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Juventus, Allegri: ''Futuro? Non c'è nessun motivo per separarci''

Massimiliano Allegri (agf)
Il tecnico: ''E' la società che deve chiamare me, quando ci incontreremo parleremo di quello che vogliono fare loro. Oggi non ho la testa per pensare a quello che potrà succedere ma se le cose vanno bene, non vedo perché dovrebbe esserci un addio"
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TORINO - Sempre più Allegri, alla Juve. "Al momento resto al cento per cento. Io e la società viaggiamo di comune accordo", dice il tecnico, che rivela di aver già abbozzato un'intesa di massima con il club alla fine di febbraio. E ancora: "Se tutto va bene, non vedo perché ci debba essere una separazione". Insomma, il futuro di Allegri è sempre più bianconero, ma verrà messo nero su bianco soltanto dopo la doppia sfida contro il Barcellona. Adesso, sotto con il Chievo, anticamera della Champions: "I punti in palio sono sempre più pesanti. Non possiamo sbagliare, perché un bonus ce lo siamo già giocato a Napoli". Tra i 23 convocati manca nuovamente Mandzukic, che farà di tutto per rispondere presente martedì contro il Barcellona. Privo anche di Pjaca e del baby Kean, Allegri è comunque orientato a confermare il solito 4-2-3-1. Turno di riposo per Khedira e Dani Alves. Davanti a Buffon ci saranno Barzagli e lo stacanovista Bonucci, con Lichtsteiner e Asamoah sulle corsie, Marchisio e Pjanic in mediana e il trio Cuadrado-Dybala-Alex Sandro alle spalle di Higuain. Intanto il padre del Pipita è tornato sulla querelle con ADL: "Quando Gonzalo ha deciso di andare via da Napoli per la cattiva scelta di De Laurentiis, la gente non l'ha presa bene - ha detto Jorge Higuain a La Página Millonaria Radio . Ma ci sta, è il folklore del calcio".

Massimiliano Allegri, la sua Juve si gioca tre obiettivi in meno di due mesi. Qual è il confine tra una stagione buona e una straordinaria?
"Intanto ringrazio John Elkann per le sue parole sul lavoro svolto da squadra e società. Andiamo un passo alla volta. Una finale è già stata raggiunta, per il terzo anno consecutivo. Merito delle grandi qualità tecniche e delle straordinarie qualità morali dei miei ragazzi. Cerchiamo di vincere tutte e tre le competiizoni, pur sapendo che non sarà facile. Questo momento va vissuto con energia, entusiasmo e consapevolezza. E la Juve è in grado di farlo".
Crescono le possibilità di una sua conferma sulla panchina bianconera, conferma?
"Al momento resto al cento per cento, perché ho un contratto fino al 2018. Il mio futuro è l'ultimo dei problemi. Io e la società viaggiamo di comune accordo. Restiamo concentrati perché non abbiamo ancora vinto niente. L'anno scorso c'era un'altra situazione, ogni anno è diverso da quello prima. Siamo nel momento cruciale della stagione, dopodiché credo che la società mi chiamerà. Io, ripeto, sono contento di stare alla Juve, quando ci incontreremo ci metteremo a tavolino e decideremo. Dipendesse da me, tutto normale. Un mese e mezzo fa abbiamo già accennato delle cose. Se tutto va bene, non vedo perché ci debba essere una separazione".
Avverte ancora molta negatività intorno alla sua Juve?
"Avevo avvertito negatività dopo il pari in campionato in casa della terza classificata. Per tagliare i traguardi si possono anche fare delle curve, l'importante è raggiungere gli obiettivi".
Spalletti lascia la Roma se non vince, lei potrebbe salutare in caso di triplete come fece Mourinho all'Inter?
"Intanto vinciamo il campionato, che è l'obiettivo principale per entrare nella leggenda. Ci sono dei giocatori che, vincendo il sesto scudetto consecutivo, rimarrebbero per sempre nella storia della Juve. La società è cresciuta molto con la nuova dirigenza, specie negli ultimi tre anni. Detto questo, si possono sempre aprire nuovi clicli. Andando avanti, il club avrà un programma da propormi, perché la Juve è una delle società più forti e importanti d'Europa".
Come si fa a restare concentrati sul Chievo senza pensare al Barcellona?
"Pensando che ci attende una partita importante, nonché a rischio, perché veniamo da due sfide  a Napoli molto impegnative sotto l'aspetto fisico e mentale. I punti in palio sono sempre più pesanti. Non abbiamo la possibilità di sbagliare, un bonus ce lo siamo già giocato al San Paolo. Domani dobbiamo vincere, non c'è scelta, non possiamo fare calcoli. Al Barcellona penseremo da domenica. Sarà una sfida bella e affascinante, non ci vorrà tanto per prepararla".
Il Barcellona è molto competitivo: timori particolari?
"Rispettiamo i catalani, d'altronde sarà un quarto di finale di Champions League... Bayern, Barcellona, Real e la Juve sono in ottima condizione fisica e mentale, come è normale che sia in questo momento dell'anno".
Ha stilato una tabella per lo sprint di fine stagione?
"Io non faccio tabelle, ma la matematica non ci concede alternative: se la Roma può arrivare a 92 punti, noi dobbiamo farne 93. Ora pensiamo ai 3 punti contro il Chievo. Domani ci servirà l'aiuto dei nostri tifosi per prendere un altro pezzetto di scudetto".
Higuain riposerà?
"Domani difficilmente avremo Mandzukic, ma potrei anche schierare Dybala centravanti. Paulo ha bisogno di giocare, è un calciatore aerobico, macina 12 km a partita: più è in campo e più migliora. Maecoledì ha disputato 70 minuti, è in codizione accettabile ma non ancora ottimale".
Khedira riposa? Marchisio gioca? E il dottor Chiellini rientrerà nell'undici?
"Non so se Khedira potrà recuperare in tempo per domani, Marchisio dovrebbe giocare, le scelte sono comunque condizionate da chi agirà in attacco. Oggi vedrò come sta Giorgio dopo le fatiche di ieri in università".
Dopo tanto 4-2-3-1 sta pensando di tornare al 4-3-3?
"Devo vedere come stanno centrocampisti e attaccanti: Pjanic mercoledì non ha giocato, Mandzukic difficilmente sarà a disposizione, Pjaca e Kean non ci sono. In ogni modo, riuscirò a metterne undici in campo".
Dani Alves può migliorare ulteriormente?
"A destra fortunatamente ho sia lui che Lichtsteiner, due giocatori diversi ma fondamentali. Dani ha avuto solo qualche difficoltà all'inizio, perché arrivava da un altro cmapionato e si è infortunato".
Sta lavorando più sulla testa o sulla tattica in vista del Chievo?
"L'unico allenamento tatttico è previsto per oggi. Non dobbiamo assolutamente snobbare Chievo, Pescara e Genoa: da queste tre sfide passa gran parte dello scudetto. Se si sbaglia poi non c'è più tempo per recuperare".
Quanto è cambiato il Chievo rispetto alla gara di andata?
"E' una squadra molto ben preparata tatticamente, con giocatori di esperienza. Vengono da una brutta sconfitta interna col Crotone. L'anno scorso hanno conquistato un punto allo Stadium, non hanno responsabilità, perché l'obiettivo salvezza è già stato raggiunto, ma noi abbiamo solo un risultato a disposizione". 
 
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