TORINO - La Juve si è riconnessa con se stessa nella notte di Udine, proprio come le chiedeva Massimiliano Allegri. Che ora impone ai suoi di cominciare a menare prima di aver ricevuto un ceffone. Ma il giocatore più disconnesso dei bianconeri, Dybala, sembra essersi ulteriormente scollegato. Quantomeno dal gruppo. La Joya è infatti al centro di un caso per aver lasciato il campo al 23' del secondo tempo di Udinese-Juve palesemente contrariato per la sostituzione (con Douglas Costa) ordinata dal suo tecnico. Nelle immagini diffuse da Sky il labiale non è chiarissimo, ma l'argentino sembrerebbe indirizzare ad Allegri una frase molto offensiva in spagnolo, prima di andare in panchina a incassare il premio di consolazione: le pacche dei compagni di squadra. Insomma, nessuna fuga negli spogliatoi: almeno quello.
L'episodio, comunque smentito dalla Juventus, è avvenuto a quattro giorni di distanza dal "fuck off" scandito invece da Khedira al momento della sostituzione (con Matuidi) decisa da Allegri. Per Dybala prosegue dunque il momento-no. L'avvio di campionato era stato a dir poco pirotecnico, ma l'ultimo dei suoi 12 gol stagionali risale ormai esattamente a un mese fa contro il Torino. Dopodiché sono arrivati due errori dal dischetto contro Atalanta e Lazio, costati la fuga del Napoli al comando, un palo al 91' (sempre contro la Lazio), un gol annullato (a Udine), qualche grana multimilionaria con il suo sponsor e, più in generale, un carico nervoso probabilmente troppo pesante da sostenere per le sue più o meno giovani spalle.
LA JUVE ZEMANIANA NON CONVINCE ALLEGRI - Prosegue intanto la metamorfosi della Juve, che vince (ma a volte pareggia o addirittura perde) segnando e incassando molti gol in più di prima, nemmeno in panchina ci fosse il suo caro nemico Zdenek Zeman. Sono finiti i tempi della BBC, l'epoca del muro più invalicabile di Europa, della difesa dei record. Il bunker è diventato un luna park. In nove giornate di campionato i bianconeri hanno subìto 9 gol, addirittura uno in più di due stagioni fa, quando la squadra sprofondò fino al dodicesimo posto a -11 dalla Roma capolista, prima di mandare in scena la sua sensazionale rimonta da primato. E in Champions la musica è pressoché la stessa: 4 gol al passivo in 3 uscite, galeotto il pesante ko in casa del Barcellona. Per comprendere la trasformazione, basti pensare che nella prima stagione in panchina di Allegri la Juve incassò 9 gol soltanto dopo 18 giornate, il doppio rispetto ad ora. "Forse in queste prime gare non abbiamo dimostrato di avere la difesa sicura degli anni scorsi - ha rilevato ieri Marotta, poco prima che la squadra subisse altri due gol dall'Udinese -, dobbiamo applicarci si più, ma tutto è migliorabile, nello sport come nella vita". Il mercato ha portato più centrocampisti che difensori (gli unici due, De Sciglio e Howedes, sono oggetti ancora misteriosi). E la partenza di Bonucci non ha aiutato né la Juve nè lui... Allegri, consapevole che negli ultimi lustri lo scudetto è quasi sempre andato alla squadra con la migliore retroguardia, spera di "invertire la tendenza, vincendo il titolo con il miglior atttacco".
Dopo la goleada di Udine - 6 reti in trasferta non arrivavano dal novembre 2012 - la Juve ha il miglior reparto avanzato della Serie A: 27 gol all'attivo, uno in più del Napoli, addirittura 10 in più dell'Inter sparagnina. Nei cinque massimi campionati europei meglio della Signora (3 reti in media a partita) hanno fatto soltanto il Manchester City (3,5) e il Psg (3,1). Negli ultimi sei anni lastricati di titoli, nell'identico periodo, la Juve non era mai andata oltre i20 gol realizzati nel campionato 2012-13. Attaccare con spavalderia apre inevitabilmente squarci nel reparto arrretrato. La Juve formato 4-2-3-1 pensa più a segnare che a non prendere gol, specie rispetto a quella degli anni passati in scala 3-5-2. Un andazzo che non piace molto ad Allegri, il cui guru amato da Pescara era Galeone e non Zeman.
