TORINO - "Noi dobbiamo vincere". Massimiliano Allegri lo ripete quattro volte, come se temesse un calo di tensione della sua Juve, alla vigilia di un trittico da paura: il 189° derby della Mole, la trasferta in casa della Fiorentina e la sfida contro l'Atletico Madrid decisiva per la Champions League.
I numeri esaltano la Signora e terrorizzano il Toro. I bianconeri cercano il settimo sigillo consecutivo contro i cugini e la venticinquesima vittoria interna di fila nel suo Stadium-fortezza. I granata inseguono quel gol che alla Juve non segnano da quasi 13 anni e quella vittoria che non afferrano da quasi 20. Il tecnico bianconero azzera le statistiche: "I numeri sono importanti ma quando l'arbitro fischierà l'inizio noi non saremo in vantaggio di dodici o tredici derby a zero. Il derby è una partita diversa da tutte le altre, indipendentemente dai valori in campo. Si tratta di una partita fondamentale per la classifica e per dare continuità ai nostri risultati". Meglio zavorrare l'entusiasmo della truppa: "Siamo in un buon momento, il nuovo modulo ci ha dato ancora più stimoli, ma ci vuole equilibrio - frena Allegri -. Non abbiamo ancora fatto niente. Dobbiamo ancora centrare l'obiettivo degli ottavi di Champions League. In campionato stiamo facendo bene ma è ancora tutto in ballo, con la Roma sempre a tre punti di distanza da noi. Manteniamo il profilo basso, nel calcio si può diventare in fretta una squadra di somari".
Orecchie dritte e guardia alta, allora: "Domani incontriamo una squadra che giovedi, contro il Bruges, ha fatto una buona partita per tecnica e intensità - avverte il tecnico bianconero -. Il Toro ha gli stessi punti dell'anno scorso, ottima organizzazione di gioco e buoni giocatori. Non concede grandi spazi, è bravo nelle ripartenze e può contare su ottime geometrie di gioco in fase di uscita. Ventura è un ottimo allenatore, fa giocare bene le sue squadre. Loro hanno in El Kaddouri il giocatore migliore sotto l'aspetto mentale, tecnico e fisico e in Quagliarella un elemento molto pericoloso. Insomma, non sarà facile, mi aspetto una sfida equilibrata: loro ci daranno battaglia. Dobbiamo avere grande rispetto del Toro, ma noi bisogna vincere".
Allegri non si fida e fa pretattica nascondendo la formazione. "Devo ancora valutare le condizioni di chi ha giocato a Malmoe. In difesa, al posto dello squalificato Padoin, ci sarà Evra, sollecitato a mettere a disposzione della squadra qualità ed esperienza: "Patrice ha giocato per dieci anni al Manchester United, deve dimostrare di poter fare ottime cose anche in Italia". A centrocampo potrebbe riposare Pirlo, mentre Vidal verrà probabilmente confermato tra le linee del 4-3-1-2, alle spalle di Tevez e Llorente, quest'ultimo favorito sul connazionale Morata: "Arturo sta bene, ha voglia e ritornerà a fare gol. Ha solo bisogno di giocare. E' un filino indietro rispetto agli altri, ma è un elemento molto importante per noi. Quanto ad Alvaro, in casa della Lazio non è entrato in campo nel modo giusto, può capitare anche se non dovrebbe... Ma a Malmö, pur sbagliando un gol a un metro dalla porta, ha fatto comunque bene".
In chiusura, un appello ai tifosi ("non ho visto certi striscioni degli scorsi anni, ma domani ci dovrà essere una sana rivalità sportiva") e un rapido sguardo al mercato di gennaio. "Rimpiazzare Asamoah? Kwadwo martedì verrà operato e starà fuori per circa tre mesi - prosegue Allegri -, è normale guardarsi intorno. Se ci sarà bisogno la società è pronta a intervenire, ma sulla corsia sinistra possiamo contare su un giocatore tatticamente intelligente e tecnicamente molto bravo come Padoin, su Evra e Mattiello". Allegri, infine, toglie dal mercato Giovinco, elemento in scadenza di contratto nel 2015 assai gradito dai cugini granata: "Sebastian è un giocatore importante che rimarrà alla Juventus. Dopodiché, nel corso della stagione, valuteremo cosa succederà l'anno prossimo".
