Juventus, senza Ronaldo occasione per Dybala. Pirlo: "Da piccolo imitavo Maradona in giardino"
di
Domenico Marchese
(ansa)
Vigilia col Benevento tra assenze (il portoghese a riposo), ritorni (Bonucci) e tristezza per la scomparsa del Diez. Il tecnico: "Diego è stato l'idolo di tutti noi ragazzi, volevo ripetere il gol che aveva segnato contro l'Inghilterra"
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TORINO - Senza Ronaldo, rimasto a Torino "per un turno di riposo concordato visto che era un po' stanco dopo tante partite", ma con il recupero di Bonucci. Pirlo prepara la trasferta di domani al Vigorito di Benevento incassando il ritorno del centrale difensivo, provvidenziale viste le assenze di Demiral e Chiellini e il ritmo serrato di appuntamenti tra campionato e Champions League. Recupero che cambierà il volto della difesa: "Alex Sandro viene da due mesi di infortunio ed è affaticato. Sarà presente e verrà con noi. Abbiamo la fortuna che rientrerà Bonucci e sarà a disposizione anche lui". La scelta di non convocare Ronaldo, naturalmente concordata e avallata dal portoghese, libera invece un posto per Dybala al fianco di Morata e asseconda la necessità dell'argentino di accumulare minuti per recuperare la miglior condizione. Contro il Benevento, in ogni caso, servirà la massima concentrazione per tornare a Torino con i tre punti: "Una gara difficile contro una squadra tosta - spiega Pirlo a Juventus Tv -. Dovremo essere concentrati sin dal primo momento, credo che loro faranno una gara importante cercando di coprire bene il campo e di ripartire in contropiede. Inzaghi è un allenatore che si è messo in discussione, ha iniziato nel Milan poi ha fatto un grande passo indietro ed è stato ammirevole andando in serie C. Con i risultati è riuscito a riconquistarsi la serie A. È un allenatore bravo e preparato e malato di calcio, quindi è uno che arriverà sicuramente".
Nella sua seconda esperienza in Serie A, il Benevento ha iniziato la stagione con un passo completamente diverso rispetto a quella precedente. Un cammino fatto di alti e bassi ma che ha comunque evidenziato la capacità dei sanniti di giocarsela con tutti: "È una squadra organizzata che si chiude bene e cerca di ripartire con i loro attaccanti. Hanno giocatori fisici e di gamba e hanno messo in difficoltà anche il Napoli dovremmo stare attenti". Uno spartito che accompagnerà spesso la Juventus, che la porterà a trovarsi di fronte a formazioni molto coperte e pronte a ripartire in contropiede: "Sarà il tema tattico di tante squadre, perché affronteranno la Juve. Noi dovremo fare meglio del match con il Ferencvaros, cercando di muovere velocemente la palla e di attaccare nello spazio". I tre punti restano l'unico obiettivo dei bianconeri, impegnati nella rincorsa alla capolista Milan: "Ci sarà grande equilibrio perché ci sono tante partite e i giocatori fanno fatica a recuperare, soprattutto quelli che giocano la Champions. Giocare ogni tre giorni non è facile, quindi devi recuperare le forze sia fisiche che mentali ed è molto difficile. Sarà un campionato equilibrato soprattutto in questo periodo".
Inevitabile tornare sulla scomparsa di Maradona, sulla morte del Pibe de oro che ha reso orfano il calcio del più grande calciatore della storia: "Maradona è stato l'idolo di tutti noi ragazzi che volevamo giocare a calcio, è stato il dio del calcio. I primi mondiali che mi ricordo sono quelli dell'86, era riuscito a vincerli con l'Argentina e mi ricordo che ero in giardino a provare il gol che aveva segnato contro l'Inghilterra, provando a scartare da solo gli uomini e provare a fare quel tipo di gol. Un ricordo indelebile di un giocatore unico che rimarrà per sempre nella storia del calcio. Ho avuto la fortuna di incontrarlo qualche volta e ho fatto anche una foto di ricordo e sono contento di averla nel mio rullino".