VILLAR PEROSA - La Juventus ci ha preso gusto. Dopo aver speso circa 116 milioni tra gli acquisti di Alex Sandro (25 milioni bonus compresi), atteso domani a Torino per le visite mediche, Dybala (40 milioni), Mandzukic (19), Zaza (18) e il riscatto di Pereyra (14) si preparano a battere un colpo grosso sulla trequarti e un colpetto a centrocampo. Proprio così. "Quanto budget ci è rimasto dopo l'ingaggio di Alex Sandro? Se si fa un investimento per il futuro, allora i soldi non sono un problema. E' un giocatore di prospettiva, abbiamo definito la trattativa con il Porto sulla base di una cessione definitiva, per ufficializzare aspettiamo l'esito delle visite mediche che saranno effettuate nella giornata di giovedì, ma posso parlare di ufficiosamente di acquisto fatto. E' un giocatore di grande prospettiva, abbiamo sfruttato questa opportunità e siamo sicuri di avere fatto un buon investimento", spiega l'ad Marotta, a margine del tradizionale vernissage della Juventus a Villar Perosa, il "feudo" della Famiglia Agnelli.
Insomma, il trequartista arriverà, per la gioia di Allegri. Resta da capire quale: "Vogliamo un giocatore importante, ma non è facile trovarlo". Già, perché come spiega lo stesso ad bianconero: "Draxler? Noi abbiamo chiuso qualsiasi dialogo con loro da qualche settimana perché esistono impedimenti oggettivi, delle motivazioni forti che ci portano a non poter dialogare con questa società. Un trequartista arriverà, circolano tante ipotesi, ma non ci vogliamo accontentare di un nome qualsiasi. Vogliamo fare una scelta importante e prestigiosa, ci stiamo muovendo in questa ottica". La rosa dei papabili si stringe a pochi nomi. La Juve farà comunque un altro tentativo per Draxler, alzando da 15 a 18 milioni la parte fissa dell'offerta arricchita da ricchissimi bonus. Resta comunque vivo l'interesse per Eriksen, nonostante il muro sollevato dal Tottenham, così come certi obiettivi onirici: da Isco a Goetze, da Nasri a Silva (se il City dovesse chiudere per De Bruyne). Resiste infine la pista last minute per Cuadrado: "Sì, forse lui è sul mercato", ammette lo stesso Marotta, che non chiude per Mkhitaryan: "E' di proprietà del Borussia e non ci permettiamo di entrare in un confronto con il giocatore se non con l'assenso della società -risponde-. In questo momento i segnali non sono di apertura e rispettiamo questa volontà del Borussia, in attesa che sia su di lui che su altri giocatori si possano aprire prospettive diverse".
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Ma i botti non finiscono qui. L'allarme scattato a centrocampo ha infatti convinto la dirigenza bianconera a fare un altro sforzo. L'identikit tracciato in corso Galileo Ferraris è quello di un elemento giovane, duttile e pronto ad accettare la panchina. Un profilo alla Sturaro, per intenderci. La soluzione pronto uso potrebbe essere il centrocampista ghanese Donsah, 19 anni, prenotato dal Cagliari e inizialmente destinato ad andare in prestito al Bologna. La Juve intanto si è regalata un autentico bagno di folla a Villar Perosa. Il campetto della Val Chisone intitolato a Gaetano Scirea è stato letteralmente preso d'assalto. Pubblico da record: circa settemila tifosi, duemila in più rispetto agli ultimi anni, hanno assistito al "debutto" italiano della squadra di Allegri, che ha sconfitto 1-0 la Primavera di Fabio Grosso. Decisiva un'autentica prodezza di Pogba, autore di un gol alla Del Piero con il piede "sbagliato", il sinistro, festeggiato con una danza delle sue. "Ho fatto un bel gol, non pensavo di calciare così con il mancino - ha detto a Sky Sport il talento francese, schierato nell'insolita posizione di regista -. Come mi sono trovato davanti alla difesa? Bene, se serve alla squadra posso giocarci anche tutto l'anno". Anche di Pogba aveva parlato Marotta: "Ci sono arrivate offerte straordinarie, ma non abbiamo aperto nessun tipo di discussione con chi ce le ha fatte. La sua conferma la dice lunga sulle intenzioni della Juventus".