DE SCIGLIO OK, ATTESA MATUIDI, TURNOVER CON LA SPAL - Stamani a Vinovo la squadra di Allegri si è allenata in vista dell'impegno di mercoledì all'Allianz Stadium contro la Spal (arbitra Fabrizio Pasqua, alla prima direzione in carriera dei bianconeri), anticamera di Milan-Juve di sabato 28 ottobre. Buone notizie da De Sciglio, tornato in gruppo dopo il ko del 12 settembre scorso in casa del Barcellona. Soltanto lavoro personalizzato invece per Sturaro, da rivalutare martedì, nell'allenamento di rifinitura. Seduta a parte anche per Benatia, che avrà bisogno di qualche giorno in più, così come il lungodegente Howedes, alle prese con un programma personalizzato per ritrovare la condizione atletica. Attesa infine per Matuidi, che si sottoporrà soltanto domani agli esami strumentali al flessore della coscia destra. Allegri spera di riavere il centrocampista francese contro il Milan, ma i tempi di recupero non sono ancora chiari. A 48 ore dal match, considerando anche la squalifica di Mandzukic, contro la Spal potrebbero avere una chance Szczesny, Barzagli, Asamoah, uno tra Bentancur e Marchisio e un trequartista da scegliere tra Bernardeschi e Douglas Costa. Insomma, sì, sarà turnover.
ALLEGRI: "IL 6-2 DI UDINE CI DA' LA SCOSSA CHE SERVIVA" - Max Allegri torna sulla goleada della Dacia Arena: "Il 6-2 di ieri a Udine è una vittoria importante, raggiunta in dieci uomini, che ci ha dato la scossa che ci serviva. Dobbiamo continuare così, da qui alla trasferta di Lisbona avremo delle gare fondamentali per proseguire il nostro cammino. Dobbiamo arrivare al meglio alla sfida contro il Benevento, per poi trascorrere la sosta nelle migliori condizioni possibili", dice da Londra, ai microfoni di Jtv, il tecnico bianconero, intervenuto a margine del "The Best" Fifa Football Awards. "Vincere il premio quale miglior allenatore d'Europa significherebbe tanto, ma l'importante è essere arrivati qui. E se siamo qui è grazie ai risultati che mi hanno regalato i ragazzi". Infine sull'espulsione di Mandzukic, che salterà il turno infrasettimanale contro l'Udinese: "Se ho sgridato Mario? No, anzi, l'ho ringraziato, perché in dieci abbiamo giocato meglio - aggunge Allegri -. Lui era comunque molto arrabbiato perché ha subito un'ingiustizia".
BUFFON: "CHAMPIONS O MONDIALE? NON SAPREI" - Gigi Buffon e l'imbarazzo della scelta: "Mondiale oppure Champions League? Non saprei decidere - dichiara a Fifa Tv il numero uno, in corsa per il titolo di miglior portiere d''Europa della stagione 2016-17 -. Dodici anni fa ho vinto il Mondiale, mentre in Champions ho perso tre finali ma non so cosa scegliere". Poi, in merito alla candidatura al premio quale miglior portiere del vecchio continente: "Sono felice di essere qui, spero di vincere questo premio ma non so se sarà possibile. A quasi 40 anni mi darebbe ancora più orgoglio, anche se la cosa più importante sono gli obiettivi di squadra - conclude SuperGigi -. Il mio segreto? Prendere tutto in maniera normale, poi le cose possono andare più o meno bene".
L'episodio, comunque smentito dalla Juventus, è avvenuto a quattro giorni di distanza dal "fuck off" scandito invece da Khedira al momento della sostituzione (con Matuidi) decisa da Allegri. Per Dybala prosegue dunque il momento-no. L'avvio di campionato era stato a dir poco pirotecnico, ma l'ultimo dei suoi 12 gol stagionali risale ormai esattamente a un mese fa contro il Torino. Dopodiché sono arrivati due errori dal dischetto contro Atalanta e Lazio, costati la fuga del Napoli al comando, un palo al 91' (sempre contro la Lazio), un gol annullato (a Udine), qualche grana multimilionaria con il suo sponsor e, più in generale, un carico nervoso probabilmente troppo pesante da sostenere per le sue più o meno giovani spalle.
LA JUVE ZEMANIANA NON CONVINCE ALLEGRI - Prosegue intanto la metamorfosi della Juve, che vince (ma a volte pareggia o addirittura perde) segnando e incassando molti gol in più di prima, nemmeno in panchina ci fosse il suo caro nemico Zdenek Zeman. Sono finiti i tempi della BBC, l'epoca del muro più invalicabile di Europa, della difesa dei record. Il bunker è diventato un luna park. In nove giornate di campionato i bianconeri hanno subìto 9 gol, addirittura uno in più di due stagioni fa, quando la squadra sprofondò fino al dodicesimo posto a -11 dalla Roma capolista, prima di mandare in scena la sua sensazionale rimonta da primato. E in Champions la musica è pressoché la stessa: 4 gol al passivo in 3 uscite, galeotto il pesante ko in casa del Barcellona. Per comprendere la trasformazione, basti pensare che nella prima stagione in panchina di Allegri la Juve incassò 9 gol soltanto dopo 18 giornate, il doppio rispetto ad ora. "Forse in queste prime gare non abbiamo dimostrato di avere la difesa sicura degli anni scorsi - ha rilevato ieri Marotta, poco prima che la squadra subisse altri due gol dall'Udinese -, dobbiamo applicarci si più, ma tutto è migliorabile, nello sport come nella vita". Il mercato ha portato più centrocampisti che difensori (gli unici due, De Sciglio e Howedes, sono oggetti ancora misteriosi). E la partenza di Bonucci non ha aiutato né la Juve nè lui... Allegri, consapevole che negli ultimi lustri lo scudetto è quasi sempre andato alla squadra con la migliore retroguardia, spera di "invertire la tendenza, vincendo il titolo con il miglior atttacco".
