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Juventus, Allegri: ''Ma quale crisi, abbiamo solo toppato una partita''

Massimiliano Allegri (agf)
Il tecnico respinge le critiche dopo la sconfitta con l'Atalanta e l'eliminazione dalla coppa Italia: ''Mettiamo da parte quello che è stato e impegniamoci per finire bene la stagione, portando a casa lo scudetto e cercando di vincere la Champions"
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TORINO - La prima buona notizia per Allegri, principalmente in chiave Champions League, arriva da Giorgio Chiellini, out per "10 o 15 giorni": il capitano salterà le sfide di domani con il Parma e la trasferta con il Sassuolo, ma a Madrid dovrebbe essere al centro della difesa bianconera. Nonostante il ko di Bergamo che è valso l'eliminazione dalla Coppa Italia, Allegri non perde il suo buonumore, trasformandolo a tratti in sarcasmo anche per rispondere alle critiche piovutegli addosso: "Ci scusiamo con tutti, non avremmo dovuto perdere neanche a Bergamo. Eppure neanche il Real, che ha vinto quattro Champions, vince sempre". In ogni caso la Juve proverà già da domani a tornare alla vittoria, potendo contare nuovamente su Mandzukic, "che giocherà in attacco a fianco di Ronaldo", e schierando Caceres dal primo minuto. La differenza la fanno gli episodi: "se Immobile avesse segnato il 2-0 domenica all'Olimpico, magari avremmo perso e forse avremmo vinto con l'Atalanta, che invece il secondo gol l'ha fatto". La sconfitta nella partita secca dell'Atleti Azzurri d'Italia pone alcuni dilemmi in vista della Champions, rispediti immediatamente al mittente: "Non è che se arriva Ronaldo vinci la Champions: non è facile, non è la Playstation. La Champions bisogna provare a vincerla come abbiamo fatto gli anni precedenti".
 
Massimiliano Allegri, notizie su Chiellini? 
"Chiellini non ha niente di grave, ma ci vorranno dieci o quindici giorni prima che sia a posto. Domani non c'è, difficilmente ci sarà col Sassuolo, poi vedremo l'evolversi della situazione".
Ci dice qualcosa sul Parma, una delle rivelazioni di questo campionato? Torna Mandzukic?
"Domani davanti rientra Mandzukic e devo decidere chi mettergli accanto oltre a Ronaldo. Uno tra Dybala, Bernardeschi e Douglas Costa. C'è bisogno che qualcuno rifiati perché abbiamo speso tanto e c'è gente fresca che può dare un contributo importante ora che c'è grande bisogno. Al Parma devo fare i complimenti perché sta facendo un campionato importante. Complimenti a D'Aversa per quanto fatto a livello di organizzazione e di risultati, nelle ultime trasferte ha ottenuto ottimi risultati e davanti ha Inglese, Gervinho, Biabiany, gente con tecnica e velocità. Domani ci vorrà la partita giusta per riprendere il cammino".
Giocherà Caceres vista l'assenza di Chiellini e Bonucci?
"Caceres è un giocatore affidabile e domani gioca in coppia con Rugani".
A centrocampo chi gioca?
"Pjanic è pronto. Gli interni vediamo, può giocare Bernardeschi da mezz'ala sinistra, Khedira o Bentancur da mezz'ala destra, l'importante è riprendere nel migliore dei modi dopo la sconfitta di Bergamo perché servono ancora tante vittorie per arrivare al raggiungimento dell'obiettivo scudetto".
A Bergamo i tiri in porta sono stati meno del solito, avete analizzato questo aspetto e il ritorno di Mandzukic può aiutare?
"Abbiamo tirato poco così come contro la Lazio. Quando non hai Mandzukic ti manca il centravanti che occupa l'area. L'avevamo sostituito bene con gli altri vincendo le partite, poi il calcio è molto più semplice di quanto si faccia intendere. Noi abbiamo vinto a Roma con la Lazio e la stessa partita l'abbiamo persa a Bergamo. A Roma, se Immobile avesse fatto il 2-0 avremmo perso e magari vinto a Bergamo. A Bergamo il contrario. Non c'è crisi, abbiamo perso una partita che si è incastrata male. A Roma abbiamo sbagliato 50 palloni e a Bergamo uguale. Vuol dire che c'è stata meno precisione. Poi a Roma c'è andata bene perché non abbiamo subito il 2-0".
Spinazzola come sta? In porta giocherà Perin?
"Ci sono buone possiblità che giochi Spinazzola. E Perin giocherà come avevo detto".
In questi giorni che sensazioni ha avuto dalla squadra a livello mentale e fisico?
"La squadra oggi ha fatto un buon allenamento, ma l'avevamo fatto anche prima di Bergamo. Nell'arco di un'annata ci sta di toppare una partita. Succede spesso, anche l'anno scorso, e nelle partite di Coppa Italia avevamo avuto l'occasione di rimediare, quest'anno invece ci si è incastrata così. Vincere è sempre molto difficile, qui invece se perdi una partita c'è un'analisi di critica, ma la squadra, finora, ha fatto un po' di punti in campionato, ha passato il turno, poi siamo stati eliminati purtroppo dall'Atalanta che ha fatto una bella partita".