Verso la fine del primo tempo, Mandzukic ha abbandonato il campo con la borsa del ghiaccio sul ginocchio destro. Le sue condizioni verranno valutate nelle prossime ore: con Morata ko, Allegri spera ovviamente di non dover rinunciare anche al croato. Poi però la prima diagnosi, che non parla di niente di serio e la sorpresa annunciata dallo stesso tecnico: "Morata martedì sarà di nuovo con la squadra e abbiamo speranza che per la Roma sia a disposizione". Prima dell'intervallo Zaza ha sfiorato il bis, centrando il palo. Nella ripresa, largo al 3-5-2, con Padoin in regia e in attacco il tandem Llorente-Dybala. L'amichevole in famiglia si è svolta in un silenzio irreale, quasi religioso, rotto soltanto dall'esultanza per il gran gol del Polpo. Allegri ha testato entrambi i moduli ma, vista l'emergenza a centrocampo (Khedira e Marchisio sono fuori uso, così come anche Asamoah e Morata), è probabile che domenica, quando allo Stadium arriverà l'Udinese, confezionerà per la sua Signora un abito taglia 3-5-2, con il recuperato Chiellini a puntellare la difesa, Padoin in regia, Sturaro e Pogba interni, Lichtsteiner ed Evra esterni e in attacco Dybala con uno tra l'ammaccato Mandzukic e Llorente. Prima della partita in famiglia c'è stata l'applauditissima "ostensione" del triplete italiano, ovvero il giro di campo con la coppa dello scudetto, la Coppa Italia e la Supercoppa. Assente John Elkann, impegnato all'estero, è stato il presidente Andrea Agnelli a fare gli onori di casa, ricevendo la squadra a Villa Agnelli, non distante dalle tombe dove riposano l'Avvocato Gianni e il Dottore Umberto.
"Anzitutto la squadra ha fatto un buon allenamento e ha interpretato bene il test odierno. Da domani ci concentreremo sulla prima gara di campionato. Siamo pronti per affrontare la stagione nuova, da vivere con equilibrio e con calma. Quest'anno ci sono tante squadre all'altezza della Juve, ma noi ci siamo". commenta la partitella Massimiliano Allegri, che ha anche analizzato alcuni dettagli tattici: "Pogba l'ho provato davanti alla difesa, c'è tempo per lui per imparare quel ruolo. Come trequartista invece non lo vedo, può giocare lì un paio di gare, non di più. E' un ruolo particolare quello alle spalle degli attaccanti". Prudente anche Gianluigi Buffon: "Non possiamo dire se siamo più forti o più deboli, sono partiti tre giocatori importanti, ne sono arrivati altri con caratteristiche diverse. Non vogliamo abdicare, anche se inevitabilmente avremo qualche problema in più perché abbiamo cambiato parecchio", spiega. "Non si può vincere all'infinito, anche quando se si è i più forti. Abbiamo cambiato tanto e poi le concorrenti si sono rinforzate, hanno cominciato un percorso tutto nuovo. La Roma si è rinforzata e anche il Milan, con il progetto tutto nuovo di Mihajlovic, senza le coppe potrà fare molto bene. Abbiamo massimo rispetto verso tutti quelli che ci contenderanno il titolo".
Insomma, il trequartista arriverà, per la gioia di Allegri. Resta da capire quale: "Vogliamo un giocatore importante, ma non è facile trovarlo". Già, perché come spiega lo stesso ad bianconero: "Draxler? Noi abbiamo chiuso qualsiasi dialogo con loro da qualche settimana perché esistono impedimenti oggettivi, delle motivazioni forti che ci portano a non poter dialogare con questa società. Un trequartista arriverà, circolano tante ipotesi, ma non ci vogliamo accontentare di un nome qualsiasi. Vogliamo fare una scelta importante e prestigiosa, ci stiamo muovendo in questa ottica". La rosa dei papabili si stringe a pochi nomi. La Juve farà comunque un altro tentativo per Draxler, alzando da 15 a 18 milioni la parte fissa dell'offerta arricchita da ricchissimi bonus. Resta comunque vivo l'interesse per Eriksen, nonostante il muro sollevato dal Tottenham, così come certi obiettivi onirici: da Isco a Goetze, da Nasri a Silva (se il City dovesse chiudere per De Bruyne). Resiste infine la pista last minute per Cuadrado: "Sì, forse lui è sul mercato", ammette lo stesso Marotta, che non chiude per Mkhitaryan: "E' di proprietà del Borussia e non ci permettiamo di entrare in un confronto con il giocatore se non con l'assenso della società -risponde-. In questo momento i segnali non sono di apertura e rispettiamo questa volontà del Borussia, in attesa che sia su di lui che su altri giocatori si possano aprire prospettive diverse".