Dopo la goleada di Udine - 6 reti in trasferta non arrivavano dal novembre 2012 - la Juve ha il miglior reparto avanzato della Serie A: 27 gol all'attivo, uno in più del Napoli, addirittura 10 in più dell'Inter sparagnina. Nei cinque massimi campionati europei meglio della Signora (3 reti in media a partita) hanno fatto soltanto il Manchester City (3,5) e il Psg (3,1). Negli ultimi sei anni lastricati di titoli, nell'identico periodo, la Juve non era mai andata oltre i20 gol realizzati nel campionato 2012-13. Attaccare con spavalderia apre inevitabilmente squarci nel reparto arrretrato. La Juve formato 4-2-3-1 pensa più a segnare che a non prendere gol, specie rispetto a quella degli anni passati in scala 3-5-2. Un andazzo che non piace molto ad Allegri, il cui guru amato da Pescara era Galeone e non Zeman.
DE SCIGLIO OK, ATTESA MATUIDI, TURNOVER CON LA SPAL - Stamani a Vinovo la squadra di Allegri si è allenata in vista dell'impegno di mercoledì all'Allianz Stadium contro la Spal (arbitra Fabrizio Pasqua, alla prima direzione in carriera dei bianconeri), anticamera di Milan-Juve di sabato 28 ottobre. Buone notizie da De Sciglio, tornato in gruppo dopo il ko del 12 settembre scorso in casa del Barcellona. Soltanto lavoro personalizzato invece per Sturaro, da rivalutare martedì, nell'allenamento di rifinitura. Seduta a parte anche per Benatia, che avrà bisogno di qualche giorno in più, così come il lungodegente Howedes, alle prese con un programma personalizzato per ritrovare la condizione atletica. Attesa infine per Matuidi, che si sottoporrà soltanto domani agli esami strumentali al flessore della coscia destra. Allegri spera di riavere il centrocampista francese contro il Milan, ma i tempi di recupero non sono ancora chiari. A 48 ore dal match, considerando anche la squalifica di Mandzukic, contro la Spal potrebbero avere una chance Szczesny, Barzagli, Asamoah, uno tra Bentancur e Marchisio e un trequartista da scegliere tra Bernardeschi e Douglas Costa. Insomma, sì, sarà turnover.
ALLEGRI: "IL 6-2 DI UDINE CI DA' LA SCOSSA CHE SERVIVA" - Max Allegri torna sulla goleada della Dacia Arena: "Il 6-2 di ieri a Udine è una vittoria importante, raggiunta in dieci uomini, che ci ha dato la scossa che ci serviva. Dobbiamo continuare così, da qui alla trasferta di Lisbona avremo delle gare fondamentali per proseguire il nostro cammino. Dobbiamo arrivare al meglio alla sfida contro il Benevento, per poi trascorrere la sosta nelle migliori condizioni possibili", dice da Londra, ai microfoni di Jtv, il tecnico bianconero, intervenuto a margine del "The Best" Fifa Football Awards. "Vincere il premio quale miglior allenatore d'Europa significherebbe tanto, ma l'importante è essere arrivati qui. E se siamo qui è grazie ai risultati che mi hanno regalato i ragazzi". Infine sull'espulsione di Mandzukic, che salterà il turno infrasettimanale contro l'Udinese: "Se ho sgridato Mario? No, anzi, l'ho ringraziato, perché in dieci abbiamo giocato meglio - aggunge Allegri -. Lui era comunque molto arrabbiato perché ha subito un'ingiustizia".
BUFFON: "CHAMPIONS O MONDIALE? NON SAPREI" - Gigi Buffon e l'imbarazzo della scelta: "Mondiale oppure Champions League? Non saprei decidere - dichiara a Fifa Tv il numero uno, in corsa per il titolo di miglior portiere d''Europa della stagione 2016-17 -. Dodici anni fa ho vinto il Mondiale, mentre in Champions ho perso tre finali ma non so cosa scegliere". Poi, in merito alla candidatura al premio quale miglior portiere del vecchio continente: "Sono felice di essere qui, spero di vincere questo premio ma non so se sarà possibile. A quasi 40 anni mi darebbe ancora più orgoglio, anche se la cosa più importante sono gli obiettivi di squadra - conclude SuperGigi -. Il mio segreto? Prendere tutto in maniera normale, poi le cose possono andare più o meno bene".
