TORINO - Dove eravamo rimasti? Dopo 396 giorni di calvario ospedaliero, Simone Pepe si è ripresentato con barba e capelli lunghi, stile Cast Away se non fosse per l'ovale un po' più rotondo di prima, e con un sorriso grande così. "Ora che è finito questo incubo, non ho più paura di nulla", dice mostrando una spaventosa cicatrice ancora livida lunga più di una spanna nella parte posteriore della coscia sinistra, operata il 18 febbraio 2013. Un intervento chirurgico per ovviare a una lesione muscolare al semimembranoso degenerata in progressiva calcificazione. I 9 minuti più recupero disputati mercoledì sera, nel finale degli ottavi di Coppa Italia contro l'Avellino, è un "mordi e fuggi" utile per risentire certe sensazioni, una risposta a chi troppo presto aveva sentenziato che "Pepe non tornerà mai più in campo" nonché un premio alla perseveranza di un giocatore che, tra una ricaduta e l'altra, negli ultimi 18 mesi di carriera aveva accumulato la miseria di 21 minuti di campo (17 novembre 2012, Juve-Lazio 0-0). "Spero che la maledizione sia finita".
La curva che incita di nuovo il tuo nome. Conte che ti chiama per gettarti nella mischia. La gamba che finalmente risponde alle sollecitazioni del gioco. Tante sensazioni ritrovate in pochissimi minuti. "Il muscolo reagisce molto bene, abbiamo trovato delle soluzioni che hanno dato buoni risultati. I tifosi in festa quando sono entrato in campo? Sono stati veramente fantastici, e dire che io non mi emoziono tanto facilmente. Ma non avevo dubbi: ogni giorno mi hanno fatto sentire il loro affetto tramite i social network". Il 30enne Simone Pepe parla come uno che è tornato da un lungo viaggio complicato da una spiacevole disavventura: "In questo anno e mezzo ho visto, con molta invidia, una buona Juventus che non smette di crescere".
Da attore protagonista del primo scudetto (31 presenze e 6 reti nel 2011-12) a semplice figurante nella sceneggiatura del bis tricolore (un moncone di partita in tutto il 2012-13). Adesso, con l'ovvia e abbondante cautela del caso, Simone vuole riprendersi il tempo e lo spazio perduti: "Sto lavorando duramente per trovare la condizione. Non basta uno schiocco di dita, ma farò di tutto per essere di nuovo protagonista. Il 5 gennaio si deciderà già lo scudetto? Non credo, la Roma è in corsa, e la corsa è ancora lunghissima. E noi abbiamo anche l'Europa League".
L'ex "grande invalido", il sempredegente, si è stufato di essere soltanto l'uomo-spogliatoio, "er chiacchiera", il simpaticone romano della compagnia. Vuole diventare il prossimo nuovo acquisto di una Signora che cerca un esterno offensivo (Biabiany, Diamanti, Menez, Nani...) in grado, garantendo spinta ma anche copertura, di cambiare lo spartito dal classico 3-5-2 al più rockeggiante 4-3-3: "Se sono io il giocatore che cerca la Juve a gennaio? Lo spero, ne ho parlato col mister. Rientrare dopo tanto tempo non è facile, ma voglio tornare a stupire. Ovvio che ci vorrà un po' di tempo per mettermi alla pari con i miei compagni, perché loro vanno davvero molto forte". Ecco, la domanda è proprio questa. Riuscirà Pepe a reggere i ritmi della Juve made in Conte, tutta grinta e intensità, oppure cercherà altrove una giostra che giri un po' più lentamente? Ai posteri. Intanto, bentornato.
La curva che incita di nuovo il tuo nome. Conte che ti chiama per gettarti nella mischia. La gamba che finalmente risponde alle sollecitazioni del gioco. Tante sensazioni ritrovate in pochissimi minuti. "Il muscolo reagisce molto bene, abbiamo trovato delle soluzioni che hanno dato buoni risultati. I tifosi in festa quando sono entrato in campo? Sono stati veramente fantastici, e dire che io non mi emoziono tanto facilmente. Ma non avevo dubbi: ogni giorno mi hanno fatto sentire il loro affetto tramite i social network". Il 30enne Simone Pepe parla come uno che è tornato da un lungo viaggio complicato da una spiacevole disavventura: "In questo anno e mezzo ho visto, con molta invidia, una buona Juventus che non smette di crescere".
Da attore protagonista del primo scudetto (31 presenze e 6 reti nel 2011-12) a semplice figurante nella sceneggiatura del bis tricolore (un moncone di partita in tutto il 2012-13). Adesso, con l'ovvia e abbondante cautela del caso, Simone vuole riprendersi il tempo e lo spazio perduti: "Sto lavorando duramente per trovare la condizione. Non basta uno schiocco di dita, ma farò di tutto per essere di nuovo protagonista. Il 5 gennaio si deciderà già lo scudetto? Non credo, la Roma è in corsa, e la corsa è ancora lunghissima. E noi abbiamo anche l'Europa League".
L'ex "grande invalido", il sempredegente, si è stufato di essere soltanto l'uomo-spogliatoio, "er chiacchiera", il simpaticone romano della compagnia. Vuole diventare il prossimo nuovo acquisto di una Signora che cerca un esterno offensivo (Biabiany, Diamanti, Menez, Nani...) in grado, garantendo spinta ma anche copertura, di cambiare lo spartito dal classico 3-5-2 al più rockeggiante 4-3-3: "Se sono io il giocatore che cerca la Juve a gennaio? Lo spero, ne ho parlato col mister. Rientrare dopo tanto tempo non è facile, ma voglio tornare a stupire. Ovvio che ci vorrà un po' di tempo per mettermi alla pari con i miei compagni, perché loro vanno davvero molto forte". Ecco, la domanda è proprio questa. Riuscirà Pepe a reggere i ritmi della Juve made in Conte, tutta grinta e intensità, oppure cercherà altrove una giostra che giri un po' più lentamente? Ai posteri. Intanto, bentornato.