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Juventus, Agnelli attacca la Lega: "Immobile, rischiamo di essere spazzati via"

Dure parole del presidente bianconero nella lettera agli azionisti: "Mentre gli altri campionati aumentano i ricavi e la competitività, la Lega resta immobile nella terra di mezzo". Vucinic salterà il Milan, Lichtsteiner in dubbio. Tevez: "Il mio sogno è stare qui e vivere questo presente stupendo"
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - Mercoledì, nella serata presunta di gala(tasaray) in Champions League, la Signora ha raccolto un solo punto e ha sgualcito il suo abito migliore. Oggi si contano i danni. Vucinic, costretto ad abbandonare il campo dopo appena 25 minuti di gioco, ha subìto una lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia sinistra che lo obbligherà a saltare il posticipo di domenica allo Stadium contro il Milan. Gli esami ai quali si è sottoposto Lichtsteiner hanno invece evidenziato una contrattura al retto femorale della coscia destra. Domani l'esterno elvetico affronterà ulteriori test clinici per definire con maggiore precisione l'entità del problema, ma la sua presenza contro i rossoneri resta in forte dubbio.

Ma il giorno dopo la delusione, sul campo, del pareggio con i turchi di Mancini, arriva l'orgoglio bianconero di Andrea Agnelli. Che nella lettera agli azionisti parla di sogni sportivi (il terzo scudetto), successi finanziari (ricavi record) e attacca la Lega di serie A: "Mentre i campionati dei paesi più evoluti evidenziano incrementi di ricavi, collettivi ed individuali, nonché di competitività sportiva, la Lega rimane immobile in una terra di mezzo che rischia di essere spazzata via dalla polarizzazione in atto".

"SERVONO DIALOGO E PROGRAMMAZIONE" - Per il massimo dirigente bianconero, la "Lega Nazionale Professionisti Serie A deve ritrovare capacità di dialogo sereno, foriero di risultati concreti, e, soprattutto, di programmazione. La Lega deve sì adoperarsi per consentire ai club maggiormente impegnati sul fronte domestico di consolidare l'equilibrio tra competitività sportiva e risorse finanziarie, ma ciò senza intaccare, anzi, auspicabilmente incrementando, le possibilità dei grandi club di competere nelle coppe europee e sul mercato globale con i migliori brand internazionali".

RICAVI RECORD - Agnelli rivendica i dati dell'ultimo bilancio, chiuso al 30 giugno 2013, che "rappresenta un'importante tappa di un percorso di crescita e di risanamento che la vostra Società ha intrapreso dal 2010. La stagione 2012-2013 ha portato alla Juventus, infatti, ricavi record nella sua storia. Tre anni fa questo management assumeva di fronte a voi impegni volti a un duplice obiettivo: la sostenibilità finanziaria e il ritorno alla piena competitività sportiva. Entrambe queste componenti rimangono essenziali nella mia idea di Juventus per gli anni futuri e, quindi, considero questo record una tappa e non un traguardo. Con costanza ed impegno abbiamo ridotto le perdite dell'80 per cento in due esercizi, ma il percorso non è ancora completato. Molto lavoro rimane da fare, soprattutto sul fronte della diversificazione e della stabilizzazione dei ricavi".

CHAMPIONS OBIETTIVO INTERMEDIO -  "Sulla capacità del brand Juventus di aumentare il proprio appeal all'estero si gioca una parte cospicua della sostenibilità finanziaria della vostra società - spiega ancora Agnelli - La partecipazione alla Champions League non deve essere considerata un semplice traguardo stagionale, bensì un ricorrente obiettivo intermedio di una più ampia strategia di medio-lungo termine, volta a incrementare l'attrattiva dei colori bianconeri sul mercato globale". E anche su questo fronte la Lega di Serie A "deve conquistare un ruolo più attivo, commercializzando all'estero i diritti collettivi con maggiore visione e programmazione strategica".