Dybala domani potrebbe riposare? E lui potrebbe essere la chiave per far svoltare l'attacco?
"Dybala ha giocato tantissime partite. Credo che insieme a Bonucci sia quello che ha giocato più di tutti. Per quanto riguarda la sua posizione in campo, a Bergamo e a Roma con la Lazio in assenza di Mandzukic ha giocato nella stessa posizione. È questione di caratteristiche di chi gli gioca a campo. Le formazioni sono questione di caratteristiche, ci vuole una prima punta e una seconda punta. Noi come caratteristiche abbiamo Ronaldo, Mandzukic e Dybala che hanno altre caratteristiche. Normale che se davanti c'è Mandzukic, Dybala ha più occasioni. Senza l'uomo che gioca laggiù, facciamo difficoltà. Anche a Bergamo ha fatto una grande partita, poi è normale che l'anno scorso aveva abituato tutti a tanti gol, ma non c'era Ronaldo. A calcio ci vuole uno stopper e un libero, un terzino destro e uno sinistro, uno più bravo a spingere e uno a difendere, poi ci vuole un attaccante che giochi dentro l'area e uno che giri intorno e ne abbiamo pure un altro che gira intorno. E a metà campo uguale. Non possono esserci né tre Pjanic, né tre Matuidi, quindi bisogna un po' mischiarli. Ed è questione di caratteristiche che i giocatori sfruttano in base a chi hanno vicino".
Molti tifosi sui social l'hanno criticata. Cosa pensa delle critiche?
"La Juventus negli ultimi sette anni ha vinto sette scudetti poi negli ultimi quattro abbiamo giocato due finali di Champions. Quando sono arrivato io c'era preoccupazione per non battere il Malmo e io invece credevo di poter vincere la Champions con quella squadra. In Europa ci sono 7-8 squadre che possono giocare le semifinali, però in semifinale possono giocare solo 4 e in finale solo 2. Dobbiamo fare bene e portare a casa il campionato, la Champions bisogna provare a vincerla come abbiamo fatto gli anni precedenti. Poi la Champions è cresciuta, perché ora ci sono più squadre, che si sono attrezzate per vincere la Champions. Poi non è che arriva Ronaldo e vinci la Champions. Non è facile, non è la playstation. Ci sono miriadi di variabili, noi bisogna lavorare, organizzarci e arrivare in fondo a tutti gli obiettivi per cui siamo partiti. Poi quello che è stato fatto rimane, noi ora bisogna fare il più possibile. Se abbiamo perso a Bergamo ci scusiamo con tuttti perché non dovevamo perdere nemmeno lì. A parte che è una legge di numeri, però capisco che la gente pensi che la Juve debba vincere sempre. Neanche il Real che ha vinto quattro Champions vince sempre, ha vinto una Liga negli ultimi sei anni. Non è che non capisco niente, sono numeri".
Secondo lei i giocatori hanno capito il momento?
"Può essere. Se noi veniamo eliminati dall'Atletico, che negli ultimi anni ha giocato le stesse finali nostre, quindi è di pari livello, è normale che le critiche vanno prese. Io quando sento parlare di bel gioco, quello e quell'altro, poi perdi una partita e com'è la storia? A me hanno sempre insegnato di stare zitto e ascoltare e io sto zitto e ascolto. Poi dopo c'è un problema. Giocare bene a calcio è semplice, c'è però differenza con vincere e coniugare le due cose. E ci vuole equilibrio. Tra giocare bene e vincere, sembra vicino, ma non sei vicino, sei lontano. È come fare nei 100 metri 10 e 9.99, dici sei vicino. Invece no, perché 10 lo fanno tanti, 9.99 lo fa uno. Quindi c'è una bella differenza, ecco perché bisogna mettere da parte quello che abbiamo fatto e lavorare per ottenere i risultati che vogliamo. Un trofeo l'abbiamo vinto, ora bisogna vincere l'altro, ma ci sono anche altre squadre".
Senza colpevolizzare il giocatore, Cancelo era stato determinante contro la Lazio e tre giorni dopo ha avuto disattenzioni clamorose. Come se lo spiega?
"Anche lì, stamattina a Joao ho parlato di questo. Lui ha le qualità per diventare il numero uno al mondo in quel ruolo. La fase difensiva l'ha migliorata, ma deve migliorare la gestione della palla perché il campo non è tutto uguale. Poi ci è andata male perché lì abbiamo preso gol, però poi si va a Jeddah, vinciamo la partita e Joao viene esaltato per la bella prestazione, ma in quella prova Joao fa tre errori uguali a quelli di Bergamo. Il problema è che a Jeddah non sono stati messi in evidenza".
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