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Juventus, Ronaldo stakanovista con il fiatone: ora Sarri dovrà preservarlo

Cristiano Ronaldo (reuters)
Ha voluto giocare per cercare l'ultimo assalto alla classifica dei capocannonieri. Il portoghese però è sembrato stanco e, ora che Immobile non è più raggiungibile, probabile che il tecnico lo faccia rifiatare nella gara contro la Roma
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TORINO - Quello che passa il convento è questo: la Juve di Cagliari è stata in linea con le ultime e non è nemmeno riuscita a dare una mano a Ronaldo nella caccia a Immobile, ormai quasi vana: per il secondo anno consecutivo il sommo Cristiano dovrà mettersi in coda a un bomber italiano (un anno fa fu Quagliarella). Ieri l'unico scopo era farlo segnare e lui ha tirato sempre (10 volte, 2 in porta), ha sprecato due punizioni centrando la barriera e nella ripresa ha dato l'impressione di crollare fisicamente. Ha bisogno di una pausa.
Il Cagliari ha maramaldeggiato sulla Juve sgonfia dopo la festicciola di domenica: uno pensa che sia normale che capiti, eppure in questi nove tirannici anni non era mai capitato, perché nella partita successiva alla matematica dello scudetto i bianconeri non si erano mai abbandonati così mollemente alla sconfitta: sette volte hanno vinto (in un'occasione, in Champions col Real) e una sola pareggiato (a San Siro con l'Inter), a conferma che questa squadra, delle nove che hanno mietuto titoli, è senz'altro la meno famelica, la meno onnivora, la più vulnerabile sul piano caratteriale.
A Cagliari non aveva motivazioni, questo è evidente, ma neppure ha saputo trovarne. Neanche il bisogno di gol di Ronaldo l'ha smossa (e per la verità, non ha smosso nemmeno lui). È chiaro che il pensiero è già tutto alla settimana prossima, alla dirimente sfida di Champions con il Lione e che non era certo questa l'occasione per fare verifiche, né tantomeno esperimenti. Sarri ha buttato nella mischia qualche ragazzo, ha fatto debuttare da titolare Muratore, quello già venduto all'Atalanta per 7 milioni, e partita in corso Zanimacchia e Peeters (Olivieri aveva invece già esordito), ma sono gli adulti che hanno preso questa trasferta come un fastidio e niente più, incasellando la terza sconfitta nelle ultime sei partite: ora la classifica dice che la differenza con Inter e Atalanta è stata solo nei confronti diretti. È stato invece il ragazzo del Cagliari, il ventenne Gagliano, sardo di Alghero, a fare di questa serata un ricordo indimenticabile: il suo gol dopo 8', segnato con un riflesso molto più pronto di quello di Rugani e festeggiato alzando i ditini alla Messi, ha messo ai rossoblù molta voglia di fare bella figura. L'hanno fatta. Il raddoppio di Simeone è stato particolarmente bello: un destro sudamericano, cioè improvviso e imprevedibile nella traiettoria, che ha demoralizzato Buffon. Sarri, diffidato, è stato ammonito e salterà la festa scudetto. La Juve le occasioni migliori le ha avute con Higuain, il più vivo, e con Zanimacchia (splendido il suo destro da lontano nel finale) e mai con Ronaldo, il più sfatto: ma lo convinceranno a tirare il fiato almeno sabato con la Roma, adesso che sa che Immobile non lo prenderà?

 
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