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Juventus, Pirlo: "Fiorentina temibile ma noi siamo in crescita, ora servono continuità e vittorie"

Andrea Pirlo
Andrea Pirlo (ansa)
Il tecnico bianconero alla vigilia della sfida dello Stadium con i viola guidati da Prandelli: "Abbiamo ancora grandi margini di migliormento". Tra i convocati torna Dybala, assente a Parma
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TORINO. L'ultimo banco di prova del 2020 per la Juventus di Pirlo sarà la Fiorentina di Prandelli. Una sfida tra due rivali storiche che vivono due momenti completamente diversi: da un lato i bianconeri reduci dalla vittoria limpida del Tardini, un 4-0 che ha permesso di dimenticare il pareggio con l'Atalanta, dall'altra una Fiorentina a caccia della vittoria che manca dal 25 ottobre scorso. Un ultimo passaggio prima della pausa invernale, con l'obbligo di proseguire nel percorso di miglioramento collettivo: "Siamo in grande crescita, però è importante dare continuità alle gare e alle vittorie - la conferma di Pirlo ai microfoni di Juventus Tv -. Solo con questo si può andare avanti e migliorare il lavoro: lo stiamo facendo bene e stiamo migliorando partita dopo partita, abbiamo ancora grandi margini di miglioramento". 

La sfida ai viola

Ottime individualità in attacco inserite in un contesto di squadra organizzato. Questa la Fiorentina per Pirlo, allenata da una vecchia conoscenza come Prandelli: "I viola sono una squadra buona perché hanno ottime individualità, tanti ottimi giocatori. Hanno un giocatore molto forte fisicamente come Vlahovic e un altro di grande classe come Ribery: dovremo stare attenti soprattutto a loro due". 

Il cambio in panchina, con l'avvicendamento tra Iachini e Prandelli, non ha sortito gli effetti sperati, anche se nella sfida con il Verona dello scorso turno qualche buona indicazione è arrivata: "Vivono un momento un po' difficile, hanno cambiato da qualche partita l'allenatore ma nel complesso sono un'ottima squadra: verranno qui per fare la loro partita, difendersi e cercare di ripartire. Noi dovremo stare attenti perché vogliamo chiudere il 2020 nel migliore dei modi. Prandelli è un bravo allenatore, ho avuto la fortuna di essere allenato da lui in nazionale. È bresciano come me, quindi lo conosco molto bene e mi fa molto piacere che è tornato ad allenare in serie A, sono contento di rivederlo. Ho vissuto tanti bei momenti con lui, abbiamo fatto un grandissimo Europeo, perdendo la finale contro la Spagna. È una persona veramente di cuore che ho avuto il piacere di conoscere per parecchi anni, condividendo anche l'esperienza di un Mondiale e di una Confederation Cup, quindi lo rivedo con grande piacere e si merita qualcosa di più sul campo in questo momento".

La testa e le gambe

 Anche se i risultati non hanno la continuità che ci si aspetta dalla squadra nove volte campione d'Italia, la prestazione con il Parma è stata incoraggiante. L'impressione è che manchi la continuità per vedere la vera Juventus: "La testa ha  fatto  la differenza,  eravamo arrabbiati per non aver ottenuto i tre punti contro l'Atalanta, quindi sapevamo che dovevamo vincere la partita contro il Parma. Abbiamo fatto un'ottima gara con un grande spirito e voglia di imporre il nostro gioco dal primo fino all'ultimo minuto. Questa deve essere sempre la nostra forza durante tutte le partite.  Abbiamo messo in campo la stessa ferocia agonistica che abbiamo avuto nel secondo tempo del derby,  a Barcellona, contro l'Atalanta. Questo è lo spirito che voglio e che sto chiedendo da inizio stagione, stiamo lavorando molto su questo e pian pian i risultati stanno arrivando. Con questa testa è più facile avere il pallino del gioco".

Riecco Dybala

Torna tra i convocati Dybala, assente a Parma per un problema muscolare, mentre si dovrà attendere per rivedere Arthur, Demiral e Chiellini: "Qualcuno sta meglio, Paulo si è allenato un po' con la squadra perciò sta meglio, anche Demiral sta meglio: invece Arthur non è a disposizione".

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