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Juventus, Allegri: "Io a rischio? Il tecnico lo è sempre"

Il tecnico bianconero accetta le critiche ma guarda avanti alla vigilia della stracittadina contro il Torino: "Questa squadra ha le qualità per tirarsi fuori, finora l'ha dimostrato a corrente alternata, deve trovare continuità".

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TORINO -   “Le critiche sono giuste, abbiamo 12 punti... Io a rischio? Quando i risultati mancano, il primo a essere chiamato in causa è l'allenatore”. Massimiliano Allegri, immerso nel peggior momento dell'ultimo lustro di storia bianconera, non si nasconde. “Chi vince è un bravo ragazzo, chi perde invece....”: il tecnico non completa la rima. Le sue risposte sono brevi, la voglia di parlare pochissima. Archivia in fretta lo scivolone contro il Sassuolo (“è stata una sconfitta inaspettata per tutti, ma voltarsi indietro è inutile, il passato non si può cambiare”) perché ha una voglia matta di guardare avanti: “Dobbiamo trovare continuità di risultati e migliorare”. La Juve deve soltanto riprendere a fare le cose giuste, ripartendo dai suoi pochi punti fermi: “Da adesso in avanti la squadra troverà le sue certezze. Qui, come in tutte le formazioni, ci sono titolari e riserve. Non si lavora per inserire i giovani ma per fare risultato. Detto questo, può capitare di avere 4 giocatori in campo tra i 20 e 22 anni: con tanti elementi giovani in rosa è inevitabile”.

Dietro l'angolo c'è una partita boomerang: il derby della Mole (arbitra Rocchi) può essere l'occasione ideale per rilanciarsi ma anche l'ennesima trappola. “Per una volta, la stracittadina è più importante per noi che per il Toro”. Dopo diversi lustri, il derby non ha un favorito: la Juve vuole vendicare il ko del ritorno dell'anno scorso e risalire in classifica, il Toro vuole dare il colpo di grazia ai cugini e scappare a +6. “Queste partite non hanno mai una squadra favorita – prosegue Allegri -. Mi aspetto una stracittadina in linea con le ultime due, combattute e belle. Il Toro concede poco e abbassa molto i ritmi. Serviranno una grande prova e molta lucidità”.

La clausura bianconera è stata violata dalla visita di una ventina di capi ultrà del gruppo Tradizione, che hanno seguito a bordo campo una parte dell'allenamento – solitamente blindatissimo - e sono stati omaggiati con molti palloni ufficiali. “I nostri tifosi volevano salutare la squadra, far sentire la loro vicinanza. Ci ha fatto piacere, visto che siamo in un momento delicato”. Nell'aria riecheggiano ancora le pesanti dichiarazioni rilasciate da due senatori come Buffon ed Evra. Dice Allegri: “Gigi e Patrice hanno espresso il loro pensiero in un momento delicato con parole costruttive. Questi momenti fanno parte della crescita di una squadra e sono da affrontare con positività, responsabilità e tutte le energie a disposizione”. Dunque senza paura e soprattutto senza la presunzione e il nervosismo del Mapei Stadium: “Non ci dobbiamo abbattere o avere paura, in questo momento non servirebbe a niente. Dobbiamo giocare bene senza fare a cazzotti. Il nostro nervosismo? Ci ho pensato, ma è un fatto inspiegabile. Quanto al ritiro, qui non c'è assolutamente da ricompattare lo spogliatoio. Ci servono soltanto delle buone partite, senza ricadere nei nostri errori”.

Pochi dubbi di formazione. Assente lo squalificato Chiellini, davanti a Buffon giocheranno Bonucci e Barzagli, scortati sulle corsie da Evra e Padoin (in vantaggio sul recuperato Caceres). In regia tornerà lo sfebbrato Marchisio, con Khedira e Pogba interni, mentre l'attacco dovrebbe scommettere su Cuadrado, Morata e Dybala (oppure Mandzukic). “L'organico è quasi completo: più scelta per me, più concorrenza per i miei giocatori – conclude Allegri -. Volete sapere se terrò conto del successivo impegno, martedì contro il Borussia M'Gladbach? No, dobbiamo pensare soltanto al derby”. 


 
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