TORINO - Vigilia di Juventus-Galatasaray, quasi uno spareggio da dentro o fuori tra le due deluse del gruppo B, rispettivamente reduci dal pari pieno di rimpianti di Copenaghen e dal set perso 6-1 a Istanbul contro il Real Madrid. "Ci attende una partita molto importante - avverte Antonio Conte -, alla luce dei risultati della prima giornata che mettono il Real Madrid un gradino sopra le altre squadre del girone. Quella di Copenaghen è stata una serata storta. Vincere domani sarà fondamentale per il nostro prosieguo in Champions. Il pubblico dovrà essere il nostro dodicesimo uomo, lo Stadium dovrà ribollire".
Bonucci fa il coro al mister, ribadendo la necessità di vincere "per migliorare quanto fatto l'anno scorso in Champions League: vogliamo continuare a stupire, con la solita rabbia e cattiveria agonistica". Per lui il pericolo numero uno sarà un certo Drogba: "E' uno degli attaccanti più forti del mondo. Si è rimesso in discussione dopo l'esperienza in Cina perché vuole stupire ancora, dopo aver trascinato il Chelsea sul tetto d'Europa. Da parte nostra servirà la massima attenzione".
Il Galatasaray è allo sbando, in crisi conclamata di risultati: non vince dal 19 agosto contro il Gaziantespor. Non solo: il timone è appena passato da Terim a Mancini. Ma Conte non si fida: "I turchi hanno ottimi giocatori e non ci danno certezze tattiche, se non quelle del vecchio corso. Non ci facciamo ingannare, il 6-1 subìto dal Real Madrid è un risultato bugiardo: il Galatasaray avrebbe meritato molto di più, ma ha sprecato tante occasioni sotto porta". Poi, sul collega-rivale Mancini: "Fa piacere ritrovare Roberto, un italiano in più nella colonia della Champions. Lui ha vinto in Italia e all'estero, è un allenatore top, uno dei più bravi d'Europa: era giusto che tornasse in pista. Non credo che in un giorno abbia potuto portare degli stravolgimenti così importanti, ma avrei comunque preferito affrontare Mancini più avanti, in modo da studiare meglio la sua squadra".
Juve presumibilmente in formazione tipo: Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Vucinic, Tevez.
Le novità rispetto all'ultima uscita contro il Torino sono il probabile rientro di Vucinic in attacco dopo quattro panchine consecutive e quello sicuro di Pirlo a centrocampo, vicino all'intoccabile Pogba, all'ottava presenza tra i titolari. L'unico punto interrogativo è legato alle condizioni fisiche di Tevez. Quagliarella è in preallarme, ma l'argentino dovrebbe recuperare: "Tra oggi e domani sceglierò la coppia di attaccanti - prosegue Conte -. Carlitos dovrà darmi garanzie precise: non rischierei mai un giocatore che zoppica. L'altro dubbio è a centrocampo, ma Pogba sprizza salute da tutti i pori, mentre Marchisio è un po' più stanco, non avendo mai riposato da quando ha smaltito l'infortunio al ginocchio". Di fatto, il francese ha scalzato il torinese.
Intanto il derby della Mole non è ancora finito. Dopo la guerra dei tweet di domenica sera e l'intervento al vetriolo di Cairo, in parte smentito dalla Juventus ("Agnelli non si è scusato, ma ha soltanto espresso il suo rammarico per l'episodio che ha deciso la stracittadina"), Conte prova a dribblare la polemica: "Penso che non ci sia più niente da aggiungere. Prendo atto di essere diventato un grande catalizzatore, anche quando dico cose scontate, banali, basate sui semplici fatti. Continuerò comunque a esprimere le mie opinioni, anche se qualcuno avrà da ridire".
Bonucci fa il coro al mister, ribadendo la necessità di vincere "per migliorare quanto fatto l'anno scorso in Champions League: vogliamo continuare a stupire, con la solita rabbia e cattiveria agonistica". Per lui il pericolo numero uno sarà un certo Drogba: "E' uno degli attaccanti più forti del mondo. Si è rimesso in discussione dopo l'esperienza in Cina perché vuole stupire ancora, dopo aver trascinato il Chelsea sul tetto d'Europa. Da parte nostra servirà la massima attenzione".
Il Galatasaray è allo sbando, in crisi conclamata di risultati: non vince dal 19 agosto contro il Gaziantespor. Non solo: il timone è appena passato da Terim a Mancini. Ma Conte non si fida: "I turchi hanno ottimi giocatori e non ci danno certezze tattiche, se non quelle del vecchio corso. Non ci facciamo ingannare, il 6-1 subìto dal Real Madrid è un risultato bugiardo: il Galatasaray avrebbe meritato molto di più, ma ha sprecato tante occasioni sotto porta". Poi, sul collega-rivale Mancini: "Fa piacere ritrovare Roberto, un italiano in più nella colonia della Champions. Lui ha vinto in Italia e all'estero, è un allenatore top, uno dei più bravi d'Europa: era giusto che tornasse in pista. Non credo che in un giorno abbia potuto portare degli stravolgimenti così importanti, ma avrei comunque preferito affrontare Mancini più avanti, in modo da studiare meglio la sua squadra".
Juve presumibilmente in formazione tipo: Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Vucinic, Tevez.
Le novità rispetto all'ultima uscita contro il Torino sono il probabile rientro di Vucinic in attacco dopo quattro panchine consecutive e quello sicuro di Pirlo a centrocampo, vicino all'intoccabile Pogba, all'ottava presenza tra i titolari. L'unico punto interrogativo è legato alle condizioni fisiche di Tevez. Quagliarella è in preallarme, ma l'argentino dovrebbe recuperare: "Tra oggi e domani sceglierò la coppia di attaccanti - prosegue Conte -. Carlitos dovrà darmi garanzie precise: non rischierei mai un giocatore che zoppica. L'altro dubbio è a centrocampo, ma Pogba sprizza salute da tutti i pori, mentre Marchisio è un po' più stanco, non avendo mai riposato da quando ha smaltito l'infortunio al ginocchio". Di fatto, il francese ha scalzato il torinese.
Intanto il derby della Mole non è ancora finito. Dopo la guerra dei tweet di domenica sera e l'intervento al vetriolo di Cairo, in parte smentito dalla Juventus ("Agnelli non si è scusato, ma ha soltanto espresso il suo rammarico per l'episodio che ha deciso la stracittadina"), Conte prova a dribblare la polemica: "Penso che non ci sia più niente da aggiungere. Prendo atto di essere diventato un grande catalizzatore, anche quando dico cose scontate, banali, basate sui semplici fatti. Continuerò comunque a esprimere le mie opinioni, anche se qualcuno avrà da ridire".