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Dal più anziano ad uno dei più giovani: la Juve cambia rotta, e non è la prima volta

Andrea Pirlo (agf)
Più volte, nei suoi 123 anni di storia, il club bianconero ha lanciato tecnici in età verde, con alterne fortune
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Dal più anziano a uno dei più giovani. La Juventus cambia rotta e, dopo aver permesso a Maurizio Sarri di diventare l'allenatore più in là con gli anni a vincere lo scudetto (61 anni e sei mesi, battuto il primato di Liedholm che durava dal 1983), affida la panchina ad Andrea Pirlo, 41 anni e due mesi. Il Maestro è alla primissima esperienza da allenatore: non ha fatto nemmeno in tempo a prendere le misure della panchina dell'Under 23 bianconera che subito è stato promosso in prima squadra, in conseguenza della brutta eliminazione agli ottavi di Champions per mano del Lione che è costata il posto a Sarri. Nei suoi 123 anni di storia, la Juventus ha più volte lanciato giovani allenatori, con alterne fortune.

Il triste primato di Armando Picchi

Il primato, che potrebbe resistere a lungo dato che le carriere dei calciatori vanno allungandosi sempre di più, spetta ad Armando Picchi. Colonna della Grande Inter, costretto al ritiro dopo la frattura del bacino agli Europei 1968, dopo due stagioni tra Varese e Livorno il 35enne ex libero venne chiamato da Giampiero Boniperti per aprire un nuovo ciclo con una Juventus profondamente rinnovata sul mercato, con gli arrivi tra gli altri di Bettega, Capello e Causio. Ma nel corso della stagione Picchi dovette lasciare la panchina per cercare un rimedio a un dolore alla schiena che lo tormentava e che alla fine si rivelò un tumore incurabile che se lo portò via a nemmeno 36 anni.

I 37 anni di Trapattoni

Molto giovane (37 anni) era anche l'ungherese Jeno Karoly quando, nel 1923, diventò il primo allenatore della Juventus propriamente detto. Fino ad allora, infatti, era consuetudine che le squadre fossero autogestite dai giocatori stessi, con delle figure che spiccavano per personalità e svolgevano anche la mansione di trainer. E al momento della firma come allenatori della Juventus avevano 37 anni anche Sandro Puppo (che nel 1955 guidò la cosiddetta "Juve dei puppanti", formata da tantissimi giovani del vivaio), Carlo Parola (che nel 1959-60 vinse lo scudetto al primo colpo) e Didier Deschamps, che riportò la Juventus in Serie A dopo la retrocessione per il processo Calciopoli. Ma soprattutto, nel maggio 1976 un 37enne Giovanni Trapattoni veniva convocato da Boniperti per diventare l'allenatore della Juventus. Su quella panchina sarebbe rimasto per un decennio, conquistando tra le altre cose sei scudetti, la seconda stella e la prima Coppa Campioni bianconera, nella tragica notte dell'Heysel.

Carcano e Carver

Un altro personaggio rimasto nella storia per i suoi successi in panchina è Carlo Carcano, che a 39 anni assunse la guida della Juventus e fu protagonista per quattro dei cinque anni del quinquennio d'oro 1930-35. Non completò il ciclo perché venne licenziato da Edoardo Agnelli per le sue tendenze omosessuali, motivo di non poco imbarazzo nell'Italia fascista. Dopo quell'epoca di fasti, la Juventus dovette aspettare ben 15 anni per tornare a vincere lo scudetto: a riportare i bianconeri sul tetto d'Italia fu il 38enne inglese Jesse Carver. Erano under 40 al momento dell'assunzione anche i 38enni Umberto Caligaris (stroncato nel 1940 da un aneurisma alla sua seconda stagione sulla panchina del club con cui aveva già fatto la storia da calciatore), Paulo Amaral (1962) ed Heriberto Herrera (1964) e i 39enni Federico Munerati (che prese il posto di Caligaris), Gyorgy Sarosi (1951) e Carlo Ancelotti (1999).

Ora tocca a Pirlo. Il tempo dirà se Andrea Agnelli ha fatto bene a puntare tutto su di lui. I più ottimisti ricordano cosa successe nove anni fa: il presidente diede il benservito al 60enne Gigi Delneri per accogliere il 41enne Antonio Conte. Risultato: l'inizio di un ciclo ancora aperto di nove scudetti consecutivi. Al campione del mondo del 2006 l'onere di completare un decennio di dominio in Italia, ma soprattutto di riportare la Juve sul tetto d'Europa. Perché i tre allenatori in tre stagioni (Allegri, Sarri e adesso Pirlo) significano solo una cosa: ai vertici bianconeri vincere lo scudetto non basta più.
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