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Inter, Zhang: “Da Oaktree solo minacce legali, è a rischio la stabilità del club”

Inter, Zhang: “Da Oaktree solo minacce legali, è a rischio la stabilità del club”

Mancano due giorni dalla scadenza del prestito di Oaktree e la proprietà dell’Inter non ha comunicato al creditore come intende onorare l’impegno. E il presidente nerazzurro accusa il fondo

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MILANO – "La leggendaria seconda stella è una testimonianza della nostra crescita e del nostro successo. Naturalmente, tutti i nostri partner, inclusa Oaktree, hanno potuto trarre beneficio dal raggiungimento di tali incredibili traguardi dentro e fuori dal campo". E’ un passo della lunga lettera pubblicata dal presidente dell'Inter, Steven Zhang, sui canali ufficiali del club nerazzurro.

Nel corso dei mesi che hanno condotto alla data di scadenza della struttura di finanziamento con Oaktree "abbiamo fatto ogni tentativo per trovare una soluzione amichevole con il nostro partner, compresa l'offerta di molteplici possibilità per Oaktree di ottenere un ritorno finanziario completo e immediato - ha sottolineato Zhang -. Purtroppo, i nostri sforzi finora sono stati esasperati da minacce legali e dalla mancanza di un coinvolgimento significativo da parte di Oaktree. Tutto ciò è stato molto frustrante e deludente, ma questo comportamento sta ora creando una situazione di rischio per il club che potrebbe metterne seriamente a repentaglio la stabilità. A nome dell'Inter e in qualità di presidente, voglio rassicurare le centinaia di milioni di tifosi in tutto il mondo che faremo tutto il possibile per proteggere i nostri colori, i nostri valori fondanti e la nostra stabilità. Ci impegniamo a lavorare per una risoluzione pacifica con Oaktree e a continuare la nostra storia di successi per la nostra amata Inter. Forza Inter sempre".

La situazione punto per punto

La storia è tutto sommato semplice. Zhang ha preso soldi in prestito tre anni fa da Oaktree, ma a due giorni dalla scadenza non ha ancora comunicato al creditore se e come intende restituirli. La proprietà cinese dell’Inter deve ridare 375 milioni a Oaktree – i 275 prestati nel maggio 2021 più 100 di interessi maturati – e ha provato a ottenerli dal fondo Pimco, a cui ne ha chiesti più di 400. Vale a dire: quelli che Oaktree aspetta, più quelli che l’Inter potrebbe bruciare nel prossimo anno e mezzo, se dovesse ancora chiudere i conti in rosso, come è realistico che accada e come è sempre successo negli ultimi esercizi, pur con conti che vanno via via migliorando. In pratica, Zhang ha provato a comprare altro tempo nell’ottica di cedere il club, cosa che finora non ha fatto. Un dialogo con investitori arabi, avviato negli scorsi mesi, partiva da un’ipotesi di 1,15 miliardi di euro ma non ha portato a un accordo.

L’accordo immutato nel tempo

La trattativa di Zhang col fondo Pimco per il nuovo finanziamento, sulla base di un tasso del 10 per cento, si è rivelata più complessa del previsto. Fonti vicine a Suning, gruppo fondato dalla famiglia Zhang, riferiscono di un disturbo da parte di Oaktree, che avrebbe spinto per la cessione del club per portare a casa un ricco gettone, come previsto dal contratto di finanziamento. Quello che è certo è che dal 2021 l’accordo fra il fondo Oaktree e il proprietario dell’Inter non è cambiato. Zhang conosceva le clausole a tutela del prestatore in caso di vendita del club fin dal momento delle firme del contratto di finanziamento. E se restituirà i soldi entro la scadenza, Oaktree non potrà fare altro che prenderli e uscire dalla vicenda. Il fatto è che, allo stato, non li ha restituiti, né ha dato notizia di avere firmato un contratto (con Pimco o con altri) per un nuovo finanziamento.

Il tema delle garanzie

A garanzia del prestito del 2021, a un tasso del 12 per cento, Oaktree ha preteso in pegno il pacchetto di maggioranza delle azioni dell’Inter, pari al 68,55 per cento delle quote totali. Il debito non è caricato sull’Inter – su cui già grava un bond quotata da 415 milioni – ma sulla società lussemburghese attraverso cui Zhang la controlla. L’intenzione di Zhang era ripetere lo schema del finanziamento anche con Pimco: soldi con garanzia sulle azioni. Ma nel frattempo lo scenario si è complicato. Il 16 settembre 2022 la corte suprema di Hong Kong ha condannato Steven Zhang a restituire 320 milioni di euro a China Construction Bank, chiesti in prestito e mai resi. Lo scorso marzo, la Corte d’Appello di Milano ha riconosciuto la sentenza cinese anche in Italia. I creditori di Zhang in Cina potrebbero quindi cercare di rifarsi sui suoi beni italiani: le azioni dell’Inter. Oggi c’è un pegno in essere, quello di Oaktree, che mette al riparo le azioni da possibili pignoramenti. Ma non è difficile capire le ragioni della prudenza di Pimco nella trattativa. E il motivo per cui altri fondi, contattati dagli advisor Golman Sachs e Raine Group, non sono voluti entrare nella partita. “Prestereste soldi a chi con ogni probabilità non è in grado di restituirli? In finanza, la risposta può essere sì. Ma a determinate condizioni. E in questo caso abbiamo ritenuto non ci fossero”, taglia corto il gestore di un fondo che a inizio 2024 ha valutato la possibilità di finanziare la proprietà interista, chiamandosi poi fuori.

I tempi della vicenda

La scadenza formale del debito è lunedì 20 maggio, che il Lussemburgo è festa. Tutto è rimandato quindi all’indomani, martedì 21. Se entro martedì Zhang avrà trovato i soldi che cerca, la pratica sarà chiusa. Se non li avrà trovati, come appare quasi certo, Oaktree avrà diritto a esercitare il pegno ed entrare in possesso delle azioni dell’Inter, nominando un nuovo consiglio di amministrazione e un nuovo presidente. È anche possibile in linea teorica che Oaktree rinunci a escutere immediatamente il pegno, per evitare possibili azioni legali, concedendo tempo a Zhang. Ma i toni del comunicato firmato dal presidente interista portano a escludere che questo succederà. Salvo colpi di scena, con l’ingresso di Oaktree l’era di Zhang all’Inter volge al termine, dopo quasi otto anni e sette trofei vinti.

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