TORINO - Oltre ad essere una delle sfide di grande fascino del calcio europeo e mondiale, lo scontro di domani tra la Juventus e il Barcellona è un appuntamento ricco di significati anche per Massimiliano Allegri. Per la classifica, dato che "domani la Juventus avrà la possibilità di chiudere il discorso qualificazione", per il campionato, dato che qualificarsi in anticipo permetterebbe alla Juventus di affrontare la sfida di Atene con la giusta leggerezza, pur rispettando l'impegno di Champions. E naturalmente per vendicare, almeno sportivamente, il ko di Genova con la Sampdoria, arginando i primi sentori di una flessione. Juventus-Barcellona è tutto questo e anche di più: Messi, "giocatore potente che ha spostato gli equilibri e continua a farlo", contro Dybala, "giocatore aerobico che deve vivere questo momento come una tappa del percorso di crescita", ma anche la Juventus dello scorso anno, vittoriosa per 3-0 proprio all'Allianz Stadium nei quarti di finale, contro quella di quest'anno, sconfitta per 3-0 al Camp Nou dopo un buon primo tempo. E anche se "non è una questione di modulo, ma di atteggiamento e di spirito di sacrificio dei calciatori", è probabile che il volto della Juventus cambi, rispecchiando quello della sfida d'andata con tre centrocampisti a coprire la difesa, scelta che pagò fino al gol sul finire del primo tempo dei balugrana. In porta tornerà Buffon, con De Sciglio, Barzagli, Chiellini e Alex Sandro a comporre la linea difensiva. A centrocampo Khedira, Pjanic e Matuidi, mentre in attacco Dybala e Cuadrado dovrebbero supportare Higuain al centro della prima linea bianconera.
Massimiliano Allegri, che partita si aspetta domani?
"Ogni partita fa storia a sè, sembra retorica ma è la verità. Il Barcellona al momento non ha ancora perso tra campionato e Champions, subendo solo 4 gol in campionato e nessuno in Europa. Ha segnato di meno, quindi hanno un equilibrio maggiore, difendono molto meglio e domani la partita sarà molto difficile: dobbiamo centrare la qualificazione, domani abbiamo la possibilità di conquistare il primo obiettivo stagionale".
La prossima partita di Atene con l'Olympiacos si giocherà tra la sfida con il Napoli e quella con l'Inter: quanto sarebbe importante chiudere il discorso qualificazione per avere risvolti positivi in campionato?
Non sarebbe un problema, il calendario è questo, inutile dire con chi si gioca prima e dopo. Dopo Crotone avremo cinque giorni prima della sfida con il Napoli, poi l'Inter. Speriamo che Atene non conti, ma ho una rosa importante per poterli girare al meglio. Finalmente avremo tempo fino al 6 gennaio per poter lavorare, tra impegni con le nazionali è tanto che non lavoriamo, ma questo è il campionato. Sennò vogliamo la botte piena e la moglie ubriaca, altrimenti si sceglie di allenare una squadra che gioca ogni 15 giorni ma a me non piace. Mi annoio".
Domani sarà anche la sfida tra Messi e Dybala. Sono giocatori paragonabili?
"Sono due giocatori diversi, difficili da paragonare per differenze fisiche. Paulo è un calciatore aerobico, Leo invece è potente. Dybala ha 24 anni, deve crescere ancora, ha fatto una prima parte di stagione molto buona facendo tanti gol, poi è calato dopo i rigori sbagliati. Ma sono momenti di crescita che lui deve vivere. Messi è l'unico che fa passare la palla dove gli altri non pensano possa passare, legge il giocatore che lo marca alla perfezione, per questo serve una prova collettiva per fermarlo. Da quando gioca al Barcellona hanno vinto 5 Champions e lui 4 Palloni d'Oro: ha spostato gli equilibri e continua a farlo. Giocare insieme? Chiedetelo a Sampaoli, Messi non gioca alla Juve. Peccato (ride...)".
C'è un cambio di modulo all'orizzonte?
"Non conta cambiare il modulo, dipende da come ci predisponiamo al sacrificio, dall'atteggiamento in fase difensiva. Con il Barcellona dobbiamo avere pazienza, loro palleggiano molto. In questo momento abbiamo perso due partite, contro la Lazio e la Sampdoria. Analizzando la prima parte bisogna migliorare per atteggiamento in fase difensiva: prendiamo tanti gol ma ne abbiamo fatti tanti. Non è una questione di sistema di gioco ma di caratteristiche di chi gioca".