JUVE IN PRIMA FILA PER LO SVILUPPO DELLA CITTA' DI TORINO - Agnelli fissa anche le scadenze del progetto Continassa, dell'area contigua allo Juventus Stadium "dove, grazie ad un ambizioso progetto di riqualificazione e sviluppo porteremo la sede sociale e il centro di allenamento della prima Squadra e nuove iniziative commerciali e residenziali. L'intero progetto sarà completato entro il 2017. Dalle Olimpiadi di Torino 2006 pochi altri soggetti hanno contribuito così significativamente allo sviluppo e alla difesa dell'occupazione nella nostra città".

SOGNO IL TERZO SCUDETTO DI FILA - E infine il sogno sportivo, il terzo scudetto di fila. "La Juventus è sinonimo di calcio e di vittorie. Ho spesso definito nei dialoghi privati e pubblici questa stagione come 'l'appuntamento con la Storia'. Lo confermo. Dagli anni Trenta del secolo scorso, nessuna Juventus è riuscita a conquistare tre scudetti consecutivamente. Questa è la testimonianza concreta di quanto sia ripida la salita che abbiamo appena iniziato. E' un'occasione che non vogliamo farci sfuggire, ma sappiamo quanto la competizione sia cresciuta. Non bisogna averne paura ma esserne consapevoli. La storia non si ferma. Fino alla fine...".

VIDAL, PRONTO RINNOVO RECORD - Fernando Felicevich, l'agente di Arturo Vidal, è a Torino per definire gli ultimi dettagli del rinnovo fino al 2018 del contratto del centrocampista cileno. Re Arturo diventerà lo straniero più pagato d'Italia insieme ad Higuain: guadagnerà circa 5 milioni a stagione, più ricchissimi bonus legati al raggiungimento di determinati obiettivi di squadra.

PADOIN PRONTO PER SOSTITUIRE ISLA - Tornando al campo, sulla corsia destra Conte medita di lanciare Padoin, visto il deludente rendimento di Isla. Come alternativa, è pronto anche Motta. In attacco Quagliarella è in vantaggio su Llorente per fare coppia con Tevez: "Mi spiace per l'infortunio di Mirko, la rivalità è bella quando stiamo tutti bene - ha dichiarato Fabio-gol, ora un po' più vicino anche a un posto al sole della Nazionale -. Penso di avere l'età giusta per dare il mio contributo anche in azzurro". Ogbonna potrebbe permettere un turno di riposo a Barzagli, sistemandosi al centro della retroguardia, scortato da Bonucci e Chiellini. E chissà che dopo otto partite consecutive tra i titolari non possa tirare il fiato anche Pogba: Marchisio è pronto a rilevarlo.

Juve-Milan mette di fronte due squadre affamate di risposte immediate: i bianconeri sperano di recuperare quelle certezze perse soprattutto in Europa, i rossoneri cercano una fisionomia di gioco sin qui non pervenuta. Già, perché se è vero che tra campionato e coppe la Juve è sempre andata in gol nelle ultime 16 partite, è altrettanto vero che qualcosa non sta andando come dovrebbe. In Italia la superiorità tecnica della squadra di Conte e qualche episodio arbitrale propizio hanno sin qui mascherato una certa flessione di rendimento dei bianconeri. Che, comunque, appaiono più vulnerabili dietro e meno tremendisti nell'approccio alle partite, tanto da andare quasi sistematicamente in svantaggio. Ma in Europa i campanelli d'allarme si moltiplicano. Mercoledì, contro il Galatasaray, è arrivato l'ennesimo pareggio che dà alla Juve tanto da pensare e tantissimo da recriminare, ma contro di sé, per la dinamica dei due gol segnati dai turchi. Un anno fa la Signora cominciò a vincere dalla quarta partita di Champions, dopo tre segni ics consecutivi: il remake, contro un Real Madrid tutto goleade e rabone, sarà complicatisimo. Di fronte alle squadre straniere, la Juve non riesce a proporre il suo solito gioco fatto di tagli e inserimenti. "Non siamo riusciti a suonare il nostro spartito", ha ammesso Conte.

