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Juventus, Pjanic: ''Tante avversarie, settimo scudetto sarebbe straordinario''

Miralem Pjanic (lapresse)
La marcia dei bianconeri è tornata spietata, la squadra di Allegri non prende più gol e riesce a sfruttare il suo potenziale offensivo. Il bosniaco uomo chiave. 13 punti di sutura al polpaccio per Mandzukic, in dubbio per la Roma
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TORINO - Dopo aver lasciato la scena alle altre concorrenti per lo scudetto nelle prime giornate, la marcia della Juventus è tornata spietata, implacabile, senza rallentamenti e senza sofferenze. La vittoria per 3-0 al Dall'Ara è stata l'ennesima prova del ritorno in pista della macchina perfetta di Allegri, spietata nel soffocare le iniziative degli avversari, come dimostrano le sei partite consecutive senza subire gol, e nel piazzare le zampate vincenti sfruttando il potenziale offensivo.

LA CHIAVE BOSNIACA - Miralem Pjanic è l'uomo chiave, spietato a palla ferma, come nel caso della punizione che ieri ha sbloccato il risultato dando il via al tris bianconero, geometrico nel gestire il gioco bianconero: "Una bella partita ma soprattutto importante per il nostro cammino, per come abbiamo giocato - ha spiegato ai microfoni di Juventus Tv -, naturalmente sono soddisfatto anche della mia prestazione e dei tre punti ottenuti". Il suo colpo di genio al 27' del primo tempo è stato l'incipit dell'ennesima dittatura tecnica bianconera, da "posizione decentrata ma con lo spazio per calciare". La dinamica è essenziale, semplice per chi la architetta, paradisiaca per chi assiste: "Ho calibrato bene la forza e ho angolato bene, poi ci vuole anche un po' di fortuna. Ho sbloccato il risultato e facilitato la nostra partita, stavamo dominando ma ci mancava la lucidità sotto porta. Bene così". Un gesto tecnico provato e riprovato, grazie anche "ai portieri che rimangono con noi anche a fine allenamento". 

IL CAMBIO DI PASSO - La ritrovata solidità difensiva è la novità rispetto all'inizio dell'anno, quando la Juventus "era un po' troppo leggera, mancava la difesa". Sicurezza che permette di aspettare di sbloccar  la partita senza la pressione di dover recuperare lo svantaggio: "Siamo in un buon momento, abbiamo la giusta cattiveria e anche contro avversari quotati come Barcellona, Napoli e Inter abbiamo concesso poco, dimostrando che la squadra è presente atleticamente, tatticamente e tecnicamente". Mercoledì i bianconeri torneranno in campo per la coppa Italia, "obiettivo che vogliamo conquistare assolutamente perché, come ha ripetuto anche oggi Allegri, la Juve punta a vincere tutto: non sarà una partita semplice, ma da vincere a tutti i costi". 

CACCIA AL SETTIMO SCUDETTO - L'equilibrio in vetta è la costante di questo inizio di stagione e secondo Pjanic accompagnerà le squadre fino alla primavera, quando si deciderà la squadra campione d'Italia: "Si deciderà alla fine, ci sono tante squadre candidate alla vittoria". Tra queste anche la Roma, prossima avversaria sabato 23 dicembre nell'ultimo match prima del Natale. Un pezzo di cuore per Pjanic, che conosce bene la Roma da ex: "Una squadra importante di cui si parla poco ma che sa quello che vuole e si vede. Sta facendo un ottimo campionato, ma davanti al nostro  pubblico proveremo a vincere sfruttando la spinta dei tifosi". Con una partita contro la Sampdoria da recuperare, la Roma è virtualmente appaiata alla Juventus. La differenza? I margini di crescita bianconeri: "Stiamo tenendo una buona media, abbiamo tanto potenziale e possiamo ancora migliorare. Molto dipenderà da noi, ma abbiamo la forza, la volontà e la determinazione di raggiungere il settimo scudetto di fila. Sarebbe straordinario, viste la competitività delle avversarie".

Provando anche a ripercorrere l'avventura europea dello scorso anno, magari con un finale diverso, ricominciando in primavera contro il Tottenham: "Solidi, fisici, lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle quest'estate in amichevole. Negli ultimi anni sta facendo bene, è cresciuta e ha un allenatore molto bravo, ma vogliamo passare noi. Se vuoi arrivare fino in fondo devi vincere queste sfide".
 
MANDZUKIC IN DUBBIO
- Il giorno dopo la vittoria contro il Bologna la Juventus è tornata ad allenarsi: non ha preso parte all'allenamento Mario Mandzukic, a causa di una ferita al polpaccio rimediata contro il Bologna che gli è costata tredici punti di sutura e l'inserimento nell'elenco degli atleti in dubbio per la sfida con il Genoa in Coppa Italia e per quella con la Roma di sabato sera. In campo con il gruppo Lichtsteiner, mentre Buffon, Chiellini e Cuadrado hanno svolto un programma di allenamento personalizzato.

RINASCITA DE SCIGLIO - Il suo arrivo in bianconero è coinciso con la sua rinascita dopo un periodo "in cui si era smarrito", mutuando le parole di Allegri. Mattia De Sciglio deve molto proprio  al tecnico che lo lanciò nel Milan, ritrovato quest'estate in bianconero: "Mi fa sentire la sua fiducia, lavoro sereno e tranquillo - ha raccontato il difensore a Sky Sport -, mi fa capire che ho delle grandi capacità e che devo stare tranquillo". Eppure il suo esordio ufficiale, la Supercoppa persa con la Lazio, fu macchiato da un suo errore fatale: "Come ne sono uscito? Sono rimasto tranquillo, consapevole che c'era tanto da migliorare, per tornare al meglio". E fiducia, tanta, da parte dei compagni, del tecnico, della società, fino al ritorno in campo da titolare al Camp Nou contro il Barcellona: "Sapevo che era una partita molto importante, una partita di Champions per giunta contro il Barcellona al Camp Nou. Ho pensato a rimanere concentrato". Dove non ha potuto incidere è stato sulla sorte, che l'ha costretto ad un lungo stop ma "con la consapevolezza che tutto sarebbe andato nel migliore dei modi". 

Contro il Bologna De Sciglio ha vestito per la quarta volta consecutiva, complice anche l'infortunio di Lichtsteiner, la maglia da titolare, diventando uno dei grandi protagonisti del rilancio bianconero. La Juventus è in grande crescita e il secondo posto a un solo punto dal Napoli lo testimonia: il modo migliore per avvicinarsi al big match di sabato sera contro la Roma. "Un'altra grande squadra che sta facendo un grande campionato, chiaramente dovremo prepararla nel migliore di modi, cercando di sfruttare al massimo quelle che sono le nostre caratteristiche e le nostre potenzialità". Convinti che il gruppo di testa composto da quattro squadre rimarrà compatto fino alla fine: "Sono tre concorrenti dirette per lo scudetto, siamo tutti li vicino con pochissimo margine. Sarà sicuramente un campionato combattuto, difficile dire chi arriverà prima e chi dopo". 

 
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