I numeri esaltano la Signora e terrorizzano il Toro. I bianconeri cercano il settimo sigillo consecutivo contro i cugini e la venticinquesima vittoria interna di fila nel suo Stadium-fortezza. I granata inseguono quel gol che alla Juve non segnano da quasi 13 anni e quella vittoria che non afferrano da quasi 20. Il tecnico bianconero azzera le statistiche: "I numeri sono importanti ma quando l'arbitro fischierà l'inizio noi non saremo in vantaggio di dodici o tredici derby a zero. Il derby è una partita diversa da tutte le altre, indipendentemente dai valori in campo. Si tratta di una partita fondamentale per la classifica e per dare continuità ai nostri risultati". Meglio zavorrare l'entusiasmo della truppa: "Siamo in un buon momento, il nuovo modulo ci ha dato ancora più stimoli, ma ci vuole equilibrio - frena Allegri -. Non abbiamo ancora fatto niente. Dobbiamo ancora centrare l'obiettivo degli ottavi di Champions League. In campionato stiamo facendo bene ma è ancora tutto in ballo, con la Roma sempre a tre punti di distanza da noi. Manteniamo il profilo basso, nel calcio si può diventare in fretta una squadra di somari".
Orecchie dritte e guardia alta, allora: "Domani incontriamo una squadra che giovedi, contro il Bruges, ha fatto una buona partita per tecnica e intensità - avverte il tecnico bianconero -. Il Toro ha gli stessi punti dell'anno scorso, ottima organizzazione di gioco e buoni giocatori. Non concede grandi spazi, è bravo nelle ripartenze e può contare su ottime geometrie di gioco in fase di uscita. Ventura è un ottimo allenatore, fa giocare bene le sue squadre. Loro hanno in El Kaddouri il giocatore migliore sotto l'aspetto mentale, tecnico e fisico e in Quagliarella un elemento molto pericoloso. Insomma, non sarà facile, mi aspetto una sfida equilibrata: loro ci daranno battaglia. Dobbiamo avere grande rispetto del Toro, ma noi bisogna vincere".
Allegri non si fida e fa pretattica nascondendo la formazione. "Devo ancora valutare le condizioni di chi ha giocato a Malmoe. In difesa, al posto dello squalificato Padoin, ci sarà Evra, sollecitato a mettere a disposzione della squadra qualità ed esperienza: "Patrice ha giocato per dieci anni al Manchester United, deve dimostrare di poter fare ottime cose anche in Italia". A centrocampo potrebbe riposare Pirlo, mentre Vidal verrà probabilmente confermato tra le linee del 4-3-1-2, alle spalle di Tevez e Llorente, quest'ultimo favorito sul connazionale Morata: "Arturo sta bene, ha voglia e ritornerà a fare gol. Ha solo bisogno di giocare. E' un filino indietro rispetto agli altri, ma è un elemento molto importante per noi. Quanto ad Alvaro, in casa della Lazio non è entrato in campo nel modo giusto, può capitare anche se non dovrebbe... Ma a Malmö, pur sbagliando un gol a un metro dalla porta, ha fatto comunque bene".
In chiusura, un appello ai tifosi ("non ho visto certi striscioni degli scorsi anni, ma domani ci dovrà essere una sana rivalità sportiva") e un rapido sguardo al mercato di gennaio. "Rimpiazzare Asamoah? Kwadwo martedì verrà operato e starà fuori per circa tre mesi - prosegue Allegri -, è normale guardarsi intorno. Se ci sarà bisogno la società è pronta a intervenire, ma sulla corsia sinistra possiamo contare su un giocatore tatticamente intelligente e tecnicamente molto bravo come Padoin, su Evra e Mattiello". Allegri, infine, toglie dal mercato Giovinco, elemento in scadenza di contratto nel 2015 assai gradito dai cugini granata: "Sebastian è un giocatore importante che rimarrà alla Juventus. Dopodiché, nel corso della stagione, valuteremo cosa succederà l'anno prossimo".