Juventus, Allegri: ''Percentuale di restare altissima. Buffon? Saprà cosa fare''
di DOMENICO MARCHESE
Massimiliano Allegri (agf)
Il tecnico ribadisce l'intenzione di continuare in bianconero: ''Mai avuto dubbi, la settimana prossima ci incontreremo''. Sul settimo scudetto consecutivo: ''E' stato quello dell'orgoglio, chi non ci fa i complimenti non ha rispetto''
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TORINO - Il sorriso sulle labbra per l'ultima conferenza della stagione, la conferma della volontà di restare alla Juventus, la gioia per il quarto scudetto sulla panchina bianconera, quello "dell'orgoglio". Ma anche la secca risposta alle parole di De Laurentiis, senza mai citarlo, e ai tifosi avversari che, non facendo i complimenti alla Juve, "le mancano di rispetto": atteggiamento inaccettabile da chi "non ha mai giocato una finale". Massimiliano Allegri aveva promesso bollicine e numeri per l'ultimo, frizzante incontro della stagione con la stampa, confermando la parola data: dal saluto a Buffon - "il migliore della storia" - alle percentuali "altissime" di restare alla Juventus. Glissando su Marchisio a precisa domanda, confermando che "è impossibile trovare uno spogliatoio in cui non c'è casino" e ponendo i paletti per la prossima stagione: "Quelli che devono rimanere alla Juventus devono sapere che quando la Juventus ripartirà saremo pronti per dover fare un'altra annata a livelli importanti, altrimenti è giusto che chiedano di andare via".
Anticipando sorprendentemente la formazione di domani, che vedrà Buffon in porta, con possibile ingresso di Pinsoglio a pochi minuti dalla fine anche per concedere la standing ovation al capitano, Mandzukic probabilmente in panchina, Khedira, Chiellini, Howedes, Cuadrado e Bernardeschi indisponibili e Matuidi a riposo, ma sempre con un obiettivo in testa: "Se domani non subiremo reti stabiliremo il record di partite senza subire gol". Alzare l'asticella anche all'ultima giornata, uno dei segreti della Juventus.
Massimiliano Allegri, cosa l'ha sopresa di Buffon conoscendolo direttamente in questi anni?
"Un uomo importante all'interno dello spogliatoio, e lo è tutt'ora. Ho trovato un campione che vederlo allenarsi è sempre un piacere, vederlo parare ancora di più. Rende tutto facile quello che a volte per gli altri spesso è difficile. Incontrarlo da avversario il prossimo anno? Aspettiamo un attimo. Domani, per Gigi in particolare, sarà una giornata storica perché dopo 20 anni lascia la Juventus e quindi domani penseremo a festeggiare. Poi ci penserà lui e saprà cosa fare. L'importante è che sia una giornata bella, perché bisogna festeggiare il quarto Scudetto, la Coppa Italia, e la chiusura dei suoi 20 anni di carriera alla Juventus".
Ci dà una percentuale sulla sua permanenza?
"Altissima. Ma non ho mai avuti dubbi. La settimana prossima ci incontreremo con la società per pianificare quelli che saranno i programmi e capire cosa la società vuole fare per rendere competitiva la Juventus anche l'anno prossimo. Al momento non vedo elementi che mi possano fare cambiare idea, anche in caso di offerta importante la prima che saprà tutto sarà la società, come tutti gli anni".
In finale di Champions ci sono due squadre che non hanno mai lottato per vincere il campionato. La Juve selezionerà gli obiettivi l'anno prossimo?
"La Juventus quando parte lotta per arrivare a marzo ed essere dentro tutti gli obiettivi. Il dna di una grande squadra, uscire dalla Coppa Italia, dalla Champions, o non essere competitivi in campionato, ti abbassa gli stimoli e la stagione diventa pesante. Anche l'anno prossimo dovremo fare questo, sarà ancora più difficile, ma basta alzare l'asticella, e soprattutto riazzerare tutto da quando ripartiamo. Sono stati quattro anni diversi l'uno dall'altro: il primo anno è stato l'anno della consapevolezza perché sono arrivato e la squadra era data come una squadra che non aveva più stimoli, che era finita, invece è cresciuta molto in autostima, soprattutto a livello europeo. Il secondo è stato un anno diverso, dove secondo me la tenacia è stata quella che ci ha contraddistinto dagli altri. Eravamo in fondo alla classifica e si cascava dal giornale, poi c'è stata una rimonta incredibile, dove la squadra ha fatto 25 vittorie su 26. Il terzo Scudetto è stato lo Scudetto della costanza, perché siamo partiti e siamo arrivati in testa. Mentre questo è stato quello più bello, quello dell'orgoglio".
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Ci spiega meglio?
"Abbiamo duellato molto col Napoli, c'è da fare i complimenti per la stagione straordinaria con il record dei punti, potranno arrivare a 91 punti e la Juventus potrà arrivare a 95 punti.
