Champions in volata, ma ora la Juventus deve decidere cosa fare di sé
di Maurizio Crosetti , di Maurizio CrosettiVenti minuti alla fine, ma poi per la Juve sarà un inizio. In panchina ci sono il più grande portiere di tutti i tempi (Buffon), il capitano bianconero e della Nazionale (Chiellini) e uno dei più forti attaccanti della storia del calcio (Cristiano Ronaldo). Non guardano Bologna-Juventus, ormai è inutile, ma lo schermo degli smartphone dove scorrono le immagini del Milan e del Napoli. Da quei risultati dipenderà il futuro in Champions (o fuori dalla medesima) della Juventus. È l'immagine della serata, forse il simbolo dell'intero campionato bianconero.
Il campo dà ragione alla Juve e torto al Napoli, sprecone contro il Cagliari e inguardabile contro il Verona, il fatal Verona. Ben diversamente dal Milan, che la sua Europa maggiore è andato a prendersela sul campo dell'Atalanta, cioè di una grande della serie A, il Napoli ha chiuso la stagione sulle ginocchia, inerte e inerme, con un allenatore che forse pi…
Venti minuti alla fine, ma poi per la Juve sarà un inizio. In panchina ci sono il più grande portiere di tutti i tempi (Buffon), il capitano bianconero e della Nazionale (Chiellini) e uno dei più forti attaccanti della storia del calcio (Cristiano Ronaldo). Non guardano Bologna-Juventus, ormai è inutile, ma lo schermo degli smartphone dove scorrono le immagini del Milan e del Napoli. Da quei risultati dipenderà il futuro in Champions (o fuori dalla medesima) della Juventus. È l'immagine della serata, forse il simbolo dell'intero campionato bianconero.
Il campo dà ragione alla Juve e torto al Napoli, sprecone contro il Cagliari e inguardabile contro il Verona, il fatal Verona. Ben diversamente dal Milan, che la sua Europa maggiore è andato a prendersela sul campo dell'Atalanta, cioè di una grande della serie A, il Napoli ha chiuso la stagione sulle ginocchia, inerte e inerme, con un allenatore che forse più di così non poteva fare e comunque non lo ha fatto. Chissà se De Laurentiis si sarà pentito di non aver mandato la squadra a Torino, proprio contro la Juve alla terza di campionato: in quel momento, forse sì che il Napoli avrebbe potuto prendersi i punti che gli mancano adesso. Non per nulla Gattuso, che forse se la sentiva, quella gara avrebbe voluto giocarla eccome.
Dunque festeggiano i bianconeri, alla fine, quasi come per uno scudetto, loro che ne avevano vinti 9 di fila e che hanno rischiato di non arrivare nemmeno quarti. Oltre a riflettere sui tamponi dell'Asl e su quella famosa, mancata trasferta, certamente il Napoli ora penserà anche al rigore fischiato da Calvarese alla Juventus contro l'Inter. Episodi che decidono, ma contro il Verona nessuno tra i partenopei ha davvero deciso di vincere, e di essere padrone esclusivo del proprio destino. Bastava un altro gol, oppure non farsi raggiungere dal Verona dopo il vantaggio durato il tempo di una brevissima illusione.
Ora il quadro di Champions è completo. L'Inter (con Conte?) proverà di nuovo a vivere una Champions degna, l'Atalanta è la luminosa e meritata conferma, il Milan ha il pregio di una stagione eccezionale nella prima parte e dignitosissima nella seconda, vissuta con mezzo Ibrahimovic soltanto. In quanto alla Juventus, la vittoria in Coppa Italia e il predellino europeo rendono la stagione solo deludente, e non del tutto fallimentare. Ma ben altri erano i sogni: il decimo scudetto consecutivo, la Champions che manca da un quarto di secolo, non certo le due coppe minori, comunque vinte, e tantomeno un ultimo posto in Champions da vivere in Dad, sullo schermo di un cellulare. Didattica a distanza per una classe di rimandati.
Ora comincia davvero il futuro, per tutti. Per l'Inter, con mille dubbi di natura finanziaria e societaria da chiarire, e per la Juventus che deve decidere cosa fare di sé. Riteniamo molto difficile che Andrea Pirlo venga confermato, nonostante gli ultimi dieci giorni positivi e di carattere. I suoi predecessori Allegri e Sarri vennero mandati via dopo lo scudetto, ma Pirlo è un pallino del presidente Agnelli che potrebbe anche decidere di difendere il punto. Vedremo. E vedremo cosa ne sarà di Cristiano Ronaldo, escluso a Bologna per scelta tecnica (pare una bestemmia anche solo pensarlo) e per stanchezza, così dicono: ma l'ultima volta che il portoghese si è sentito stanco non se la ricorsa nemmeno lui, forse perché quel giorno non è mai esistito. Ronaldo, capocannoniere del campionato, costa uno sproposito, pesa sul bilancio ma anche sui risultati positivi: senza di lui, la Juve sarebbe probabilmente arrivata ottava o nona. Ma con lui è tutto condizionato, a partire dal talento di Dybala, e a febbraio gli anni di Cristiano saranno trentasette. Quelli nella Juve, invece, sono stati tre. Con due scudetti ma zero Champions e zero Palloni d'Oro. Bilancio rivedibile, ma CR7 lo rivedremo?