Sarà anche l'occasione per vendirare il ko di Genova?
"Domenica abbiamo giocato una bella partita, ma siccome contano i risultati e non le prestazioni... Domenica è mancato il risultato: il primo gol è stato una carambola dove siamo mancati difensivamente, a volte siamo troppo positivi nel pensare che il compagno ce la faccia da solo. Nel secondo è mancata densità a centrocampo, quindi dobbiamo essere più reattivi, miglirare questo aspetto, serve solo attenzione. Non abbiamo grosse problematiche: l'anno scorso si diceva che giocavamo male, quest'anno abbiamo segnato di più ma subito 14 gol. E poi in questa fase dell'anno la Juve ne ha sempre combianata qualcuna ma siamo sempre ripartiti".
Ha già qualche indicazione sull'11 da schierare domani?
"Dybala giocherà. Khedira è rientrato, a Genova ha disputato una bella partita, ma quando siamo andati in svantaggio, forse per troppa voglia, ha fatto troppi inserimenti, lasciando Pjanic un po' da solo. Devo decidere se gioca Mandzukic, Douglas Costa o Matuidi".
Serve maggior sacrificio anche da parte di chi deve impostare?
"Quando si parla di sacrifici si esagera, bisogna trovare piacere nel giocare bene e provare a vincere. E per vincere, quando non hai la palla, devi concentrarti sulla fase difensiva e non subire gol, e deve darti soddisfazione. Abbiamo fatto più gol ma anche perso due partite e non possiamo, per la forza che abbiamo. Al momento la Juve è una squadra da quarto posto in campionato".
Cosa la preoccupa di più del Barcellona?
"Affrontiamo una squadra di grande talento, con grandi individualità. In grado di cambiare la partita: servirà una partita super per portare a casa la vittoria".
BUFFON RISPONDE A RAKITIC - "Caro Ivan Rakitic, come portiere potrei ancora giocare, ma pensare di farlo a centrocampo al tuo posto nella nazionale croata non mi sembra una grande idea, lo dico per il tuo bene. Scherzi a parte ti ringrazio per le tue parole, grazie a te e a Jordi Alba, la mia maglia vi aspetta". Gigi Buffon risponde con questo tweet alle belle parole del centrocampista del Barcellona, Ivan Rakitic. "Mi piacerebbe dirgli vai tu al Mondiale al mio posto perché quello che ha dato Buffon al calcio è unico. Qualsiasi bambino se disegna su un foglio una squadra di calcio come portiere mette Buffon. Quando lo vedi dopo una partita in quelle condizioni - ha detto il giocatore croato riferendosi alle lacrime post-Svezia -, ti viene voglia di stargli vicino qualsiasi sia la tua appartenenza. Non ci sono parole" ha detto Rakitic.
Massimiliano Allegri, che partita si aspetta domani?
"Ogni partita fa storia a sè, sembra retorica ma è la verità. Il Barcellona al momento non ha ancora perso tra campionato e Champions, subendo solo 4 gol in campionato e nessuno in Europa. Ha segnato di meno, quindi hanno un equilibrio maggiore, difendono molto meglio e domani la partita sarà molto difficile: dobbiamo centrare la qualificazione, domani abbiamo la possibilità di conquistare il primo obiettivo stagionale".
La prossima partita di Atene con l'Olympiacos si giocherà tra la sfida con il Napoli e quella con l'Inter: quanto sarebbe importante chiudere il discorso qualificazione per avere risvolti positivi in campionato?
Non sarebbe un problema, il calendario è questo, inutile dire con chi si gioca prima e dopo. Dopo Crotone avremo cinque giorni prima della sfida con il Napoli, poi l'Inter. Speriamo che Atene non conti, ma ho una rosa importante per poterli girare al meglio. Finalmente avremo tempo fino al 6 gennaio per poter lavorare, tra impegni con le nazionali è tanto che non lavoriamo, ma questo è il campionato. Sennò vogliamo la botte piena e la moglie ubriaca, altrimenti si sceglie di allenare una squadra che gioca ogni 15 giorni ma a me non piace. Mi annoio".
