TORINO - L'apprensione che si avvertiva ieri negli ambienti juventini era giustificata: Andrea Barzagli rischia seriamente di saltare la finale di Champions League contro il Barcellona. Il difensore bianconero, uscito nell'intervallo della gara contro il Napoli a causa di un fastidio muscolare, si è sottoposto ad accertamenti clinici che hanno evidenziato una lesione di primo grado al retto femorale destro. "Barzagli inizierà immediatamente le terapie e le sue condizioni verranno quotidianamente monitorate - spiega il sito ufficiale della Juventus -, allo scopo di renderlo disponibile per la finale di Champions League del 6 giugno prossimo a Berlino". Ma i tempi di recupero per questo genere di infortunio in genere non sono inferiori ai 15-20 giorni.
L'eventuale assenza di Barzagli porterà Allegri a rinunciare, almeno in partenza, al 3-5-2 per affidarsi al 4-3-1-2. Il tecnico era comunque orientato a schierare il modulo con la difesa a quattro, ma con un atteggiamento un po' più abbottonato del solito, per non offrire troppo il fianco alle fulminanti incursioni di Messi e compagni.
ALLEGRI: "A BERLINO COME LA NAZIONALE NEL 2006" - Il mister dovrà preoccuparsi anche di aggiungere un'altra mensola alla sua bacheca, perché il palmarès personale comincia a dilatarsi sensibilmente: dopo la Coppa Italia e il trofeo dello scudetto ricevuti la settimana scorsa, Allegri è stato infatti premiato presso il Salone d'Onore del Coni con il Premio 'Enzo Bearzot', promosso dall'Unione Sportiva Acli con il patrocinio della Figc. "Berlino? Speriamo di rifare quello che ha fatto la Nazionale nel 2006, ma sarebbe bello vincere anche a un minuto dalla fine, perché con quelli lì... - ha scherzato Allegri -. Una cosa è certa: contro il Barcellona è meglio giocarci una partita secca che non due. Un doppio confronto con i blaugrana sarebbe stato duro. Noi siamo in una buona condizione sia fisica che mentale, siamo fiduciosi. Dobbiamo essere bravi a preparare la partita con serenità. La Champions sarebbe la ciliegina sulla torta? Lo spero, e credo lo sperino tutti gli italiani. Questo per il calcio nazionale è comunque stato un anno importante, straordinario. Due squadre hanno sfiorato la finale di Europa League, la Nazionale sta facendo un buon lavoro. Qui non è tutto da buttare. Bisogna però lavorare sulle infrastrutture e sul futuro dei nostri bambini".
"IO E CONTE? DIVERSI MA UGUALI NELLE VITTORIE" - Allegri è quindi tornato sui suoi primi complicati giorni in bianconero: "L'accoglienza fredda dei tifosi juventini? Era normale, loro si sentivano un po' come quando due si lasciano. Ma ho trovato anche una società che mi ha protetto e un gruppo di ragazzi straordinari, un gruppo di uomini veri". Poi, in merito all'eterno dualismo con Conte: "Non c'è uno migliore dell'altro. Io e Conte siamo diversi ma tutti e due abbiamo vinto in bianconero, a dimostrazione che non c'è un solo metodo per vincere, altrimenti il calcio sarebbe una scienza esatta". Allegri ha quindi (ri)lanciato la sfida alla concorrenza italiana e alla Signora del Quinquennio d'Oro 1930-35: "Sono felice di allenare la Juve, mi godo il momento. L'anno prossimo cercheremo di vincere il quinto scudetto consecutivo, sarà il nostro primo obiettivo".
Infine il tecnico campione d'Italia ha commentato la risposta del presidente del Milan, Silvio Berlusconi, ieri ospite di 'Che tempo che fa', data a Fabio Fazio che gli aveva chiesto se era pentito di aver esonerato Allegri ("Lasciamo perdere, stiamo parlando di cose serie. Mandare via un allenatore o un giocatore non è importante come parlare del futuro di questo paese"): "Sono d'accordo con il presidente Berlusconi. Nel paese ci sono molte cose più importanti di un cambio di un allenatore, provvedimento che, nella vita professionale, ci sta. Il punto fermo è le società: gli allenatori e i giocatori passano". Il Conte Max si è tenuto tutti sassolini nella scarpa: "Ringrazio il presidente che mi ha dato la possibilità di allenare per quattro anni il Milan e di vincere - ha concluso Allegri -. I tifosi devono essere legati alla società e alla storia del società. Gli allenatori e i giocatori devono rimanere nella storia del club".
