Ronaldo e i rigori, un connubio di gioie ed errori
di DOMENICO MARCHESE
Cristiano Ronaldo (reuters)
Quello contro il Milan è stato il secondo penalty fallito da CR7 nei suoi due anni in Italia, anche questo ininfluente. Il bilancio finora parla di 121 trasformazioni su 144 tiri dal dischetto
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La qualificazione della Juventus alla finale di Coppa Italia ha trasformato l'errore dal dischetto di Ronaldo in un capitolo ininfluente nel doppio confronto. Quello segnato nel recupero dell'andata ha pesato più del secondo rigore fallito dall'attaccante portoghese nei suoi due anni in Italia. Il primo a respingere i suoi potenti tiri dal dischetto è stato Sorrentino il 21 gennaio 2019 nel 3-0 rifilato al Chievo: anche in quel caso un passaggio a vuoto risultato poi ininfluente.
Il rapporto di CR7 con il dischetto è una connubio di gioie, l'ultima delle quali proprio nella semifinale d'andata contro il Milan a San Siro, e di errori: 121 i rigori messi a segno dal portoghese in carriera, il primo dei quali è datato 2005 quando un poco più che ventenne Ronaldo infilò in Coppa di Lega la porta del West Bromwich Albion difesa dall'inglese Hoult. Un anno dopo arrivò anche il primo dei 23 penalty non realizzati nella sua vita calcistica, conto pagato dalla nazionale portoghese nel 4-2 con cui la Danimarca superò i lusitani in amichevole.
Il primo dei 14 rigori realizzati in Italia risale all'ottobre del 2018, contro l'Empoli, quando infilò la porta di Provedel pareggiando il vantaggio di Caputo e dando il via alla rimonta conclusa sul 2-1. Reti dal dischetto che spesso hanno avuto un peso in termini di punti: sei le vittorie conquistate grazie alle sue trasformazioni, a cui va aggiunto un pareggio ma soprattutto il gol del 3-0 con cui il 12 marzo 2019 i bianconeri portarono a termine la rimonta in Champions League contro l'Atletico Madrid.
Se quelli segnati rientrano nell'enorme calderone dei gol e delle esultanze di CR7, quelli sbagliati sono il vero cruccio per il campione portoghese della Juventus. Spesso le sue esecuzioni, potenti e angolate, rendono vane le intuizioni dei portieri, come dimostra la percentuale realizzativa superiore all'85%. Una continua ricerca del tiro perfetto, imprendibile: contro il Milan la ricerca della perfezione si è scontrata contro il palo e contro i 200 centimetri di Donnarumma.