Juventus, Allegri: "Gara importante, soprattutto per il Napoli..."
di DOMENICO MARCHESE
Il tecnico bianconero sposta le pressioni in vista del big match dello Stadium: "Affrontiamo una squadra che ha preso le sembianze caratteriali del nuovo allenatore, sarà una bella partita, dovremo farci trovare pronti, servirà grande entusiasmo"
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TORINO - La sua Juventus è in crescita di condizione, sfoggiando personalità in ogni partita: il test di domani con il Napoli sarà un primo verdetto attendibile sulla corsa scudetto, anche se "conterà più per loro che per noi". Allegri prova a scaricare la pressione dalla sua squadra alla vigilia del big match dell'Allianz Stadium contro la squadra di Ancelotti: la vera novità rispetto agli anni passati sono le parole dolci dirette ad Ancelotti - "un professore per come si vince, ho smesso di contare quanto ha vinto in carriera" -, l'allenatore italiano più vincente. Bravo nel gestire la comunicazione - "dopo il ko di Genova ha fatto una conferenza stampa da grande allenatore" -, altrettanto nel trasmettere serenità alla sua squadra.
Complimenti che non oscurano il grande obiettivo della Juventus, vincere e infilare la settima vittoria consecutiva in campionato, provando ad allungare la striscia anche in Champions martedì con lo Young Boys. Migliorando anche l'intesa della squadra con Ronaldo - "dobbiamo migliorare noi nel trovarlo" -, chiudendo poi la conferenza con una piccola anticipazione: "Domani giocheranno Szczesny, Chiellini, Bonucci, Alex Sandro, Pjanic, Matuidi e Ronaldo".
Massimiliano Allegri, cambia la preparazione della partita con il Napoli adesso che c'è Ancelotti?
"Domani sarà una bella partita, che sul piano della classifica conta più per loro che per noi. Siamo solo all'inizio e bisognerà giocare bene contro una squadra che non ha cambiato giocatori ma ha preso l'allenatore più vincente di tutti e si sta già vedendo come la squadra ha preso le sembianze caratteriali sue. Quindi sarà una bella partita, bisognerà farsi trovare pronti, ci vorrà grande entusiasmo da parte di tutti e i i tifosi dovranno essere presenti anche per riscattare la sconfitta dell'anno scorso". Dybala in panchina può essere una scelta dolorosa?
"Fortunatamente le scelte dolorose devo farle sempre, è toccato a Dybala, a Mandzukic, Pjanic ogni tanto esce, Bernardeschi che in questo momento è più in condizione di tutti è stato fuori due partite. Vedrò l'allenamento e vedrò, perché poi martedì abbiamo un'altra partita importante che ci permetterebbe di allungare il cammino in Champions". Il Napoli è la vera anti Juve?
"Il Napoli al momento è tre punti dietro di noi. L'Inter si sta riprendendo e se vince domani recupera punti su una delle due, in questo momento Milan e Roma sono un po' indietro. Vincere non è mai facile perché ne vince solo una mica dieci. In Champions ci servirà anche un po' di fortuna. Basta vedere contro il Valencia, nessuno si immaginava il rosso a Ronaldo e lì potevi anche perderla. E perdendo sarebbe cambiato tutto. Bisogna fare un passo alla volta e viaggiare alla velocità di crociera". Lei e Ancelotti siete esponenti della scuola dei "gestori di campioni"?
"Gestore non lo so. Ognuno fa l'allenatore come meglio crede, poi bisogna cercare di vincere. Credo che Ancelotti abbia vinto poco, io meno, i ragazzi mi hanno regalato qualche trofeo. Siamo simili nel modo di affrontare le cose, veniamo dalla stessa scuola e in tal senso faccio l'in bocca al lupo a Berlusconi e Galliani che domani torneranno nel calcio. Non potevano starne lontani e magari tra due anni ce li troviamo contro. Si dicono tante cose, ma resta scritto quello che vince. Stamattina guardavo il palmarés di Ancelotti e a un certo punto ho smesso perché ha vinto troppo. Che si fermasse un attimino..."
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Che rapporto ha con Ancelotti?
