La copertina della Supercoppa Italiana vinta dalla Juventus ha il volto abbronzato e tirato di Cristiano Ronaldo. Scavando neanche troppo a fondo, però, emerge il volto sorridente di Wojciech Szczesny, autore di due interventi miracolosi entrambi su Lozano: due parate, suddivise equamente tra primo e secondo tempo, che hanno salvato il risultato preparando il palcoscenico per il portoghese.
Niente festeggiamenti
Ironia della sorte, dopo il fischio finale Szczesny non ha potuto festeggiare con i compagni pur essendo stato uno degli attori protagonisti del successo della Juventus: "In verità dopo la partita mi hanno portato subito in un'altra stanza per fare il controllo antidoping - ha raccontato a Sky - quindi non ho avuto il tempo e la possibilità di festeggiare con i ragazzi. É un peccato perché si sono divertiti".
Non ne fa una malattia il portiere polacco, abituato a trovare il suo volto in quarta di copertina nelle imprese della Juventus, nella migliore delle ipotesi: quasi una maledizione per i portieri, che troppo spesso lasciano il segno nella testa dei tifosi più per gli errori che per le parate che salvano il risultato. Non in spogliatoio però, dove l'ex Arsenal si è ritagliato un ruolo chiave grazie a prestazioni convincenti e alla sua professionalità: "Chiellini mi ha ringraziato dopo la partita con il Napoli, ma se non abbiamo preso gol è anche merito della sua grande prestazione".
Con la gestione Pirlo, il ruolo di Szczesny è diventato ancora più centrale per il gioco bianconero, visti gli spazi concessi agli avversari nel tentativo di attaccare a pieno organico: nonostante l'aumento di occasioni concesse, è rimasto praticamente invariato il numero di reti subite ogni partita dal portiere polacco, passando dagli 1,15 dello scorso anno agli 1,18 in questo prima metà di stagione.
Anima bianconera
Szczesny si è ambientato al massimo non soltanto in campo, dove ha mantenuto la costanza di rendimento mostrata con le maglie dell'Arsenal e della Roma, ma anche nello spogliatoio, diventandone uno dei punti di riferimento. Nonostante la concorrenza di Buffon, dualismo che Szczesny non patisce né soffre ("I miei vice sono stati Alisson alla Roma e Buffon alla Juventus, due dei migliori portieri al mondo") la sua voce è ascoltata da tutti, in primis da Ronaldo, consapevole che i suoi gol aumentano di valore grazie anche alle sue parate. Normale quindi che a suonare la carica sia proprio il numero uno bianconero: "Abbiamo ancora tanta fame di vincere, abbiamo vinto un altro trofeo per il decimo anno consecutivo. Vogliamo lottare e lo faremo fino alla fine".
Obiettivo Bologna
La vittoria della Supecoppa ha rinvigorito il morale dei bianconeri, attesi domenica all'ora di pranzo dal Bologna di Mihajlovic. Senza Dybala e Demiral, con De Ligt e Alex Sandro ancora in attesa del doppio tampone che li libererebbe dall'incubo Covid e con Frabotta, Chiesa e Bentancur che si sono allenati a parte due giorni prima della partita con i rossoblu, le condizioni non sono propriamente quelle ideali. Eppure i tre punti saranno fondamentali per continuare a sognare la rimonta scudetto: "Le sensazioni dopo la partita sono state buonissime, contro il Bologna bisogna ripartire subito. Vogliamo lottare per lo scudetto e lo faremo fino alla fine. La rivoluzione di Pirlo? Nel percorso di crescita del calcio offensivo bisogna avere la testa leggera, quando perdiamo il pallone dobbiamo mangiare il campo per riconquistarlo. È un aspetto mentale, bisogna essere tranquilli con la palla e aggressivi per riconquistarla. Lo stiamo provando, quello che abbiamo fatto col Napoli è stato l'equilibrio perfetto. Eravamo compatti e stretti, sia quando c'era da soffrire sia quando c'era da attaccare. Una squadra come la Juve per vincere le partite deve pareggiare a livello di motivazioni e fame".
