Juventus, Agnelli e Allegri: "Uniti ancora di più verso la leggenda"
di TIMOTHY ORMEZZANO
Il presidente, che ha presentato il nuovo logo, e il tecnico, fanno capire la voglia di riscatto dopo il ko di Firenze. Bonucci: ''Zero alibi. Poche chiacchiere. Solo così possiamo arrivare con carattere in fondo per raggiungere i nostri obiettivi''
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TORINO - "Vorrei vedere il nostro nuovo logo vicino alla coccarda di una vittoria importante, in Italia oppure in Europa", auspica Andrea Agnelli presentando il futuristico marchio della Juventus. Al posto dell'ovale vintage con le strisce bianconere e il simbolo di Torino c'è ora una J essenziale e moderna che promette di "sgretolare gli schemi e le tradizioni del settore calcistico". Il simbolo, si legge su Juventus.com, "rappresenta la Juventus nella sua essenza: le strisce della maglia, lo scudetto della vittoria, la J del nome". Aggiunge Agnelli, aprendo l'evento Black and White and More: "Per crescere dobbiamo continuare a vincere ed evolvere il nostro linguaggio per raggiungere nuovi target: i bambini, il pubblico femminile, i Millennials. La Juve vuole diventare più mainstream. Il nuovo logo definisce un senso di appartenenza e uno stile che ci permettono di comunicare il nostro modo di essere".
Il nuovo logo della Juventus AGNELLI: "KO DI FIRENZE MOTIVO DI DISAPPUNTO" - Curiosa la scelta della location, futuristica come lo stesso marchio, il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. In un'ambientazione vagamente alla Sorrentino, tra sommergibili e cavalli bianchi, alla presenza di moltissimi vip bianconeri e no (da Linus a Carlo Cracco, da Maurizio Arrivabene ad Antonio Cabrini), sulle note del compositore Giorgio Moroder, il presidente Andrea Agnelli ha introdotto gli ospiti "in una nuova era bianconera", dando però un'occhiata all'attualità: "Questa stagione deve e può proiettarci nella leggenda, sia essa il sesto scudetto consecutivo oppure la vittoria della Champions League. La sconfitta di ieri sera a Firenze è motivo di disappunto. Ma il calcio e lo sport tutto rinnovano sempre la speranza per la sfida successiva. Rimaniamo concentrati sull'obiettivo principale. E non dimentichiamo chi siamo: una squadra di calcio. La nostra essenza è e sarà sempre il rettangolo verde, che definisce i nostri destini. Il nostro modo di essere e il nostro motto devono rimanere uguale: vincere per noi non è importante, è l'unica cosa che conta. E questo non deve mai essere dimenticato".
NEDVED: "LE RIVALI SI NASCONDONO, NOI CI METTIAMO LA FACCIA" - Pavel Nedved accoglie con toni entusiastici il drastico cambio di look della Juventus: "Sono innamorato di questo nuovo logo, credo si tratti davvero di un passo nel futuro". Poi, sul ko di Firenze: "Perché rovinarci una serata così bella.. - sorride amaro il vicepresidente bianconero - Cerchiamo le nostre colpe, ma senza fare dei drammi. Siamo consapevoli di aver sbagliato però sappiamo come tirarci fuori e vogliamo dimostrarlo fin dalla prossima partita contro la Lazio. Possiamo decidere il nostro destino e cercheremo di farlo da subito. Sono assolutamente tranquillo. Abbiamo grandissimi margini di miglioramento, aspettiamo l'esplosione dei nostri giocatori. I nuovi devono abituarsi a giocare insieme, ma sono molto fiducioso perché abbiamo tanto talento". Chiamato infine ad eleggere l'antiJuve più credibile, l'ex Pallone d'Oro ha suonato un'altra volta la carica: "La nostra prima antagonista? Perché sceglierne una sola, tutte possono darci fastidio. Le rivali si nascondono un po', ma noi ci mettiamo la faccia. Non abbiamo paura. Vogliamo vincere, e siamo pronti per farlo".
