Juventus, Allegri: "Concentrati e affamati anche a Empoli"
di TIMOTHY ORMEZZANO
Ritrovati gioco e gol a Zagabria, il tecnico chiede il medesimo atteggiamento anche per la prossima trasferta in Toscana. Per la gara del Castellani possibile schieramento del tridente offensivo con Dybala, Higuain e Pjaca
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TORINO - La prima attesa "Joya" stagionale di Dybala, a interrompere 684 lunghi minuti di digiuno; il ritorno al gol in Europa di Higuain, che nelle trasferte di Champions sparava a salve dal lontano 2011 (Ajax-Real Madrid 0-3); i grandi progressi di Pjanic (un gol, un assist ma anche un polpaccio ammaccato); l'ottimo e fortunato periodo di Dani Alves (tre tiri deviati in gol nel breve giro di sei giorni); infine il varo del 4-2-3-1. Sono queste le principali notizie del 4-0 con cui la Juve ha sbancato il campo della Dinamo Zagabria. Tornata in testa alla Serie A, la Signora si è presa anche la vetta del non irresistibile Gruppo H. E la cabala le sorride, se è vero che dopo l'ultimo poker in trasferta internazionale (il 1° novembre 1995 in casa dei Glasgow Rangers), ormai 21 anni fa, arrivò anche l'ultima Champions League (a Roma contro l'Ajax).
ALLEGRI: "CONCENTRATI E AFFAMATI ANCHE A EMPOLI" - Nel suo immancabile tweet di fine partita, Massimiliano Allegri ha usato carota e bastone, assegnando un giorno di riposo-premio ai suoi, però chiamati a conquistare anche l'ultima tappa del primo tour de force stagionale: Quando c'è l'obbligo di vincere, non è mai semplice riuscirci: i ragazzi son stati bravi - ha postato il tecnico bianconero su Twitter - Manteniamo questa concentrazione e fame a Empoli!". I social hanno accolto anche le inevitabili esultanze di tre dei quattro goleador di serata: Dybala ("Vittoria importante e, finalmente, primo gol della stagione!"), Pjanic ("Buona prestazione di squadra, avanti così") e Dani Alves: "Molto contento di questo gran giorno di lavoro", ha twittato il brasiliano con tanto di hashtag "I'm a Picasso", forse per sottolineare le traiettorie strampalate delle sue ultime pennellate.
Dinamo Zagabria-Juventus, il film della partita
LA SIGNORA AL CAMBIO D'ABITO - La goleada del Maksimir ha svelato una Juve più cinica (tre gol con i primi tre tiri nello specchio) e più europea, capace in un certo senso di smentire le prudenti dichiarazioni rilasciate di recente da Buffon ("noi siamo squadra da 1-0, non siamo il Real che vince 6-2) e alla vigilia da Allegri ("non si possono vincere tutte le partite 3-0"). Il test di ieri lascia il tempo che trova, ma la Signora è comunque decisa e regalarsi una dimensione meno sparagnina e più internazionale. In questo senso vanno le prove tecniche e tattiche di 4-3-2-1 e soprattutto 4-2-3-1, moduli più offensivi dell'italianissimo 3-5-2 battezzato ieri per la prima volta in una gara ufficiale, dopo l'ingresso dell'enfant du pays Pjaca.
DOMENICA CON TRIDENTE DIFENSIVO O OFFENSIVO? - "Sì, possiamo schierare tre giocatori dietro a Higuain o Mandzukic", ha confermato Allegri, che da alcune settimane sta lavorando al nuovo assetto: difesa a quattro, visto che dietro la coperta è accorciata dai ko di Rugani e Benatia, due mediani e trio offensivo (Cuadrado-Dybala-Pjaca) alle spalle del centravanti. Se ne riparlerà probabilmente dopo la sosta per le nazionali. Domenica, all'ora di pranzo a Empoli (12.30), Allegri deve scegliere se chiedere un ultimo sforzo alla BBC, piazzando i riposati Lichtsteiner e Alex Sandro sulle corsie esterne del 3-5-2, oppure passare al 4-3-3, affidando il tridente a Dybala, Higuain e uno tra Cuadrado e Pjaca. Chissà che il nuovo modulo non faciliti il dialogo tra i due argentini, che a Zagabria paradossalmente non si sono scambiati nemmeno un pallone.