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Juventus, Allegri e un futuro tutto da decidere. Ma l'estero lo stuzzica

Massimiliano Allegri (agf)
Il tecnico è sempre stato chiaro: ''Qui sto bene". Ma la delusione di Madrid, le voci sulle liti nello spogliatoio e il valzer delle panchine più prestigiose d'Europa, in pieno svolgimento, potrebbero fargli cambiare idea
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TORINO - Dare qualcosa per scontato in questo pazzo finale di campionato potrebbe essere un errore imperdonabile. Fatte le dovute premesse, è però evidente che l'ultimo turno, con la vittoria in rimonta a San Siro e il ko del Napoli a Firenze per il complessivo +4 sui partenopei, ha i tratti somatici del colpo scudetto per la Juventus. La reazione dei bianconeri alla 'Scala del calcio' è stata da grande squadra, cinica, spietata nel raccogliere più di quanto seminato sfruttando la superiorità numerica e la grande qualità a disposizione di Allegri, tra campo e panchina. Bravissimo a sfruttare al meglio il potenziale della Juventus quando conta, nonostante le critiche verso il tecnico si sprechino: un rapporto mai decollato con la tifoseria a differenza del grande feeling con la dirigenza.


CHE SARÀ - Tre passi in campionato che la separano dal settimo scudetto consecutivo, oltre alla finale di Coppa Italia: la Juventus prepara le ultime tappe di una stagione che, a meno di altri colpi di scena, sarà ancora una volta vincente. Il settimo scudetto consecutivo potrebbe essere il punto più alto di un ciclo che, specialmente in alcuni interpreti, sembra bisognoso di un restyling. Partendo dalla porta, con l'addio di Buffon ma con la successione già individuata in Szczesny, passando poi in difesa, dove Chiellini, Barzagli e Lichtsteiner si stanno avvicinando a fine corsa, chi più chi meno. Ma la domanda che tutti si pongono riguarda il futuro di Allegri: chiudere un ciclo che in quattro anni ha permesso alla Juve di conquistare tre scudetti e tre coppe Italia, con la possibilità su entrambi i fronti di completare quest'anno il poker, o ricominciare da zero con un altro tecnico?

INCONTRO CON LA DIRIGENZA - Sull'argomento il tecnico nativo di Livorno è sempre stato chiaro: "Sto bene alla Juve e la mia scelta l'ho fatta firmando il prolungamento del contratto. Dobbiamo ancora incontrarci per la prossima stagione". Un incontro che dovrebbe servire principalmente per programmare il futuro, ma che analizzando le ultime settimane bianconere potrebbe riservare sorprese. La delusione di Madrid, le voci sulle liti nello spogliatoio, la sfuriata di sabato sera a Sky: le voci sul possibile addio a fine stagione del tecnico non si fermano e il valzer delle panchine più prestigiose d'Europa , in pieno svolgimento, potrebbe stuzzicare Allegri. In cima alla lista dei desideri del tecnico c'è, naturalmente, la prosecuzione del rapporto con la Juventus. Ma dopo quattro anni, con tre scudetti e il quarto dietro l'angolo e due finali di Champions conquistate, per Allegri potrebbe essere arrivata l'ora della svolta. Piace Simone Inzaghi, assicurazione stipulata da Marotta in caso di addio di Allegri, ma non si avrà una risposta sul futuro prima della fine della stagione: un passo alla volta, la ricetta che in questi anni ha permesso alla Juve di dominare in Italia. 
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