Urge una novità tattica, un'idea, una svolta. La Signora è chiamata a ritoccare il suo vestito in vista delle prossime serate europee. Non è infatti un caso se mercoledì, dopo aver rimbalzato più volte contro il muro eretto dai turchi, la Juve ha trovato due reti non appena il tecnico ha abbandonato il 3-5-2 per il tridente. "Soltanto durante la partita possiamo cambiare qualcosa e sorprendere gli avversari. In rosa abbiamo solamente Pepe che può sostenere il 4-3-3", ha tagliato corto Conte, consapevole che né Lichtsteiner né Isla possono mettere le ali al gioco bianconero e intanto assicurare equilibri e coperture. Il problema è che Pepe non sa quando (e come, e addirittura se) tornerà a giocare, dopo la lunga serie di ricadute nei suoi problemi muscolari. La Juve non deve rimanere ostaggio di un unico modulo, poco adatto alla Champions. La soluzione potrebbe essere il 4-3-1-2 intravisto ieri, con Tevez tra le linee, a supporto di Llorente e uno tra Vucinic e il re di coppe Quagliarella. La sosta azzurra dopo il Milan potrebbe servire a studiare l'eventuale svolta tattica, a maggior ragione se, come sembra, alcuni nazionali verranno risparmiati dalle convocazioni. Al tempo. Con i rossoneri verrà comunque confermato il 3-5-2, un abito che, seppure sgualcito, in Italia non sembra ancora passato di moda. Anzi, fa addirittura tendenza.

TEVEZ: "LA JUVE E' IL MIO SOGNO. NON POSSO CHIEDERE DI PIU'" - Carlos Tevez è già innamorato dei colori bianconeri. L'Apache si racconta in una lunga intervista al nuovo 'Hurrà Juventus': "E' una grande famiglia e una vera squadra che cresce giorno dopo giorno. Il mio sogno è adesso. E' oggi. E' stare nella Juve, vivere questo presente stupendo. Non posso chiedere di più". Tanti i temi affrontati, fra cui la piacevole scoperta dell'Italia anche dal punto di vista calcistico: "Pensavo che nel calcio italiano non si corresse, il gioco fosse molto lento e facile. Ora posso affermare che non è affatto così! Penso che sia il tipo di calcio più difficile in cui ho giocato. Si curano moltissimo i dettagli. Si lavora tantissimo anche a livello fisico e tattico. Credo che sia l'esatto contrario di ciò che immaginavo. Andiamo tutti molto d'accordo - prosegue l'argentino parlando dell'ambiente bianconero -. Tra i compagni, con i tifosi, con la gente, ci troviamo tutti bene. Ciò fa sì che ci sia unione, che questo gruppo sia una vera squadra in continua crescita".

"GIOCO COME QUANDO ERO NEL MIO QUARTIERE, SENZA PRESSIONE" - Tevez ha ereditato la maglia n.10 da Alessandro Del Piero. Un numero che pesa, ma non per lui: "Non penso a queste cose. Sarebbe come se volessi mettermi ancora più pressione. E sotto pressione si può giocare bene, ma si può anche giocare male. Anzi ci sono più possibilità di giocare male che bene in queste circostanze. E allora io gioco come quando ero nel mio quartiere. Penso che sia per questo che mi è sempre andata bene. Non posso mettermi a pensare alla storia". A chi domanda quale sia il sogno che vorrebbe realizzare nell'immediato futuro, Tevez risponde: "Desidero ciò che ho, stare nella Juve, sentirmi bene, vivere il momento che sto vivendo. Per questo bisogna continuare a lavorare, per andare avanti così". Tra i tanti argomenti toccati, l'argentino parla anche della sua passione per la Formula 1 e della sua esperienza a Monza durante il Gp d'Italia: "Unica. Da ragazzino sognavo di avere una Ferrari e vedevo sempre le corse in televisione, immaginandomi come poteva essere questo mondo. E ritrovarmi nel box, invitato dalla Ferrari, vedere da vicino le macchine, i motori e tutto il resto, è stato qualcosa di straordinario".
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