TORINO - Gonzalo Higuain si avvia verso la seconda panchina consecutiva. Dopo l'esclusione nel derby di sabato scorso, infatti, l'argentino dovrebbe saltare anche la sfida di Champions League di questa sera all'Allianz Stadium tra Juventus e Olympiacos. E' questa l'indiscrezione che filtra dall'ultima seduta sostenuta in mattinata dalla squadra di Allegri, che ieri aveva rimandato ogni decisione proprio dopo l'ultima prova generale. "Non ho ancora sceltochi saranno i quattro davanti".
La notizia è piuttosto clamorosa, anche se non è la prima volta che il Pipita conosce l'onta (sportiva, si intende) di due panchine di fila. Era già accaduto all'inizio della scorsa stagione, quando si presentò a Torino con un girovita non proprio ideale. In quell'occasione, Allegri decise di fare a meno di lui contro Fiorentina (poi punita dallo stesso Pipita, 9 minuti dopo il suo ingresso in campo) e Lazio.
Anche adesso la condizione fisica non è al top, anzi, ma questa volta l'argentino paga anche il ciapanò degli ultimi tempi, se è vero che il gol gli manca ormai dal 9 settembre (Juve-Chievo 3-0): tanto, troppo tempo. "Higuain non è un problema, lo sarebbe soltanto se non giocasse nella Juventus - aveva detto Allegri nella conferenza-lampo della vigilia -. Nell'arco di un'annata capita il momento in cui sta fuori uno oppure l'altro". Qui però non siamo davanti a una rotazione, ma al secondo stop consecutivo del puntero - due sono anche le mancate convocazioni nella Seleccion di Sampaoli, che lo ha rimpiazzato con Icardi -, con il rischio di un suo possibile contraccolpo psicologico, vista la grande centralità che Gonzalo aveva al Napoli e l'anno scorso alla Juve.
Se gli spifferi verranno confermati, Allegri ha deciso di dare un messaggio forte e chiaro alla Juve tutta, senza paura di affrontare un caso-Higuain: nessuno è intoccabile. No, nemmeno "mister 90 milioni", che verrebbe nuovamente rimpiazzato in attacco da Mandzukic, supportato sulla trequarti del 4-2-3-1 da Cuadrado, Dybala e Douglas Costa, con il tandem Pjanic-Matuidi a centrocampo, Sturaro e Alex Sandro sulle corsie esterne e Barzagli e Chiellini davanti a Buffon. In campo non ci sarà con tutta probabilità il nueve ma nove undicesimi della Juve più bella della stagione, quella che sabato scorso ha piallato il Torino (4-0). La squadra più in forma per la partita più importante dell'ultimo trittico in uno Stadium che, per la terza volta consecutiva, non sarà sold out per poche migliaia di biglietti. Nel suo piccolo, visto il trend degli ultimi anni, si tratta di un'altra notizia piuttosto clamorosa.
La notizia è piuttosto clamorosa, anche se non è la prima volta che il Pipita conosce l'onta (sportiva, si intende) di due panchine di fila. Era già accaduto all'inizio della scorsa stagione, quando si presentò a Torino con un girovita non proprio ideale. In quell'occasione, Allegri decise di fare a meno di lui contro Fiorentina (poi punita dallo stesso Pipita, 9 minuti dopo il suo ingresso in campo) e Lazio.
Anche adesso la condizione fisica non è al top, anzi, ma questa volta l'argentino paga anche il ciapanò degli ultimi tempi, se è vero che il gol gli manca ormai dal 9 settembre (Juve-Chievo 3-0): tanto, troppo tempo. "Higuain non è un problema, lo sarebbe soltanto se non giocasse nella Juventus - aveva detto Allegri nella conferenza-lampo della vigilia -. Nell'arco di un'annata capita il momento in cui sta fuori uno oppure l'altro". Qui però non siamo davanti a una rotazione, ma al secondo stop consecutivo del puntero - due sono anche le mancate convocazioni nella Seleccion di Sampaoli, che lo ha rimpiazzato con Icardi -, con il rischio di un suo possibile contraccolpo psicologico, vista la grande centralità che Gonzalo aveva al Napoli e l'anno scorso alla Juve.
Se gli spifferi verranno confermati, Allegri ha deciso di dare un messaggio forte e chiaro alla Juve tutta, senza paura di affrontare un caso-Higuain: nessuno è intoccabile. No, nemmeno "mister 90 milioni", che verrebbe nuovamente rimpiazzato in attacco da Mandzukic, supportato sulla trequarti del 4-2-3-1 da Cuadrado, Dybala e Douglas Costa, con il tandem Pjanic-Matuidi a centrocampo, Sturaro e Alex Sandro sulle corsie esterne e Barzagli e Chiellini davanti a Buffon. In campo non ci sarà con tutta probabilità il nueve ma nove undicesimi della Juve più bella della stagione, quella che sabato scorso ha piallato il Torino (4-0). La squadra più in forma per la partita più importante dell'ultimo trittico in uno Stadium che, per la terza volta consecutiva, non sarà sold out per poche migliaia di biglietti. Nel suo piccolo, visto il trend degli ultimi anni, si tratta di un'altra notizia piuttosto clamorosa.
