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Juventus, l'analisi di Khedira: "Il problema è nella testa"

Sami Khedira (lapresse)
Il tedesco tra lo Sporting Lisbona ("Ama giocare la palla, noi dovremo approcciare il match con pazienza") e la sconfitta con la Lazio: "Se sei avanti nel punteggio non devi mollare ma cercare altri gol, senza essere già sicuro di aver vinto"
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TORINO - Vietato esportare in Europa l'ultima Juve, quella uscita con un solo punto e tanti guai dal doppio confronto contro Atalanta e Lazio. I bonus sono già finiti. Soprattutto in Champions, dove un passo falso, un altro "inciampone" - Allegri dixit - potrebbe addirittura costare il pass per gli ottavi di finale. Per evitare affanni servono almeno quattro punti nel doppio confronto con lo Sporting Lisbona (a 3 punti come i bianconeri), il primo mercoledì all'Allianz Stadium (arbitra l'inglese Michael Oliver): "Le prossime due sfide, specialmente quella in casa, saranno fondamentali per il passaggio del turno - avverte Sami Khedira, intervistato da Mediaset e Sky -. Lo Sporting nelle prime due partite ha dimostrato di non essere un avversario semplice da affrontare. I portoghesi amano giocare la palla: noi dovremo approcciare il match con pazienza, senza spingere all'impazzata nei primi minuti per segnare".

KHEDIRA: "IL PROBLEMA E' DI CONCENTRAZIONE" - La Juve sta attraversando la crisi del settimo anno, come succede alle coppie. Il problema, a detta di Sami Khedira, è soprattutto di testa. E' da lì che parte ogni stimolo, compreso l'appetito, fisiologicamente affievolito dopo sei anni di banchetti. "Dobbiamo mantenere alta la concentrazione, specialmente contro le squadre di prima fascia - prosegue Khedira -. Se sei avanti nel punteggio non devi mollare ma cercare altri gol, senza essere già sicuro di aver vinto. Siamo i migliori, abbiamo i giocatori più forti e una mentalità vincente, ma dobbiamo stare attenti anche quando siamo in vantaggio. Ecco, questa è la cosa più importante da cambiare in questo momento". L'ultimo blackout mentale è costato la vittoria contro la Lazio: "Sabato abbiamo giocato un buon primo tempo, in cui avremmo potuto segnare più di un gol ma non siamo stati fortunati - prosegue il centrocampista tedesco -. Poi, nella ripresa, non abbiamo fatto altrettanto bene, non abbiamo difeso al meglio. E' proprio di questo che abbiamo parlato con Allegri nel dopopartita". Certi sintomi, del resto, si erano già palesati contro Sassuolo, Toro e Atalanta: "Anche in quei match avevamo tutto sotto controllo, ma poi abbiamo perso un po' di concentrazione. In quei casi, le squadre forti ti colpiscono in modo letale, come ci è accaduto contro Atalanta e Lazio".

"NAPOLI A +5? IL CAMPIONATO E' ANCORA LUNGO" - Lo scivolone al terzo posto, a -5 dal Napoli capolista, non può rappresentare un foglio di via dalla zona-scudetto. Due anni fa, di questi tempi, la Juve aveva 9 punti di ritardo sulla Roma e all'undicesima giornata sarebbe sprofondata a -11: divario poi cancellato con una rimonta più unica che rara. "Essere a 5 punti dal Napoli non è bello, ma il campionato è lungo, e i risultati degli ultimi anni ci dicono che fra le pretendenti alla vittoria finale, ovviamente, ci siamo anche noi - prosegue Khedira -. Napoli e Inter sono in ottima forma e hanno due grandi allenatori. I nerazzurri sono migliorati molto, sono una squadra solida e organizzata". Buone notizie per il gioco bianconero. La coppia Matuidi-Bentancur, ultimanente molto spremuta da Juve e Nazionali, contro lo Sporting Lisbona lascerà con ogni probabilità spazio al tandem titolare formato da Khedira e Pjanic, quest'ultimo chiamato a riaccendere la luce del gioco. E chissà che il centrocampo bianconero non trovi un po' di stabilità dopo aver cambiato otto volte gli interpreti (e talora anche l'assetto, passando dalla mediana a due a quella a tre) in otto giornate di campionato. "Se subiamo troppi gol non è per una questione di modulo, ma di come ci si muove in campo - puntualizza Khedira -. Matuidi è un giocatore la cui qualità era nota, non è una sorpresa, non è soltanto forte fisicamente. Quanto a Bentancur, è giovane ma ha un grande talento e non è timido: chiede la palla, prova a spingere la squadra. Rodrigo ha un bel futuro con noi".

AMARCORD CHIELLINI: "IL PRIMO SCUDETTO VALE UNA CHAMPIONS" - Giorgio Chiellini spegne 12 candeline con la Juventus e riavvolge il nastro del suo film in bianconero, fatto di 442 presenze, 34 gol e svariati titoli. Si comincia dall'esordio, il 15 ottobre 2005 contro il Messina: "C'era tantissima emozione - ricorda ai microfoni di Juventus Tv -: ero arrivato da due mesi, ma ci è voluto un po' per entrare in una squadra di campioni. Basti pensare che in quella partita ho sostituito un Pallone d'Oro, Pavel Nedved, oggi diventato il nostro vicepresidente". Il primo scudetto (dei sei consecutivi) non si scorda mai: "Le emozioni che ho provato a Trieste (casa Cagliari, in quell'occasione; ndr) sono paragonabili soltanto alle vittorie che abbiamo lasciato a Berlino e Cardiff, perché quello scudetto è arrivato dopo tanti anni di sofferenze, al termine di un'annata incredibile e con una rincorsa sul Milan da imbattuti. Dopo tante difficoltà, quella è stata una rinascita, una delle più grandi gioie che abbia mai vissuto". Si passa alla Coppa Italia del 2015 decisa da un suo gol: "Fu speciale, perché segnai e dedicai quella rete a mia figlia, che sarebbe nata pochi mesi dopo - prosegue Chiellini -. Fu la mia prima coppa alzata da capitano, il primo trofeo di un triennio con tre 'dobletè consecutivi". Infine, il vicecapitano bianconero torna sul mancato triplete: "Nel 2015 e nel 2017 siamo stati ad un passo dalla storia, resta un po' di delusione ma anche la consapevolezza di avere fatto qualcosa di straordinario".

"Dobbiamo cercare di migliorare, perché abbiamo tutto il nostro popolo che ci spinge e non vogliamo deluderlo. Il mio ritiro? Guarderemo dove arriviamo", ha detto Gigi Buffon, ritirando il Tapiri d'Oro. L'inviato di Striscia la Notizia ha "premiato" lui, Giorgio Chiellini, Andrea Barzagli e Gonzalo Higuain per il ko contro la Lazio che è costato alla Juve il terzo posto in classifica. "Se Gigi va via, il prossimo anno il Tapiro d'Oro lo porti solo a noi", ha aggiunto con un sorriso Chiellini.

Il Pipita è invece intervenuto sul suo profilo Instagram: "Buonasera a tutti, voglio salutare i  tifosi della Juventus che mi dimostrano affetto - ha scritto Higuain -. Questi appassionati meritano sempre rispetto, perché ti amano nei momenti buoni ma ancora di più in quelli cattivi. Ripeto quanto avevo già detto: quando le cose vanno bene è facile esserci. Per vincere abbiamo bisogno di voi, non lo dimenticate". 
 
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