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Juventus, Allegri non fa calcoli: ''Vincere per blindare la qualificazione''

Bianconeri allo Stadium contro il Manchester City, un successo assicurerebbe gli ottavi con un turno di anticipo. Il tecnico: ''Sarebbe un grande risultato''

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TORINO - Basta perdere, se il Siviglia non sbanca Mönchengladbach. Oppure un misero punto, per infischiarsene di cosa succede al Borussia Park. Domani allo Stadium la Juventus affronterà il Manchester City con la radiolina all'orecchio. In palio quell'accesso agli ottavi di Champions già conquistato dal City, che tenterà di blindare il primo posto per poi sperare di evitare il terzo incrocio consecutivo con lo "spauracchio" Barcellona.
Assenti gli infortunati Pereyra, Asamoah, Khedira, Caceres, Hernanes (squalificato) e Padoin (fuori lista Uefa). Tanti dubbi di modulo: tra il 4-3-3 e il 3-5-2 spunta anche l'ipotesi 4-4-2. Alla fine dovrebbe spuntarla il 4-3-3, con Bonucci e Chiellini davanti a Buffon, Lichtsteiner e Sandro (oppure Evra) esterni bassi, Sturaro, Marchisio e Pogba al centro e il tridente formato da Cuadrado, Mandzukic (o Dybala) e Morata in attacco.

Massimiliano Allegri, la Juve può passare il turno anche perdendo: come si possono caricare i giocatori in una situazione del genere?
"Sapendo che ci attende una partita importante, contro una delle squadre più più forti d'Europa. In palio c'è il primo posto del girone. Il nostro obiettivo è la qualificazione agli ottavi: raggiungerla sarebbe un risultato molto importante. Importante vincere oppure un misero punto, per infischiarsene di cosa succede al Borussia Park".

E' sorpreso dal rendimento della Juve in Europa?
"La squadra ha fatto un cammino importante, ma ora è attesa da due scontri diretti contro City e Siviglia. Non abbiamo ancora fatto niente, è tutto aperto. Ecco perché anche da parte dei tifosi servirà un sostegno importante. E' vero che negli ultimi quattro anni i nostri sostenitori si sono abituati a vincere, ma per ripeterci bisogna sacrificarsi, sudare, lottare. I ragazzi hanno bisogno che i tifosi capiscano l'importanza della partita".

La sua squadra è in ripresa: cosa è cambiato dall'inizio della stagione?
"Le recenti tre vittorie in campionato stanno aiutando la squadra a crescere. In questo momento stiamo meglio fisicamente, ma non dimentichiamoci che qui ci sono dieci giocatori nuovi che hanno bisogno di tempo per migliorare. Anche nella gestione della partita stiamo crescendo. Ci sono dei momenti in cui la squadra deve sapere se accelerare oppure rallentare i ritmi".

Ha studiato come il Liverpool sabato ha violato 4-1 lo stadio del Manchester City?
"I Reds hanno fatto una grande partita a livello di pressione, togliendo tutti gli sbocchi offensivi al City. Ma il Manchester davanti ha diversi giocatori di grande qualità. Dovremmo cercare di sfruttare i loro punti deboli".

Quanta differenza c'è tra Pogba e Touré?
"Ci sono almeno dieci anni di differenza (ride). Touré è un giocatore straordinario, ma Paul ha importanti margini di crescita e tanto tempo davanti: sta a lui migliorarsi giorno dopo giorno, mettendosi in discussione senza bearsi delle grandi cose che fa in partita".

Giocherà con la difesa a quattro e il tridente?
"Davanti giocheranno in due tra Zaza, Morata, Mandzukic e Dybala. Più che una questione di moduli, è una questione di caratteristiche: può giocare Cuadrado, può giocare Lichtsteiner... vedremo. Non ho ancora deciso se giocare a tre oppure a quattro in difesa".

Teme un nuovo processo mediatico in caso di esclusione di Dybala?
"No, non sono preoccupato di cosa potrebbe capitare se non farò giocare Paulo. Dybala va lasciato crescere con tranquillità: non possiamo addossargli tutte le responsabilità della Juventus".
Ha capito i motivi della partenza a rilento di Mandzukic?
"A fine stagione Mario avrà fatto i suoi soliti gol. Intanto a Manchester ha segnato una rete pesantissima e ad Empoli ha sbloccato la partita. La Juve ha comunque bisogno di tutti, perché è difficile che segni un solo giocatore".
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