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Juventus, Sarri cerca risposte alla crisi: il tempo c'è ma non va sprecato

Maurizio Sarri (agf)
La finale di coppa Italia persa contro il Napoli ha fatto finire il tecnico sul banco degli accusati. Lunedì contro il Bologna, nella sfida che segnerà la ripartenza bianconera in campionato, servono segnali importanti. Ma i ko di Alex Sandro e Khedira non aiutano
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La storia del calcio consiglia prudenza e calma nell'emettere sentenze, soprattutto a stagione in corso. Nonostante ciò la seconda finale persa dalla Juventus di Sarri ha fatto franare il terreno sotto i piedi dell'allenatore, arrivato per ristrutturare l'idea di calcio in bianconero ma che, fino a oggi, è solo riuscito a far rivalutare la filosofia di Allegri agli occhi dei tifosi. Il mondo bianconero è disorientato di fronte al secondo trofeo sfuggito di mano in stagione, figlio di due prestazioni piatte contro Lazio e Napoli: due avversari indigesti per la Juventus, che in cinque partite ha collezionato una sola vittoria alla seconda giornata di campionato, quando Koulibaly in pieno recupero trafisse Meret vanificando la rimonta dei partenopei. 

La posizione di Sarri

Il principale accusato è, come sempre, l'allenatore, dogma indeclinabile nel calcio contemporaneo. Inutile cercare di contestualizzare il momento: anche se gli obiettivi principali, scudetto e Champions, restano a portata di mano, con la Juventus in corsa su entrambi i fronti, il processo al tecnico è in corso. A tre giorni dalla ripresa del campionato, con l'insidiosa trasferta di Bologna, i problemi non mancano: la condizione non uniforme e i problemi fisici di Alex Sandro e Khedira emersi a cavallo della finale con il Napoli preoccupano non poco. Il brasiliano lascerà un buco sulla corsia sinistra per circa 20 giorni, necessari per recuperare dalla lesione di primo grado del legamento collaterale mediale: una brutta tegola che mette in luce difetti strutturali, come la mancanza di un'alternativa a sinistra. Mentre i tempi di recupero di Khedira sono ancora incerti e si dovranno attendere ulteriori esami per pianificare il rientro del tedesco, anche se la lesione parziale del tendine del muscolo lungo adduttore della coscia destra rischia di tenerlo lontano dai campi a lungo. 

Zero gol

Nelle ultime due partite, le prime dopo il lockdown, è emersa la difficoltà sotto porta della Juventus: sia contro il Milan, nonostante la superiorità numerica e il rigore tirato da Ronaldo, sia contro il Napoli la squadra di Sarri non è riuscita a superare l'accorta difesa avversaria. Muri eretti contro cui l'attacco bianconero, privo di Higuain per infortunio, si è dimostrato improduttivo e sterile: Ronaldo è ancora alla ricerca della miglior condizione atletica mentre Dybala e Douglas Costa non hanno ancora la brillantezza necessaria per saltare l'uomo e rendersi pericolosi. Un problema acuito anche dalle difficoltà della mediana bianconera: Pjanic è ancora l'ombra di sé, Bentancur è uomo di quantità più che di qualità, Ramsey è lontano dal calciatore in ripresa visto prima dello stop. L'assenza di Khedira, il miglior centrocampista per inserimenti offensivi, complicherà ulteriormente i piani: fra tre giorni la Juventus di Sarri dovrà dimostrare di aver metabolizzato la sconfitta e di aver trovato, almeno in parte, le risposte alla crisi. Per salvare la stagione e la panchina dell'allenatore: il tempo non manca ma non va sprecato.
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