JUVE-KHEDIRA, CHIUSURA IMMINENTE - Ma sono in arrivo altri premi per Allegri. Intanto il tecnico ha ricevuto un graditissimo regalo dalla sua azienda, l'attaccante argentino Dybala, che parla già da bianconero e ripete il nuovo mantra "vogliamo il quinto scudetto". La trattativa per Cavani si è raffreddata, complici i costi esorbitanti dell'operazione. Nei prossimi giorni il club bianconero deciderà con il Sassuolo il futuro di Berardi e Zaza: entrambi potrebbero arrivare a Torino in estate. Ma in queste ore la pista più calda è quella che porta al jolly di centrocampo Khedira, svincolato di lusso dal Real Madrid. La trattativa per il tedesco, un campione del mondo a costo zero, è ormai alle battute finali. La Juve conta di chiudere tra martedì e mercoledì: pronto un quadriennale a 4,5 milioni. Khedira è il possibile erede di Pirlo, che non ha escluso una partenza in caso di vittoria della Champions League: il Qatar è pronto ad ospitare il tramonto del Maestro, ma in pole ci sono gli Usa, nella fattispecie il New York City Fc.
STAMPA INGLESE: VIDAL ALL'ARSENAL PER 35 MILIONI - Dall'Inghilterra danno in partenza Vidal, con destinazione Premier League. "Dopo la Copa America sarà ufficiale il passaggio di Vidal all'Arsenal. E' tutto fatto. Sarà compagno di squadra di Sanchez": è l'indiscrezione twittata dal giornalista argentino Hernan Feler, riportata dalla stampa britannica. Secondo il "Mirror", Re Arturo raggiungerà El Ni? o Maravilla all'Emirates Stadium per 25 milioni di sterline, ovvero 35 milioni di euro. La Juve metterebbe a segno una maxi-plusvalenza, considerato che i 10,5 milioni versati per il cileno nel 2011 al Bayer Leverkusen sono stati ammortizzati. Marotta ha recentemente dichiarato di non voler cedere né Vidal né Pogba: cambierà idea?
L'eventuale assenza di Barzagli porterà Allegri a rinunciare, almeno in partenza, al 3-5-2 per affidarsi al 4-3-1-2. Il tecnico era comunque orientato a schierare il modulo con la difesa a quattro, ma con un atteggiamento un po' più abbottonato del solito, per non offrire troppo il fianco alle fulminanti incursioni di Messi e compagni.
ALLEGRI: "A BERLINO COME LA NAZIONALE NEL 2006" - Il mister dovrà preoccuparsi anche di aggiungere un'altra mensola alla sua bacheca, perché il palmarès personale comincia a dilatarsi sensibilmente: dopo la Coppa Italia e il trofeo dello scudetto ricevuti la settimana scorsa, Allegri è stato infatti premiato presso il Salone d'Onore del Coni con il Premio 'Enzo Bearzot', promosso dall'Unione Sportiva Acli con il patrocinio della Figc. "Berlino? Speriamo di rifare quello che ha fatto la Nazionale nel 2006, ma sarebbe bello vincere anche a un minuto dalla fine, perché con quelli lì... - ha scherzato Allegri -. Una cosa è certa: contro il Barcellona è meglio giocarci una partita secca che non due. Un doppio confronto con i blaugrana sarebbe stato duro. Noi siamo in una buona condizione sia fisica che mentale, siamo fiduciosi. Dobbiamo essere bravi a preparare la partita con serenità. La Champions sarebbe la ciliegina sulla torta? Lo spero, e credo lo sperino tutti gli italiani. Questo per il calcio nazionale è comunque stato un anno importante, straordinario. Due squadre hanno sfiorato la finale di Europa League, la Nazionale sta facendo un buon lavoro. Qui non è tutto da buttare. Bisogna però lavorare sulle infrastrutture e sul futuro dei nostri bambini".