BUFFON: "KO GIUSTO, MA IL CAMPIONATO NON SI DECIDE A GENNAIO" - Gigi Buffon para le critiche e invoca il diritto di sbagliare una partita: "Ci sta di incappare in una giornata no, l'importante è come si reagisce. La stagione, basandosi sui numeri, è positiva. Ci dispiace aver perso margine, è chiaro, ma i campionati non si decidono a gennaio ma ad aprile, e lì non dovremo assolutamente toppare. A volte ci lasciamo condizionare dall'ottimismo e dalla scontatezza". Sullo sfogo contiano di Allegri con il quarto uomo: "Domenica non era felice, come del resto nessuno di noi - continua Buffon, intervistato da Sky e Mediaset -. Alla Juve la sconfitta si metabolizza male, ma contro la Fiorentina è stato giusto perdere. Quando giochi così è giusto non portare a casa nulla". Il capitano bianconero detta quindi la ricetta per dimenticare Firenze: "Ci vogliono umiltà, tanto nei fatti quanto nelle parole, e ambizione nei nostri pensieri. Dobbiamo sistemare alcune cose e giocarci il campionato, fino alla fine, senza voli pindarici". Infine, sul nuovo logo della Signora, passata in una serata glamour milanese da uno stemma a una sorta di ideogramma: "E' uno stravolgimento, un cambiamento di pelle - aggiunge Buffon a Jtv -. La Juve, storicamente, vede le cose prima degli altri".
ALLEGRI: "ARRABBIATI E UNITI VERSO LA LEGGENDA" - La minaccia di prenderli tutti a calci nel sedere non è bastata. E nemmeno l'invito ad "andare a comandare", immediatamente disatteso da una Juve che ieri non è praticamente scesa in campo, se non dopo 54' e due ceffoni di Kalinic e Badelj. I bianconeri ci sono ricaduti. A Firenze come a Doha. E con loro tutti quelli che hanno comesso l'errore di sopravvalutarli, media ovviamente compresi. "Noi lo diciamo da tempo, voi no - ha detto Chiellini -: il campionato è ancora lungo". A Roma, e non solo, cominciano a crederci. Anche se quel -1 inganna: mancano i tre punti che la Juve è chiamata a conquistare l'8 febbraio a Crotone. Sbollita la rabbia, e chissà se censurato qualche suo tweet poco social, nel pomeriggio Allegri ha rotto un silenzio-web che aveva comunque fatto notizia, vista l'abituale prontezza dei suoi commenti on line alle partite della Juventus. Più che un cinguettio, quello del tecnico è un monito allo spogliatoio, una chiamata alle armi e a ritrovare fame, cattiveria e compattezza: "La sconfitta di ieri ci deve fare arrabbiare, ma esalterà il VALORE della nostra SFIDA: tutti insieme, ancora più uniti verso la LEGGENDA", scrive il tecnico bianconero, con le maiuscole a rafforzare il tono del messaggio.
La sconfitta di ieri ci deve fare arrabbiare, ma esalterà il VALORE della nostra SFIDA: tutti insieme, ancora più uniti verso la LEGGENDA!
RITROVARE L'EQUILIBRIO PERDUTO - In questo blue monday, il giorno teoricamente più triste dell'anno che per i bianconeri è ancora più triste, sotto processo ci finisce anche Allegri. Giusto imputargli un eccessivo cambio di moduli, che ha finito per generare un certo caos tattico in una formazione che va regolarmente in apprensione contro avversari che alzano ritmo, baricentro e pressing. Il vecchio 3-5-2, ieri parso più un abbottonatissimo 5-3-2, è da rimettere sotto naftalina. La squadra ha bisogno di identificare e mantenere un assetto, come ha denunciato ieri Chiellini: "Non abbiamo ancora trovato un equilibrio che ci permetta di essere solidi". La strada è ormai quella tracciata con il 4-3 e fantasia, un sistema di gioco sicuramente più europeo. Meno corretto colpevolizzare l'allenatore livornese per l'esclusione e il mancato ingresso di Pjanic, infastidito da un risentimento muscolare accusato alla vigilia.
BONUCCI E MARCHISIO DURI: "NOI SENZA ATTRIBUTI E INTENSITÁ" - A recitare il "mea culpa" on line ci hanno pensato Bonucci e Marchisio, protagonisti in negativo di una Juve che al Franchi ha dato buca soprattutto con i suoi big, compresi Buffon e Dybala, compresissima quella BBC che alla 100ª partita dopo 78 giorni di varie assenze ha accusato la prima sconfitta da titolare del trio, finendo per concedere ai viola ben 17 tiri (record stagionale).
