TORINO - La Juve si mette in viaggio verso la Champions con i nervi tesi, e non si capisce bene perché. Nella settimana che ha preceduto la trasferta a Porto, dove giocheranno mercoledì, nel giro di quattro giorni i bianconeri sono passati dalla fiera della maleducazione allo Stadium, per la quale solo Conte ha chiesto scusa, all'insolito nervosismo di Pirlo dopo la sconfitta di Napoli, attribuita unicamente a un episodio per nulla discutibile (il manrovescio di Chiellini a Rrahmani) che l'allenatore ha collegato a teorie vagamente complottiste: "Cosa sarebbe successo a parti invertite?".
Pirlo nervoso, ma a Napoli non era la prima volta
A dire il vero, è tutto l'anno che la Juventus si lamenta più o meno platealmente e che, di sicuro, si sente penalizzata dagli arbitri. Pirlo ha varcato la soglia della diplomazia sabato a Napoli, ma già dopo Juve-Fiorentina, alla vigilia di Natale, aveva buttato lì una frase poi sepolta dai tre gol con cui i viola avevano castigato i bianconeri: "E' un trend che va avanti da dodici giornate, gli episodi arbitrali non ci girano a favore. Le immagini sono evidenti a tutti" disse quella sera, sorprendendo come ha sorpreso commentando la sconfitta di Napoli, senz'altro immeritata per il volume di gioco e le occasioni create ma non molto diversa, come tema, da quelle la Juve ha inflitto alla Roma, all'Inter in Coppa Italia e allo stesso Napoli in Supercoppa, quando ha vinto chi ha attaccato e tirato (molto) meno.
Già cinque squalifiche per proteste
È comunque il nervosismo generale di cui la Juventus è prigioniera a stupire. In questa stagione sono una costante le veementi proteste juventine contro gli arbitri: Paratici è stato multato due volte (una per "atteggiamento minaccioso" negli spogliatoi e l'altra "per critiche irrispettose a bordo campo) e poi squalificato per insulti lanciati dalla tribuna, sanzione toccata anche a Nedved per "epiteti gravemente insultanti", sempre partiti delle gradinate dello Stadium. Dalla panchina sono stati invece espulsi, e poi squalificati, il portiere Pinsoglio e il vice-allenatore Baronio, la cui assenza a Napoli può essere una delle concause del nervosismo di Pirlo, visto che in genere è il suo secondo a urlare ai giocatori in campo le indicazione tattiche più dettagliate. Infine, c'è da mettere in conto il rosso a Morata a Benevento, dove venne espulso a partita finita per "un'espressione irriguardosa". In rete circola anche un video, girato sabato sera, che ritrae le scalmanate proteste di Paratici e Nedved, animati da un furore tifoso, verso il quarto uomo di Napoli-Juve, Calvarese.
In Champions senza Cuadrado
In Europa, finora, la Juventus è sempre riuscita a mettere da parte queste tensioni, che sono prima di tutto un'inutile spreco di energie. Il pensiero della Champions ha sicuramente condizionato la prestazione di Napoli, ma d'altronde si sa che i bianconeri hanno l'Europa in testa più di ogni altra cosa e anche un ottavo di finale invitante, forse il più invitante di tutti: il Porto è una squadra scogliosa, ma certamente non dello stesso calibro della Juventus. Il problema di Pirlo è l'infortunio di uno dei pochi giocatori essenziali della rosa, Cuadrado, che a Napoli si è fatto male alla coscia e che dunque salterà sia la trasferta in Portogallo (dove potrebbero esserci Ramsey e Dybala, ma con autonomia limitatissima) sia la partita di lunedì con il Crotone, quando mancherà anche lo squalificato Rabiot. Al Dragao toccherà a Chiesa giocare sulla destra, con Danilo alle sue spalle e la coppia McKennie-Alex Sandro sulla sinistra.
In Europa va meglio che in Italia
Finora il rendimento in Champions è stato notevolmente migliore di quello in campionato, con cinque vittorie in sei partite e quattordici gol all'attivo, mentre in serie A la Juve vince, e soprattutto segna, molto di meno: nonostante la presenza di Ronaldo, ha solamente il sesto attacco del torneo e non raggiunge la media di due reti a partita.