"IO E CONTE? DIVERSI MA UGUALI NELLE VITTORIE" - Allegri è quindi tornato sui suoi primi complicati giorni in bianconero: "L'accoglienza fredda dei tifosi juventini? Era normale, loro si sentivano un po' come quando due si lasciano. Ma ho trovato anche una società che mi ha protetto e un gruppo di ragazzi straordinari, un gruppo di uomini veri". Poi, in merito all'eterno dualismo con Conte: "Non c'è uno migliore dell'altro. Io e Conte siamo diversi ma tutti e due abbiamo vinto in bianconero, a dimostrazione che non c'è un solo metodo per vincere, altrimenti il calcio sarebbe una scienza esatta". Allegri ha quindi (ri)lanciato la sfida alla concorrenza italiana e alla Signora del Quinquennio d'Oro 1930-35: "Sono felice di allenare la Juve, mi godo il momento. L'anno prossimo cercheremo di vincere il quinto scudetto consecutivo, sarà il nostro primo obiettivo".
Infine il tecnico campione d'Italia ha commentato la risposta del presidente del Milan, Silvio Berlusconi, ieri ospite di 'Che tempo che fa', data a Fabio Fazio che gli aveva chiesto se era pentito di aver esonerato Allegri ("Lasciamo perdere, stiamo parlando di cose serie. Mandare via un allenatore o un giocatore non è importante come parlare del futuro di questo paese"): "Sono d'accordo con il presidente Berlusconi. Nel paese ci sono molte cose più importanti di un cambio di un allenatore, provvedimento che, nella vita professionale, ci sta. Il punto fermo è le società: gli allenatori e i giocatori passano". Il Conte Max si è tenuto tutti sassolini nella scarpa: "Ringrazio il presidente che mi ha dato la possibilità di allenare per quattro anni il Milan e di vincere - ha concluso Allegri -. I tifosi devono essere legati alla società e alla storia del società. Gli allenatori e i giocatori devono rimanere nella storia del club".
JUVE-KHEDIRA, CHIUSURA IMMINENTE - Ma sono in arrivo altri premi per Allegri. Intanto il tecnico ha ricevuto un graditissimo regalo dalla sua azienda, l'attaccante argentino Dybala, che parla già da bianconero e ripete il nuovo mantra "vogliamo il quinto scudetto". La trattativa per Cavani si è raffreddata, complici i costi esorbitanti dell'operazione. Nei prossimi giorni il club bianconero deciderà con il Sassuolo il futuro di Berardi e Zaza: entrambi potrebbero arrivare a Torino in estate. Ma in queste ore la pista più calda è quella che porta al jolly di centrocampo Khedira, svincolato di lusso dal Real Madrid. La trattativa per il tedesco, un campione del mondo a costo zero, è ormai alle battute finali. La Juve conta di chiudere tra martedì e mercoledì: pronto un quadriennale a 4,5 milioni. Khedira è il possibile erede di Pirlo, che non ha escluso una partenza in caso di vittoria della Champions League: il Qatar è pronto ad ospitare il tramonto del Maestro, ma in pole ci sono gli Usa, nella fattispecie il New York City Fc.
STAMPA INGLESE: VIDAL ALL'ARSENAL PER 35 MILIONI - Dall'Inghilterra danno in partenza Vidal, con destinazione Premier League. "Dopo la Copa America sarà ufficiale il passaggio di Vidal all'Arsenal. E' tutto fatto. Sarà compagno di squadra di Sanchez": è l'indiscrezione twittata dal giornalista argentino Hernan Feler, riportata dalla stampa britannica. Secondo il "Mirror", Re Arturo raggiungerà El Ni? o Maravilla all'Emirates Stadium per 25 milioni di sterline, ovvero 35 milioni di euro. La Juve metterebbe a segno una maxi-plusvalenza, considerato che i 10,5 milioni versati per il cileno nel 2011 al Bayer Leverkusen sono stati ammortizzati. Marotta ha recentemente dichiarato di non voler cedere né Vidal né Pogba: cambierà idea?