"Non è che ci frequentiamo, però è una persona che trasmette serenità. Il modo in cui si approccia, parla, rende le cose molto semplici e lo dimostrano gli anni di carriera che ha fatto. Chi vince qualcosa ha, il calcio è fatto di tante sfaccettature, ma quello che è importante è entrare nella testa dei giocatori. Bisogna metterli nel loro posto, farli giocare insieme. Poi contano gli schemi e quelle robe lì. Ripeto, però, per vincere ci vogliono i grandi giocatori, altrimenti non vinci. E già è difficile vincere con i grandi giocatori perché ci sono tante squadre. Io faccio l'esempio: quando iniziano a correre i 100 metri migliorare il proprio tempo da 13 secondi a 10 si fa veloce, ma poi quando si lotta per scendere sotto i 10 secondi la difficoltà è enorme. E in questi dettagli Ancelotti è un professore". Com'è cambiato il Napoli rispetto allo scorso anno?
"Domani si affrontano due squadre che negli ultimi anni hanno lottato per il campionato. Poi che il Napoli stia cambiando nella gestione delle partite è un fatto. Ha preso solo un gol e ne ha fatti sette nelle ultime partite, subisce meno tiri in porta, è ritornata a essere la squadra degli ultimi anni. Nelle ultime otto di campionato ne ha perso solo una. Ha un ruolino di marcia importante e giocatori importanti che si conoscono tra di loro. Carlo ha avuto l'intelligenza di non distruggere quanto fatto da Sarri ma ha aggiunto la sua mentalità. Anche dopo che hanno perso a Genova ha fatto una conferenza stampa da grande allenatore". Mandzukic giocherà domani?
"Domani dovremmo essere 17, visto che ritorna Kean. De Sciglio e Khedira dovrebbero rientrare per ultimi e speriamo che Douglas Costa recuperi per martedì. Domani giocano Szczesny, Chiellini, Bonucci, Alex Sandro, Pjanic, Matuidi e Ronaldo". Possibile vedere insieme Bernardeschi, Ronaldo, Dybala e Mandzukic?
"È possibile. Dipende dai momenti. In questo momento la squadra sta crescendo, sta trovando il suo equilibrio perché c'è più conoscenza tra i giocatori. Domani è una partita, come tutte le altre, in cui i cambi saranno fondamentali. Purtroppo dovrà rununciare a qualche giocatore, ma ne abbiamo 16 quindi bastano e avanzano". Più facile o più difficile preparare la partita contro Ancelotti?
"Domani per noi conta il giusto, conta la partita. Non conta la classifica. Per loro è normale che conta più la classifica. A livello mentale bisogna essere sereni, però bisogna fare una partita fisica, da Juventus. Una partita tosta, perché è bella da giocare". Come sta Ronaldo? Contento della decisione della Uefa?
"Sono contento perché lo avremo a Manchester. Ronaldo sta facendo bene, contro il Bolgona ha fatto una buona partita giocando per la squadra come la squadra gioca per lui. E nei passaggi, negli smarcamenti, bisogna migliorare noi per trovarlo. Questo però fa parte della conoscenza e della crescita. Saremo insieme da 30 giorni, abbiamo tutto il tempo davanti a noi per migliorare nella fase di palleggio e mercoledì la squadra ha palleggiato molto bene. È andata bene nell'occupare gli spazi, ma poi bisogna migliorare nel trovarlo, nella velocità con cui trovarlo". Avete la possibilità di trovarvi a più sei sulla seconda a settembre. C'è il rischio di mollare un po' in campionato?
"Non bisogna pensare ai punti o a cosa succederà. Dobbiamo pensare a fare una bella partita, perché domani non si deciderà niente. Noi dobbiamo fare un tot di vittorie, al momento i ragazzi sono stati bravi, domani dovranno essere bravissimi". La Juve ha più del doppio del monte ingaggi del Napoli, per essere la sfida tra prima e seconda si può dire che è squilibrata?
"No, per niente. Le partite vanno giocate altrimenti il campionato non si farebbe. Real e Barça l'altro giorno hanno perso contro squadre che hanno non la metà, ma venti volte meno. Il Napoli è una realtà del calcio italiano e c'è da fare i complimenti a chi l'ha costruita. La Juventus però ha vinto sette scudetti, quattro coppa Italia, due finali di Champions. Vincere non è facile e bisogna mantenere l'attenzione alta. Io sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto in questi quattro anni, in primis la società perché se non hai una società forte fai fatica e poi i giocatori e soprattutto gli uomini. Poche società hanno questa continuità. Quello infatti è rimasto scritto, ma bisogna scrivere ancora. Bisogna correre, crederci e sono le motivazioni che fanno la differenza perché altrimenti non dai il 100%. Alla Juve c'è una grande rosa in cui tutti per giocare devono pedalare se no c'è quell'altro che ti ruba il posto. In campo sono tutti amici, in settimana tutti nemici che lottano per un posto da titolare. Anche se con le tante partite che abbiamo alla fine della stagione giocheranno tutti".