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Juventus, Chiellini: ''Il Torino mi è simpatico, tranne che nel derby''

Giorgio Chiellini (reuters)
Il difensore verso la stracittadina di sabato con i granata: ''Sono cresciuti tanto, hanno fisicità e sono bravi nelle ripartenze: con Mazzarri c'è stato un salto di qualità importante, possono mirare all'Europa e quindi metterci in difficoltà"
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TORINO - "La Juventus si è saputa rinnovare tanto e in poco tempo, negli uomini e nello stile di gioco". Cambia la Vecchia Signora, passano i giocatori ma non Giorgio Chiellini, intervistato da Dazn nella settimana che porta al derby della Mole e che sarà trasmesso sabato sera proprio dall'emittente in streaming. "Il Torino è cresciuto tanto - ha raccontato il capitano della Juventus -, ha fisicità e sono bravi nelle ripartenze: con Mazzarri hanno fatto un salto di qualità importante, possono mirare all'Europa e quindi metterci in difficoltà". La scorsa stagione fu proprio Chiellini a presentare il derby, parlando del Torino come una squadra in grado di lottare per la Champions League: un ricordo che, visto il risultato della partita e anche della stagione, non farà felici i tifosi granata: "È una squadra che mi sta simpatica, a parte quei 180 minuti in cui siamo rivali - ha sorpreso tutti Chiellini -. Cristiano ha già capito che due partite non sono come le altre: quella contro l'Inter e quella col Toro". 

IL CONTRO-BOMBER - Difficile diventare un idolo quando il tuo ruolo è distruggere la fantasia e le opere d'altre degli attaccanti, anticipare i problemi prevenendoli e non risolvendoli: una lunga carriera quella di Chiellini, un barolo che con il tempo si sta affinando, reso ancora più strutturato dai grandi attaccanti incrociati sul suo cammino: "Icardi secondo me nell'area di rigore è il secondo attaccante più forte che ho marcato, ti disintegra mentalmente e richiede grande concentrazione. Il secondo perché il primo, per fortuna, gioca insieme a me quest'anno". 
Chiellini rappresenta l'ultimo grande difensore del calcio italiano prima di un buco generazionale, tappato solo negli ultimi anni: "Il calcio si sta evolvendo, ma sarebbe bello mantenere quella cultura italiana che ci ha permesso di raggiungere grandi traguardi. Se guardo indietro penso a Cannavaro, Nesta, Baresi, Maldini, per poi andare a Gentile, Scirea, insomma la storia del calcio italiano l'hanno fatta non solo loro ma sicuramente dei grandi difensori". 

LA CRESCITA BIANCONERA - Sette scudetti consecutivi sono la testimonianza del ciclo bianconero, nato da Conte e proseguito nelle mani di Allegri: "Nei sei anni passati abbiamo sempre lavorare per metterci in discussione e passo dopo passo crescere e migliorare in quei difetti che abbiamo e ancora oggi tutt'ora abbiamo dei margini di miglioramento. La cosa bella è che questa squadra si è saputa rinnovare tanto. Difetti? Ne abbiamo, quel pareggio con il Genoa sono due punti regalati: non possiamo permetterci di regalare due punti e poi siamo arrivati troppe volte con 1-0 vicino alla fine e con il Manchester l'abbiamo pagato con gli interessi". 
 
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