Juve al lavoro, l'obiettivo è riaprire lo stadio dal 10 luglio
di DOMENICO MARCHESELe riunioni si susseguono alla Continassa, anche se le certezze restano impalpabili. Il calcio italiano non vuole farsi trovare impreparato nel caso in cui il desiderio del presidente Gravina diventasse realtà. Gli accessi sarebbero contingentati per garantire il distanziamento e la sicurezza
Novantasei giorni dopo l'ultima apparizione, il calcio torna protagonista all'Allianz Stadium. Riprende a rotolare il pallone italiano, anche se gli spalti dell'impianto torinese resteranno ancora desolatamente vuoti. La possibilità di riempire artificiosamente lo stadio, con cartonati e sagome a colmare i vuoti, è stata scartata dopo le valutazioni del caso: l'obiettivo della Juventus e del calcio italiano è un altro ed è ben più ambizioso.
La società bianconera sta infatti lavorando sottotraccia per riaprire, almeno in parte, dal 10 luglio. Lunedì si spalancheranno i cancelli di discoteche e teatri, luoghi di aggregazione ben più circoscritti e angusti rispetto a uno stadio di serie A: perché non provare a riaprire, almeno in parte, anche il calcio?
Obiettivo riapertura
Le riunioni si susseguono alla Continassa, anche se le certezze restano impalpabili. Il calcio italiano non vuole farsi trovare…
Novantasei giorni dopo l'ultima apparizione, il calcio torna protagonista all'Allianz Stadium. Riprende a rotolare il pallone italiano, anche se gli spalti dell'impianto torinese resteranno ancora desolatamente vuoti. La possibilità di riempire artificiosamente lo stadio, con cartonati e sagome a colmare i vuoti, è stata scartata dopo le valutazioni del caso: l'obiettivo della Juventus e del calcio italiano è un altro ed è ben più ambizioso.
La società bianconera sta infatti lavorando sottotraccia per riaprire, almeno in parte, dal 10 luglio. Lunedì si spalancheranno i cancelli di discoteche e teatri, luoghi di aggregazione ben più circoscritti e angusti rispetto a uno stadio di serie A: perché non provare a riaprire, almeno in parte, anche il calcio?
Obiettivo riapertura
Le riunioni si susseguono alla Continassa, anche se le certezze restano impalpabili. Il calcio italiano non vuole farsi trovare impreparato nel caso in cui il desiderio del presidente Gravina, riaprire gli stadi italiani, diventasse realtà. Gli accessi sarebbero contingentati per garantire il distanziamento e la sicurezza, ma per consentire un piccolo passo verso la normalità. L'ultimo decreto conferma la ripresa del calcio ma a porte chiuse, scenario che potrebbe cambiare con il passare delle settimane. Sarà fondamentale avere il supporto dei numeri riferiti alla diffusione dell'epidemia: ma il primo passo è stato compiuto e il secondo potrebbe essere molto vicino.
Questa sera però il passo sarà indietro rispetto all'ultima apparizione datata 8 marzo. In quel Juventus-Inter le porte chiuse avevano comunque lasciato filtrare circa 500 persone tra calciatori e tecnici, addetti ai lavori, dirigenti e giornalisti: contro il Milan il numero è sceso a 300, con un protocollo rigidissimo per tutto ciò che una volta era consuetudine. Dall'ingresso in campo differito per le squadre e i direttori di gara si passerà al minuto di silenzio per le vittime del Covid 19.