagno in nazionale, ha detto: “Sappiamo che è un giocatore incredibile, i calciatori così si affrontano giocando di squadra”. Quanto alle qualità del suo compagno di reparto, ha commentato: “Lautaro è uno dei migliori attaccanti del mondo, giocare con lui è semplice”. Infine, parlando del fatto che con i compagni all’Inter è solito scherzare molto, ha aggiunto: “Ero già così prima, non sono diventato pazzo arrivando a Milano”.
