TORINO - Grigia e fredda come il cielo attorno, la Juventus ha conquistato comunque la quinta finale di Coppa Italia in sette anni. Le ultime tre le ha vinte, il poker è il primo degli obiettivi stagionali a portata di mano. Eliminare l'Atalanta è stato però complicatissimo, difatti la strada davanti ai bianconeri s'è spianata solamente dopo il generosissimo rigore fischiato dall'arbitro Fabbri a un quarto d'ora dalla fine per uno spintonamento tra Matuidi e Mancini in cui il più attivo nelle spinte era in realtà sembrato lo juventino. Pjanic ha trasformato dal dischetto (al contrario di Gomez nella gara d'andata) sciogliendo la paura che teneva sotto scacco lo Stadium e spegnendo le speranze dell'Atalanta, che fino a quel momento ci aveva creduto eccome, arrivando a un niente dal riequilibrare il golletto di Higuain che aveva deciso la prima semifinale.
Gasperini se l'è giocata a pieno organico, con la formazione migliore (di quelli che avrebbero dovuto giocare domenica scorsa, nella squadra B, c'erano soltanto Mancini e De Roon) e lo spirito giusto. L'Atalanta ha tenuto sempre in pugno la partita, surclassando la Juve sul piano del possesso palla (52 a 48, alla fine, ma 56 a 44 nel primo tempo), cosa che in questi anni allo Stadium è successa al massimo un paio di volte in Champions, anche se è poi non è riuscita a impensierire davvero Buffon, se non con un zampata ravvicinata di Gomez nel primo tempo. L'occasione d'oro, il Papu l'ha avuta al 18' st, quando De Roon lo ha liberato un passo oltre la linea di metà campo senza che ci fossero difensori juventini (piazzati malissimo e sorpresi dal ribaltamento) tra lui e Buffon, uscito dall'area forse con troppa precipitazione: il dieci bergamasco ha arcuato un pallonetto da quaranta metri che però è andato a sbattere contro il palo.
La Juve, dopo la strizza provata, si è scossa, e poco dopo ha pareggiato il conto con un sinistro di Douglas Costa che si è schiantato contro la traversa, unica vera occasione juventina a parte un'iniziativa personale di Mandzukic nel primo tempo, risolta però con un tiro troppo fiacco che è finito addosso a Berisha.
I cambi di Allegri hanno alzato il livello, difatti è stato Khedira ad avviare l'azione decisiva, penetrando centralmente e poi sventagliando sulla destra per Lichtsteiner, il cui cross è piovuto su Mancini e Matuidi che ruzzolavano. Uno a zero, bastava e avanzava. In finale mancherà Chiellini, ammonito per un durissimo intervento sul Caldara: era diffidato, sarà squalificato.
Gasperini se l'è giocata a pieno organico, con la formazione migliore (di quelli che avrebbero dovuto giocare domenica scorsa, nella squadra B, c'erano soltanto Mancini e De Roon) e lo spirito giusto. L'Atalanta ha tenuto sempre in pugno la partita, surclassando la Juve sul piano del possesso palla (52 a 48, alla fine, ma 56 a 44 nel primo tempo), cosa che in questi anni allo Stadium è successa al massimo un paio di volte in Champions, anche se è poi non è riuscita a impensierire davvero Buffon, se non con un zampata ravvicinata di Gomez nel primo tempo. L'occasione d'oro, il Papu l'ha avuta al 18' st, quando De Roon lo ha liberato un passo oltre la linea di metà campo senza che ci fossero difensori juventini (piazzati malissimo e sorpresi dal ribaltamento) tra lui e Buffon, uscito dall'area forse con troppa precipitazione: il dieci bergamasco ha arcuato un pallonetto da quaranta metri che però è andato a sbattere contro il palo.
La Juve, dopo la strizza provata, si è scossa, e poco dopo ha pareggiato il conto con un sinistro di Douglas Costa che si è schiantato contro la traversa, unica vera occasione juventina a parte un'iniziativa personale di Mandzukic nel primo tempo, risolta però con un tiro troppo fiacco che è finito addosso a Berisha.
I cambi di Allegri hanno alzato il livello, difatti è stato Khedira ad avviare l'azione decisiva, penetrando centralmente e poi sventagliando sulla destra per Lichtsteiner, il cui cross è piovuto su Mancini e Matuidi che ruzzolavano. Uno a zero, bastava e avanzava. In finale mancherà Chiellini, ammonito per un durissimo intervento sul Caldara: era diffidato, sarà squalificato.
