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Juventus, Allegri tiene alta la guardia: ''Vietato perdere punti per strada''

Bianconeri in casa del Genoa per mantenere inalterato il vantaggio sulla Roma: ''Dobbiamo imparare a sbagliare meno, ma i campionati si vincono anche giocando qualche volta meno bene''. Marchisio in vantaggio su Pirlo, in attacco verso la conferma del tandem Tevez-Llorente
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - Alla vigilia di Genoa-Juve, Massimiliano Allegri tiene alta la guardia: "La Roma lascerà pochi punti per strada. Dovremo essere bravi a fare altrettanto". Accetta le critiche di Lippi: "Ha detto di una Juve meno arrabbiata rispetto all'anno scorso, ma ha anche detto che la squadra rispecchia quello che è il carattere e il volere dell'allenatore". E ammette che l'ultima Juve non lo ha convinto: "Rispetto ad Atene e al primo tempo contro il Palermo dobbiamo imparare a sbagliare meno. Possiamo fare meglio. I campionati, comunque, si vincono anche giocando qualche volta meno bene".

La Juve è alle porte del trittico Genoa-Empoli-Parma, con possibilità di fuga su quella Roma che sabato farà visita al Napoli. Ma il "Conte Max" non si fida delle cosiddette piccole ("col Sassuolo abbiamo peso 2 punti..."), e nemmeno del Grifone: "Affrontiamo un'ottima squadra, sconfitta in una sola delle ultime sette partite, contro la Samp. I rossoblù hanno buoni movimenti offensivi, in casa sono più aggressivi che in trasferta. Mi preoccupa il campo: dopo l'alluvione che ha colpito Genoa, non sarà in buone condizioni. Sarà difficile giocare bene sotto l'aspetto tecnico". Il prato non perfetto potrebbe convincere Allegri a fermare Pirlo e sguinzagliare Marchisio, più adatto alla lotta che al governo, "scortato" da Pogba e Vidal: "Nelle ultime due partite Claudio è rimasto fuori. Quanto ad Andrea, contro il Palermo ha giocato 65 minuti migliorandosi rispetto a Sassuolo e Olympiacos. Sta recuperando, e la Juve ha bisogno di lui. Era prevedibile che dopo 40 giorni di sosta per infortunio e una partita importante come quella che ha giocato a buon ritmo contro la Roma, avrebbe incontrato qualche difficoltà. Questa è la prassi per chiunque rientri dopo un lunga sosta per infortunio".

Soliti cursori Lichtsteiner e Asamoah e, salvo sorprese, solito tandem d'attacco formato da Tevez e Llorente: "Può darsi che domani giochi ancora Fernando  -  rivela Allegri -, che è tornato al gol contro il Palermo disputando però una partita meno buona di quelle precedenti. Carlos domenica ha fatto una bella prova. Quanto al suo ritorno nella Nazionale argentina, sono molto contento: è un traguardo a cui teneva e che meritava. Tevez è un ottimo giocatore ma anche un ragazzo molto generoso e ambizioso". Il turnover spinto può attendere. Per Giovinco e Morata ci sarà spazio sabato in casa dell'Empoli, l'anticamera della fondamentale sfida di Champions League contro l'Olympiacos. Di sicuro, con quattro partite nei prossimi undici giorni "avrò bisogno di tutti: a centrocampo e in attacco ho molta scelta". In difesa, invece, la coperta è cortissima. Avanti con i soliti noti: "Dietro non posso fare turnover, altrimenti devo giocare con un uomo in meno  -  scherza Allegri -. Tra i convocati tornerà Marrone, mentre speriamo di recuperare Caceres in tempo per l'Olympiacos". Bonucci, Ogbonna (spostato al centro della retroguardia) e Chiellini faranno ancora una volta da scudo a Buffon, pronto a timbrare il suo 500esimo cartellino bianconero: "Prima bisogna vedere se lo farò giocare  -  sorride Allegri -. Scherzi a parte, Gigi si prepara a raggiungere un traguardo per pochi. Ma ha ancora molto da dare e da fare, con l'entusiasmo di un ragazzino e la serenità e la saggezza di un vecchietto. Avere in squadra uno come lui è una fortuna. Buffon è un esempio anche per i giovani, così come Barzagli, Chiellini, Marchisio e Pirlo".

In chiusura, il tecnico bianconero usa parole al miele anche per Pogba, fresco di nomina tra i 23 candidati al Pallone d'Oro e pronto a tornare nell'undici titolare: "Si tratta di un buon risultato per Paul, così come il prolungamento con adeguamento del suo contratto è stato un segno di grande stima nei confronti di un giocatore portato ai livelli di un top player. Ora sta a Pogba dimostrare di essere tra i tre più forti centrocampisti al mondo. Quanto all'assenza di giocatori italiani nella lista del Pallone d'Oro, mi sembra normale: i nostri club hanno fatto ben poco nelle coppe internazionali, così come la Nazionale ai Mondiali".  
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