Domani sarà anche la sfida tra Messi e Dybala. Sono giocatori paragonabili?
"Sono due giocatori diversi, difficili da paragonare per differenze fisiche. Paulo è un calciatore aerobico, Leo invece è potente. Dybala ha 24 anni, deve crescere ancora, ha fatto una prima parte di stagione molto buona facendo tanti gol, poi è calato dopo i rigori sbagliati. Ma sono momenti di crescita che lui deve vivere. Messi è l'unico che fa passare la palla dove gli altri non pensano possa passare, legge il giocatore che lo marca alla perfezione, per questo serve una prova collettiva per fermarlo. Da quando gioca al Barcellona hanno vinto 5 Champions e lui 4 Palloni d'Oro: ha spostato gli equilibri e continua a farlo. Giocare insieme? Chiedetelo a Sampaoli, Messi non gioca alla Juve. Peccato (ride...)".
C'è un cambio di modulo all'orizzonte?
"Non conta cambiare il modulo, dipende da come ci predisponiamo al sacrificio, dall'atteggiamento in fase difensiva. Con il Barcellona dobbiamo avere pazienza, loro palleggiano molto. In questo momento abbiamo perso due partite, contro la Lazio e la Sampdoria. Analizzando la prima parte bisogna migliorare per atteggiamento in fase difensiva: prendiamo tanti gol ma ne abbiamo fatti tanti. Non è una questione di sistema di gioco ma di caratteristiche di chi gioca".
Sarà anche l'occasione per vendirare il ko di Genova?
"Domenica abbiamo giocato una bella partita, ma siccome contano i risultati e non le prestazioni... Domenica è mancato il risultato: il primo gol è stato una carambola dove siamo mancati difensivamente, a volte siamo troppo positivi nel pensare che il compagno ce la faccia da solo. Nel secondo è mancata densità a centrocampo, quindi dobbiamo essere più reattivi, miglirare questo aspetto, serve solo attenzione. Non abbiamo grosse problematiche: l'anno scorso si diceva che giocavamo male, quest'anno abbiamo segnato di più ma subito 14 gol. E poi in questa fase dell'anno la Juve ne ha sempre combianata qualcuna ma siamo sempre ripartiti".
Ha già qualche indicazione sull'11 da schierare domani?
"Dybala giocherà. Khedira è rientrato, a Genova ha disputato una bella partita, ma quando siamo andati in svantaggio, forse per troppa voglia, ha fatto troppi inserimenti, lasciando Pjanic un po' da solo. Devo decidere se gioca Mandzukic, Douglas Costa o Matuidi".
Serve maggior sacrificio anche da parte di chi deve impostare?
"Quando si parla di sacrifici si esagera, bisogna trovare piacere nel giocare bene e provare a vincere. E per vincere, quando non hai la palla, devi concentrarti sulla fase difensiva e non subire gol, e deve darti soddisfazione. Abbiamo fatto più gol ma anche perso due partite e non possiamo, per la forza che abbiamo. Al momento la Juve è una squadra da quarto posto in campionato".
Cosa la preoccupa di più del Barcellona?
"Affrontiamo una squadra di grande talento, con grandi individualità. In grado di cambiare la partita: servirà una partita super per portare a casa la vittoria".
BUFFON RISPONDE A RAKITIC - "Caro Ivan Rakitic, come portiere potrei ancora giocare, ma pensare di farlo a centrocampo al tuo posto nella nazionale croata non mi sembra una grande idea, lo dico per il tuo bene. Scherzi a parte ti ringrazio per le tue parole, grazie a te e a Jordi Alba, la mia maglia vi aspetta". Gigi Buffon risponde con questo tweet alle belle parole del centrocampista del Barcellona, Ivan Rakitic. "Mi piacerebbe dirgli vai tu al Mondiale al mio posto perché quello che ha dato Buffon al calcio è unico. Qualsiasi bambino se disegna su un foglio una squadra di calcio come portiere mette Buffon. Quando lo vedi dopo una partita in quelle condizioni - ha detto il giocatore croato riferendosi alle lacrime post-Svezia -, ti viene voglia di stargli vicino qualsiasi sia la tua appartenenza. Non ci sono parole" ha detto Rakitic.
