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Juventus, Conte: "Società e giocatori continuano a credere in me"

Il tecnico bianconero al premio 'Viareggio Sport': "Ho avuto la fiducia fin dal primo giorno. Abbiamo vinto tanto perché i ragazzi si sono adattati alla mia idea di calcio". Ora c'è un centrocampo da blindare: il rinnovo di Vidal è in dirittura d'arrivo, Pogba e Marchisio avranno un ritocco al rialzo, poi si tratterà con Pirlo
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - Fiducia da parte della società, fiducia dai giocatori. Antonio Conte spiega così due anni di successi in bianconero: "La Juventus come società e i ragazzi che alleno hanno sempre creduto in me fin dal primo giorno - ha detto il tecnico bianconero nel corso della cerimonia del premio 'Viareggio sport' - E continuano a farlo. E' questo il riconoscimento più importante che sento ogni giorno nel mio lavoro". Per Conte "negli ultimi due anni abbiamo vinto quasi tutto perché i ragazzi che alleno si sono adattati alla mia idea di calcio prima ancora che ad uno schema ben preciso". E c'è spazio anche per i giovani: "I giocatori giovani bravi giocano, vedi Pogba che è titolare a 19 anni. Un po' come quando mister Fascetti mi fece giocare molto giovane ai tempi del Lecce".

Ma in casa Juve si guarda anche al futuro. Con una dozzina scarsa di milioni Marotta si è assicurato un poker di centrocampisti invidiati da mezza Europa: Vidal (10,5 milioni al Bayer Leverkusen), Pirlo (costo zero), Marchisio (made in Vinovo) e Pogba (1 milione di indennizzo al Manchester United). I soldi risparmiati verranno adoperati per provare a blindare i fantastici quattro, prolungando i contratti dei primi due e adeguando quelli degli altri due. Passi doverosi, quasi inevitabili, che però non scoraggeranno i club spasimanti dei bianconeri.

Tra mercoledì e giovedì dovrebbe arrivare l'atteso annuncio del rinnovo di Vidal fino al 2018 a 4 milioni più bonus. La pratica, imbastita a fine aprile e definita in estate, aspetta solo di essere firmata e offerta ai media. Un ricco aumento attende anche Pogba (da 1 a 3 milioni), passato in un amen da promessa a realtà. E' più che mai attuale l'allarme recentemente lanciato da Agnelli alla Juve e al calcio italiano ("Sarà dura trattenere Paul"). Il rischio è che la prossima estate Raiola impacchetti il francese, recentemente paragonato dall'agente a un quadro di Dalì o Monet, per portarlo nella galleria di un facoltoso collezionista inglese (Chelsea), francese (Psg) o spagnolo (Real Madrid). La Juve tenterà fino all'ultimo di blindare l'enfant prodige, che non si muoverà da Torino per meno di 40 milioni (tutta plusvalenza). Ritocco dello stipendio (da 3 a 4 milioni) in arrivo anche per Marchisio che piace sempre al Monaco e ora pure al Liverpool, interessato anche a Bonucci.

Ma il tema più caldo è senza dubbio il futuro di Pirlo, in scadenza a giugno. Il regista vorrebbe scegliere soltanto a marzo con chi firmare l'ultimo contratto della sua carriera. Ma le sue recenti esternazioni ("Voglio continuare a giocare, alla Juve oppure altrove") hanno messo fretta alla Signora che non vuole ripetere l'errore fatto dal Milan nell'estate 2011. Marotta a breve avrà un contatto con l'agente del giocatore, Tullio Tinti. Cestinata la prima offerta per un contratto annuale, sul piatto il club ha messo ora il biennale (a 4 milioni) richiesto dallo stesso Pirlo, che però al Tottenham otterrebbe un triennale a 6 milioni, qualcosa in più di quanti ne incasserebbe dicendo sì a Chelsea, Arsenal e United. "Non è questione di soldi", ha detto il playmaker bresciano rassicurando Conte almeno a parole.

Domani la Juve riprenderà ad allenarsi a Vinovo dopo due giorni di riposo. Nel mirino il terzo filotto di sette partite che chiuderà il 2013: Livorno, Copenaghen, Udinese, Bologna, Galatasaray, Sassuolo e Atalanta. Conte deve fronteggiare un codice rosso in difesa e l'imbarazzo della scelta in attacco. Una retroguardia praticamente inedita proteggerà la Juve dai non irresistibili assalti di un Livorno (13 gol in 12 partite) tra l'altro privo dello squalificato Paulinho. L'acciaccato Barzagli verrà molto probabilmente risparmiato in vista della Champions, mercoledì 27 allo Stadium contro il Copenaghen. In mancanza di un elemento in grado di giocare al centro della difesa a tre - Bonucci e Ogbonna sono infatti squalificati -, si prevede il debutto stagionale in campionato della linea a quattro, sin qui collaudata soltanto in Europa.

A oggi l'unico centrale disponibile è infatti Chiellini, tra l'altro appena recuperato da quell'elongazione che gli ha fatto saltare il Napoli e la Nazionale. La retroguardia bianconera ripartirà per forza da lui e Caceres, che però non rientrerà a Vinovo prima di giovedì perché impegnato con l'Uruguay nel del ritorno dello spareggio Mundial contro la Giordania: dopo il 5-0 dell'andata che mette in ghiaccio la qualificazione dei sudamericani, la Juve ha chiesto alla federazione uruguaiana di risparmiare "El Pelado".

Una simile emergenza ha nell'era Conte un unico precedente: indisponibile il trio Barzagli-Bonucci-Chiellini, l'11 marzo 2012 il tecnico affidò la trincea anti-Genoa a Caceres e Vidal, stopper per un giorno, con Lichtsteiner e De Ceglie sugli esterni. Gli stessi terzini dovrebbero essere confermati a Livorno, ai fianchi della (strana) coppia di centrali. Il condizionale è d'obbligo perché lo svizzero è al rientro dopo un mese e mezzo di stop, mentre l'aostano è in ballottaggio con Asamoah, domani in campo per il ritorno dello spareggio in casa dell'Egitto: una formalità, dopo il set vinto (6-1) all'andata dal Ghana.

Nessuna emergenza a centrocampo, dove agiranno Pogba, Pirlo e uno tra lo stesso Asamoah e Vidal, quest'ultimo ancora ammaccato ma sulla via del recupero. Tutti a disposizione, infine, in attacco. Il tridente offensivo dovrebbe poggiare su Marchisio, Llorente e Tevez. Il "principino" è in ballottaggio con Quagliarella, mentre il rientrante Vucinic è candidato a mettere qualche minuto nelle gambe in vista del successivo appuntamento con il Copenaghen.
 
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