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Juventus, Sarri insiste per Jorginho: ma la prima scelta resta Arthur

Arthur 
Il brasiliano del Barcellona, primo nome sulla lista di Paratici, ha ribadito il desiderio di non lasciare la Spagna. Il tecnico spinge per avere in bianconero il regista del Chelsea, l'unica certezza è che Pjanic andrà via
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TORINO - La maxioperazione di mercato imbastita da Juventus e Barcellona si è improvvisamente arenata, anche se non si può dire che sia saltata: diciamo che è in stand-by, e dopotutto i tempi per riannodare i fili non mancano, visto che ancora neanche si sa quando il calciomercato riaprirà. Ma tra Torino e la Catalogna c'è un problema serio: il brasiliano Arthur, individuato da Sarri come essenziale rinforzo per il centrocampo, non ha nessuna intenzione di muoversi dalla Spagna. Un paio di settimane fa aveva già rilasciato una dichiarazione in tal senso ("Il mio unico desiderio è quello di restare al Barcellona"), ma sembrava soltanto una di quelle cose che si dicono per non scontentare i tifosi a stagione in corso. Il brasiliano, invece, ha poi ribadito con fermezza il concetto anche ai due club coinvolti: non mettetemi di mezzo in questa trattativa, perché la mia volontà è irremovibile.

Operazione da 75 milioni

A questo punto, Juventus e Barcellona si sono presi una pausa: accanirsi su Arthur per provare a piegarlo, in questo momento sarebbe solo controproducente. Eppure i due club avevano ormai trovato l'accordo su questa maxi-operazione da 75 e più milioni: soldi virtuali, è vero, ma plusvalenze balsamiche per due bilanci in sofferenza. L'accordo prevede il passaggio di Pjanic e De Sciglio al Barcellona in cambio di Arthur, anche se questi tre nomi potrebbero essere solamente l'architrave di uno baratto ancora più vasto (e quindi di plusvalenze ancora più gonfie) che potrebbe coinvolgere anche Todibo (blaugrana in prestito allo Schalke), Romero (bianconero in prestito al Genoa), Semedo, Bernardeschi, Rakitic (però non gradito alla Juve) e magari persino giocatori delle rispettive squadre B, come è già successo a gennaio con lo scambio tra Matheus Pereira e Marques, valutati attorno agli 8 milioni di euro.

Pjanic andrà via

La maxi operazione racchiude necessità economiche, certo, ma alla base c'è un'esigenza tecnica precisa e, nel caso della Juve, due necessità che combaciano: una è la fine dell'era Pjanic, che ha rotto un po' con tutti (compagni, società e allenatore) e cambierà aria in ogni caso, l'altra è la volontà di Sarri di innalzare il livello tecnico del centrocampo, attualmente non elevatissimo, con un palleggiatore particolarmente adatto alle due idee tattiche. Arthur è una mezzala, ma se non arrivasse un regista (Sarri sta insistendo per Jorginho), sarebbe lui a posizionarsi sul vertice basso del triangolo di mezzo. Di sicuro, l'allenatore avrà più voce in capitolo sul futuro della Juve di quanta ne abbia avuta nell'estate passata, quando le sue indicazioni erano rimaste inascoltate e nessuna delle sue richieste soddisfatta.

Le alternative non mancano

Il tempo per far cambiare idea ad Arthur in ogni caso non manca. Non si sa quando (e se) finirà la stagione in corso, figurarsi quando aprirà il mercato: probabilmente non prima di Ferragosto. Ci sono dunque ancora mesi per lavorare sulla volontà del brasiliano, ma in ogni caso alla Juve non mancano le alternative, visto che Pjanic è richiestissimo anche dal Psg (la moneta di scambio potrebbe essere Parades, e poi c'è sempre quella vecchia storia con Icardi) e ha mercato sia in Germania sia in Inghilterra. Tra l'altro, il bosniaco parla perfettamente sia il tedesco sia l'inglese, oltre al francese. Il piano B della Juve è di cedere Pjanic per soldi, con i quali finanziare l'assalto a Jorginho. Ma Arthur era e resta la priorità.
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