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Juventus, Sarri e l'abbondanza da gestire: due ostacoli verso la perfezione

I giocatori della Juve festeggiano Ronaldo dopo il gol alla Fiorentina (agf)
Il tecnico deve far ruotare tutti gli attaccanti a disposizione e deve gestire reazioni non sempre appropriate
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Tre punti conquistati, altrettanti di vantaggio mantenuti sull'Inter, ma anche tante polemiche, in campo e fuori. La domenica della Juventus è stata un concentrato di gioie e tensione: le parole di Commisso, la risposta di Nedved, ma anche la reazione di Higuain al cambio, ennesimo capitolo di una convivenza nell'attacco bianconero dai labili equilibri. "Contro la Fiorentina avevo bisogno di Douglas Costa per allargare il campo - ha spiegato Sarri a fine partita -, ma se lasci fuori Dybala vai a letto bestemmiando perché è una cosa pesante, abbiamo tante soluzioni offensive ma difficili da mettere insieme per i tanti giocatori che abbiamo". Difficile come accettare la panchina o un cambio, specialità che ha visto l'ennesimo capitolo al 22' del secondo tempo, quando Dybala è entrato al posto di Higuain: smorfie inequivocabili da parte del Pipita, necessarie per ingoiare l'amarezza della sostituzione ma anche per assimilare una partita in cui il centravanti argentino non ha brillato pur risultando l'autore dell'unica conclusione pericolosa verso la porta di Dragowski, neutralizzata da una provvidenziale parata del portiere polacco.

Abbondanza in attacco

Un periodo resto ancora più complicato dalla mancanza di impegni ravvicinati, parentesi che terminerà fra 10 giorni quando tra la Coppa Italia e la Champions i match ravvicinati non mancheranno. L'intoccabile Ronaldo, Dybala, Higuain, il rientrante Douglas Costa, il gallese Ramsey: abbondanza che non può che fare felice il tecnico, ma che necessariamente lo pone di fronte a due ostacoli nel raggiungimento della perfezione, dal punto di vista tecnico e da quello emotivo. Il primo è la necessità di far ruotare tutti gli attaccanti a disposizione, che da un lato rende imprevedibile la Juventus e dall'altro mina il percorso verso la creazione di ingranaggi perfetti. Senza dimenticare le reazioni di purosangue come Higuain, Dybala e prima ancora Cristiano Ronaldo: a novembre, quando venne sostituito due volte, CR7 non la prese benissimo. Un filone in cui si sono inseriti prima Dybala, che non ha mai nascosto la sua delusione quando la lavagna luminosa ha segnalato il numero 10 mettendo fine alla sua partita, quindi Higuain.

In attesa del bel gioco

La Juventus si gode il primo posto, inseguita a una partita di distanza da Inter e Lazio, ma resta in attesa del bel gioco. Anche contro la Fiorentina, nonostante il risultato, i bianconeri non hanno brillato, rischiando più volte di capitolare e regolando la resistenza dei viola con due rigori, il secondo dei quali ha scatenato le polemiche dei fiorentini, e con il terzo gol segnato da De Ligt. "Dobbiamo pensare che abbiamo cambiato interamente lo staff tecnico - la tesi difensiva del vicepresidente bianconero, Pavel  Nedved -. I tifosi vogliono tutto e subito ma non è semplice: Sarri ha bisogno di tempo, credo che la squadra stia migliorando ma non si può ottenere tutto in fretta. Ronaldo? Si parla sempre troppo presto - ha concluso Nedved riferendosi al periodo di crisi vissuto in autunno da CR7 -. Abbiamo programmato la stagione per essere al massimo della condizione nel momento clou e molti stanno arrivando al massimo della forma. Adesso giocheremo le partite chiave e vedremo come andrà".
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