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Mkhitaryan, dall’idea del ritiro all’assist che ha salvato la Champions dell’Inter

Dal dubbio se continuare al rinnovo con ingaggio ridotto, fino alla giocata che ha regalato ai nerazzurri i primi tre punti in Europa. Chivu: "Abbiamo deciso di tenerlo con noi per il professionista che è"
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MILANO – A sentir lui, questa stagione non avrebbe nemmeno dovuto giocarla. E invece Henrikh Mkhitaryan a 37 anni continua a essere decisivo per l’Inter. Contro lo Shakhtar Donetsk è entrato nella ripresa e ha inventato l’assist che ha permesso a Carlos Augusto di sbloccare una partita che sembrava destinata a finire 0-0, regalando ai nerazzurri i primi tre punti in Champions della stagione. Un gesto di classe assoluta, da parte di un giocatore che in campo continua a dimostrare di poter fare la differenza. Era già successo sabato a Bologna, quando aveva partecipato all’azione del 3-1 di Bonny. A San Siro si è ripetuto, nella serata più complicata dell’Inter, rimasta in dieci per l’espulsione di Bastoni.

Chivu: "Un esempio per il gruppo"

"Abbiamo deciso di …

MILANO – A sentir lui, questa stagione non avrebbe nemmeno dovuto giocarla. E invece Henrikh Mkhitaryan a 37 anni continua a essere decisivo per l’Inter. Contro lo Shakhtar Donetsk è entrato nella ripresa e ha inventato l’assist che ha permesso a Carlos Augusto di sbloccare una partita che sembrava destinata a finire 0-0, regalando ai nerazzurri i primi tre punti in Champions della stagione. Un gesto di classe assoluta, da parte di un giocatore che in campo continua a dimostrare di poter fare la differenza. Era già successo sabato a Bologna, quando aveva partecipato all’azione del 3-1 di Bonny. A San Siro si è ripetuto, nella serata più complicata dell’Inter, rimasta in dieci per l’espulsione di Bastoni.

Chivu: "Un esempio per il gruppo"

"Abbiamo deciso di tenerlo con noi per il professionista che è, per il suo modo di fare, per il suo ruolo nel gruppo. Le stagioni sono lunghe e lui ci dà una mano importante", ha raccontato Cristian Chivu dopo la vittoria contro gli ucraini. L’allenatore conosce il valore dell’armeno, non soltanto tecnico. E per questo, la scorsa estate ha insistito per averlo ancora in spogliatoio, dove Mkhitaryan è uno dei veterani e un punto di riferimento per i più giovani. Non ha più la continuità di impiego che aveva negli anni di Simone Inzaghi, ma conserva la capacità di incidere sulle partite, soprattutto quando entrano in gioco esperienza e lucidità.

Il dubbio sul futuro

Già nell'aprile 2025, ad Appiano Gentile, Mkhitaryan aveva definito quella in corso la stagione più faticosa della sua carriera, lasciando intendere che il ritiro fosse un'ipotesi concreta. Ancora fra agosto e ottobre di quest'anno ha raccontato di interrogarsi quotidianamente sul proprio futuro, diviso fra due paure opposte: smettere troppo presto, quando avrebbe ancora qualcosa da dare, oppure troppo tardi, rischiando di trascinare una carriera straordinaria oltre il limite. Ma alla fine ha scelto di concedersi un altro anno ai massimi livelli. Il primo luglio ha rinnovato il contratto con l'Inter fino al 30 giugno 2027, trattando personalmente con il club, senza intermediari, e accettando una riduzione dell'ingaggio, sceso sotto i quattro milioni netti a stagione.

Il no ai milioni arabi

Una scelta coerente con quanto raccontato il 10 ottobre alla televisione armena, quando ha escluso un futuro in Arabia Saudita, nella Mls americana o nel campionato del suo Paese. “Non ho mai giocato per denaro - ha spiegato - ma per realizzare i miei sogni di bambino”. E non ha voluto inseguire un ultimo contratto milionario in un campionato meno competitivo. Arrivato all'Inter a parametro zero dalla Roma nel 2022, Mkhitaryan è stato un pilastro della squadra di Inzaghi, vincendo due scudetti e disputando due finali di Champions League. Con Chivu gioca meno, gestisce le energie, ma resta affidabile. A 37 anni non ha più nulla da dimostrare, eppure continua a farlo. L'assist a Carlos Augusto contro lo Shakhtar ha ricordato a tutti perché l'Inter abbia voluto trattenerlo. L'ultimo ballo, evidentemente, non è ancora finito.

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