"Fame, palle, intensità. Loro sì e noi no. Zero alibi. Poche chiacchiere. Solo così possiamo arrivare in fondo per raggiungere i nostri obiettivi", ha scritto il difensore viterbese, spostando i riflettori da certi episodi arbitrali poco favorevoli per i bianconeri: il gol di Kalinic, ad esempio, sembra viziato dal gioco pericoloso (gamba tesa) di Bernardeschi su Alex Sandro. "Una brutta partita, gran parte del tempo regalato e senza la solita voglia e determinazione che noi mettiamo in campo! Una Fiorentina che ha dato tutto, quello che è mancato a noi, quello che sempre dobbiamo dare, a partire da me! Forza ragazzi", è invece il j'accuse del Principino, interprete di un centrocampo che negli ultimi anni si è svuotato di troppa qualità.
MA PER CHIELLINI MANCA ANCHE... POGBA-LEBRON - Lo ha detto, senza tanti giri di parole, anche Chiellini nella zona mista del Franchi: "Abbiamo cambiato dei giocatori... Ora siamo una squadra come le altre, che vince e perde. L'anno scorso avevamo il LeBron James del calcio, Pogba naturalmente, impressionante anche quando non si vedeva. Ora siamo troppo macchinosi quando abbiamo la palla e in un ambiente diverso dallo Stadium facciamo fatica". Troppi quattro ko in trasferta - due a Milano, uno a Genova, uno a Firenze -, uno in meno di tutto lo scorso campionato. A maggior ragione per una squadra che nel girone di ritorno dovrà fare visita a Roma e Napoli, le prime inseguitrici rivitalizzate dallo scivolone bianconero. Ma per gli standard juventini, e più in generale per chi vuole vincere uno scudetto, sono tanti anche 16 gol incassati in 19 partite, 4 in meno del saldo finale della scorsa stagione. Chiellini, in zona mista, non ci ha girato intorno: "Ci manca un'identità forte lontano da Torino. Abiamo perso le quattro trasferte sin qui più difficili, e questo deve farci riflettere". Oltre ad aver perso sul piano tattico, tecnico e agonistico, la Signora comincia a denunciare un preoccupante mal di trasferta.
HIGUAIN: "MAI PIU' CERTE FIGURE, QUANTO AL MIO RITORNO A NAPOLI..." - Tra le tante parole del day-after di registrano anche quelle di Higuain, che ha parlato a margine di un evento organizzato da Nike a Monaco di Baviera: "Il ko di Firenze? Non dobbiamo più permetterci partite di questo genere. Dobbiamo avere anche in trasferta la stessa carica e rabbia che esprimiamo nelle partite interne. In generale però, il bilancio non può che essere positivo, sia a livello di squadra che personale. Le critiche nei mie confronti? Dopo sette anni al Real Madrid sono abituato". Poi, in merito al ritorno del "core 'ngrato" argentino in calendario il 2 aprile in quella che fino all'anno scorso era la "sua" Napoli: "Io sono tranquillo - ha aggiunto il Pipita -. Saranno i tifosi a decidere come accogliermi".
Juventus-Fiorentina, il film della partita
CAOS A SINISTRA: IL CASO-EVRA E LE SQUALIFICA DI SANDRO - Patrice Evra, l'indeciso, prende altro tempo. E complica le cose alla Juve, che domenica allo Stadium contro la Lazio sulla fascia sinistra disertata dal francese non potrà schierare lo squalificato Alex Sandro (oltre a Sturaro, anche lui ammonito sotto diffida al Franchi). E chissà che la furibonda scenata di Allegri nel finale di Fiorentina-Juve, con parole tutt'altro che tenere al quarto uomo, non possa costare anche al tecnico uno stop. Evra, a detta del suo agente, ha dunque bisogno di altro tempo per valutare se restare in bianconero fino alla naturale scadenza del contratto oppure trasferirsi al Crystal Palace, probabilmente rinunciando a una fetta di stipendio: un comportamento abbastanza sorprendente per un uomo-spogliatoio abituato a mettere il noi davanti all'io. "Patrice sta parlando con la società e non c'è alcun tipo di contrasto con Allegri o con la Juve alla base di questa riflessione - così Federico Pastorello a GR Parlamento -. E' una questione morale, più che tecnica. Se rimane in Italia è per restare alla Juve, ma lui ha sempre avuto un amore incondizionato per la Premier League e l'idea di tornare in Inghilterra lo ispira. Deciderà nel giro di una settimana, dieci giorni". Prosegue dunque l'empasse per l'ad Marotta, comunque pronto a tornare su Kolasinac dopo il primo no dello Schalke a 2 milioni più altri 2 di bonus per anticipare a gennaio l'arrivo dell'esterno in scadenza di contratto.
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