E questo è un grandissimo risultato per la Juventus e per il Napoli. Detto questo, però credo ci voglia molto rispetto e chi non fa i complimenti a questa Juventus, credo non abbia rispetto del lavoro dei giocatori in questi quattro anni. I campionati alla fine li vince sempre la migliore. Non si possono confrontare una squadra che vince quattro Scudetti, quattro Coppe Italia, gioca due finali di Champions, con una squadra che ha fatto grandissime cose, grandissimi risultati, ma non ha giocato neanche una finale. Questa quindi è solo mancanza di rispetto".
La stupirerebbe il fatto che alcuni giocatori, vista la sua riconferma, chiedessero la cessione?
"Come tutti gli anni ci sono momenti di discussione, di confronto, che aiuta a crescere. Ci sono dei giocatori in uscita come Lichtsteiner e Asamoah, due giocatori che hanno dato tanto alla Juventus e per questo domani anche i tifosi devono ringraziarli per quello che hanno fatto. In quale spogliatoio non c'è casino? È impossibile. Poi ogni tanto i giocatori sono scontenti quando vanno in panchina, ma comunque quelli che devono rimanere alla Juventus devono sapere che quando la Juventus ripartirà saremo pronti per dover fare un'altra annata a livelli importanti, altrimenti è giusto che chiedano di andare via".
Cosa deve fare la Juventus per mantenersi competitiva ai massimi livelli?
"Mettersi a tavolino e valutare con lucidità quelle che sono le cose da fare, anche le esigenze dei giocatori. Alla Juventus arriveranno sempre grandi giocatori, con passione, che hanno voglia di sacrificarsi, di lavorare per vincere. E per arrivare a questo, serve che ogni giocatore abbia queste caratteristiche, chi ne ha un po' di meno, dopo un po' che è dentro la Juventus, le acquisisce. La Juventus in questo momento è uno degli otto club più importanti in Europa, grazie ai risultati che i ragazzi hanno fatto in questi 4 anni. E quindi trovare meglio è difficile. Ogni anno bisogna mettere da parte quello che è stato fatto e ripartire: con energia, con stimoli, entusiasmo, dandosi nuovi obiettivi a livello singolo, a livello di gruppo, nel partire con un'altra stagione, che sarà completamente diversa da quest'anno. Innanzitutto credo che l'anno prossimo la media punti sarà molto più bassa per vincere lo Scudetto".
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Quali meriti pensa di aver per questi quattro anni?
"Non devo dirli io, dovete dirli voi e gli altri. La cosa che mi fa piacere e di cui vado orgoglioso, è che la squadra sia arrivata a centrare gli obiettivi, a vincere, con me. Quindi i meriti sono solamente dei ragazzi, perché io dico sempre che gli artefici delle vittorie sono loro. E dico sempre che ogni tanto li ho aiutati a perdere. Nei momenti difficili mi diverto di più, nella monotonia perdo un po' di quella che è la mia caratteristica migliore, quella dell'arrangiarsi nel momento di confusione, di casino e di tensione. Con una società forte come la Juventus è più facile vincere, che resta sempre qualcosa di straordinario. E la cosa mi fa da una parte sorridere e dall'altra mi fa un po' arrabbiare, è il mettere in discussione quello che ha fatto una squadra in questi 4 anni, per non parlare dei 3 precedenti: vuol dire non essere obiettivi. E nello sport quando uno vince, arriva davanti, è il migliore, bisogna solamente complimentarsi e stringergli la mano. Ma questo fa parte di una educazione che spesso manca".
Cosa le ha dato più fastidio?
"Non fastidio, diciamo che dopo il Napoli, ero praticamente un inadeguato a fare l'allenatore. In quel momento tutti avevano dato lo Scudetto al Napoli, perché aveva un calendario migliore, perché erano in forte ascesa. Ma lì è stata la settimana più bella della stagione, dove i ragazzi sono stati straordinari, tutto l'ambiente è stato straordinario a mantenere l'equilibrio, avere la convinzione che comunque un colpo loro l'avrebbero perso. E fortunatamente l'hanno perso a Firenze, che era l'unico dove potevano perderlo".
Ci dà qualche indicazione sulla formazione?
"Cuadrado e Bernardeschi non ci saranno. Giocherà Buffon, in difesa Lichtsteiner, due tra Barzagli, Benatia e Rugani, poi Alex Sandro, Marchisio, Sturaro, Pjanic o Bentancur. Mandzukic potrebbe riposare, Higuain giocherà probabilmente con Dybala e Douglas Costa".
In Italia ha sempre vinto. Perché resta alla Juve?
"Ho sempre da guadagnare, bisogna sempre rovesciare il tutto in positivo: dopo il gol di Koulibaly abbiamo lavorato tutta la settimana sapendo la il Napoli avrebbe fallito un colpo, e così è stato".