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Ma i botti non finiscono qui. L'allarme scattato a centrocampo ha infatti convinto la dirigenza bianconera a fare un altro sforzo. L'identikit tracciato in corso Galileo Ferraris è quello di un elemento giovane, duttile e pronto ad accettare la panchina. Un profilo alla Sturaro, per intenderci. La soluzione pronto uso potrebbe essere il centrocampista ghanese Donsah, 19 anni, prenotato dal Cagliari e inizialmente destinato ad andare in prestito al Bologna. La Juve intanto si è regalata un autentico bagno di folla a Villar Perosa. Il campetto della Val Chisone intitolato a Gaetano Scirea è stato letteralmente preso d'assalto. Pubblico da record: circa settemila tifosi, duemila in più rispetto agli ultimi anni, hanno assistito al "debutto" italiano della squadra di Allegri, che ha sconfitto 1-0 la Primavera di Fabio Grosso. Decisiva un'autentica prodezza di Pogba, autore di un gol alla Del Piero con il piede "sbagliato", il sinistro, festeggiato con una danza delle sue. "Ho fatto un bel gol, non pensavo di calciare così con il mancino - ha detto a Sky Sport il talento francese, schierato nell'insolita posizione di regista -. Come mi sono trovato davanti alla difesa? Bene, se serve alla squadra posso giocarci anche tutto l'anno". Anche di Pogba aveva parlato Marotta: "Ci sono arrivate offerte straordinarie, ma non abbiamo aperto nessun tipo di discussione con chi ce le ha fatte. La sua conferma la dice lunga sulle intenzioni della Juventus".
Verso la fine del primo tempo, Mandzukic ha abbandonato il campo con la borsa del ghiaccio sul ginocchio destro. Le sue condizioni verranno valutate nelle prossime ore: con Morata ko, Allegri spera ovviamente di non dover rinunciare anche al croato. Poi però la prima diagnosi, che non parla di niente di serio e la sorpresa annunciata dallo stesso tecnico: "Morata martedì sarà di nuovo con la squadra e abbiamo speranza che per la Roma sia a disposizione". Prima dell'intervallo Zaza ha sfiorato il bis, centrando il palo. Nella ripresa, largo al 3-5-2, con Padoin in regia e in attacco il tandem Llorente-Dybala. L'amichevole in famiglia si è svolta in un silenzio irreale, quasi religioso, rotto soltanto dall'esultanza per il gran gol del Polpo. Allegri ha testato entrambi i moduli ma, vista l'emergenza a centrocampo (Khedira e Marchisio sono fuori uso, così come anche Asamoah e Morata), è probabile che domenica, quando allo Stadium arriverà l'Udinese, confezionerà per la sua Signora un abito taglia 3-5-2, con il recuperato Chiellini a puntellare la difesa, Padoin in regia, Sturaro e Pogba interni, Lichtsteiner ed Evra esterni e in attacco Dybala con uno tra l'ammaccato Mandzukic e Llorente. Prima della partita in famiglia c'è stata l'applauditissima "ostensione" del triplete italiano, ovvero il giro di campo con la coppa dello scudetto, la Coppa Italia e la Supercoppa. Assente John Elkann, impegnato all'estero, è stato il presidente Andrea Agnelli a fare gli onori di casa, ricevendo la squadra a Villa Agnelli, non distante dalle tombe dove riposano l'Avvocato Gianni e il Dottore Umberto.
"Anzitutto la squadra ha fatto un buon allenamento e ha interpretato bene il test odierno. Da domani ci concentreremo sulla prima gara di campionato. Siamo pronti per affrontare la stagione nuova, da vivere con equilibrio e con calma. Quest'anno ci sono tante squadre all'altezza della Juve, ma noi ci siamo". commenta la partitella Massimiliano Allegri, che ha anche analizzato alcuni dettagli tattici: "Pogba l'ho provato davanti alla difesa, c'è tempo per lui per imparare quel ruolo. Come trequartista invece non lo vedo, può giocare lì un paio di gare, non di più. E' un ruolo particolare quello alle spalle degli attaccanti". Prudente anche Gianluigi Buffon: "Non possiamo dire se siamo più forti o più deboli, sono partiti tre giocatori importanti, ne sono arrivati altri con caratteristiche diverse. Non vogliamo abdicare, anche se inevitabilmente avremo qualche problema in più perché abbiamo cambiato parecchio", spiega. "Non si può vincere all'infinito, anche quando se si è i più forti. Abbiamo cambiato tanto e poi le concorrenti si sono rinforzate, hanno cominciato un percorso tutto nuovo. La Roma si è rinforzata e anche il Milan, con il progetto tutto nuovo di Mihajlovic, senza le coppe potrà fare molto bene. Abbiamo massimo rispetto verso tutti quelli che ci contenderanno il titolo".