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Juventus, Agnelli: "L'obiettivo è riaprire un ciclo vincente, sul campo e finanziario"

(agf)
Il presidente bianconero analizza il momento del club e del calcio in generale: "Il rischio è quello che circa 120 club si trovino a rischio insolvenza in un breve periodo"
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TORINO - Non una semplice iniezione di liquidità, ma un'operazione necessaria per provare a compiere un ulteriore "step di crescita" dopo che la precedente del 2019 era stata assorbita dal Covid. L'aumento di capitale da 400 milioni della Juventus è stato, insieme alla presentazione del nuovo assetto societario, il nodo centrale dell'intervento di Andrea Agnelli: tra una mano tesa a Ceferin ("Lo stimo e rimane il padrino di mia figlia, il tempo aggiusterà ogni disguido e incomprensione"), la richiesta di dialogo con la Uefa sulla questione Superlega e il futuro della Juventus: "All'interno del contesto della pandemia ci siamo trovati a dover utilizzare quelle risorse ideate come espansive per tamponare. Il CdA ha proposto questa operazione e deve esserci in tutti noi un profondo senso di responsabilità su come le risorse verranno gestite".

Oltre alle scelte gestionali delle società, è stata la pandemia a mettere in ginocchio il calcio e i club, con uno studio della Uefa che quantifica in 8,5 miliardi di euro la necessità di liquidità delle società: "Il rischio è quello che circa 120 club si trovino a rischio insolvenza in un breve periodo. Ci sono state operazioni "lato debito" annunciate da Barcellona, Inter, Porto, per importi notevoli, aumenti di capitale come Roma e Atletico Madrid e anche noi.

Presidente Agnelli, dopo la lettera di ammissione della Uefa, siete sicurissimi di giocare la Champions?
"Quella 21/22 sì, sicuramente".


Può commentare le parole sulla Superlega di De Laurentiis e una sua proposta relativa alle prime sei squadre qualificate dei primi cinque campionati. Ci saranno anche proposte di questo tipo?
"Il primo passaggio del comunicato stampa Superlega chiedeva l'apertura di un dialogo, quindi le proposte sono sempre ben accette. La soluzione proposta affrontava il momento che stiamo e che l'industria stava già vivendo. Lo si poteva notare dalla polarizzazione sia dei risultati economico-finanziari sia sportivi, dai campionati più grandi a quelli medi o piccoli. La fase a gironi delle competizioni è scontata e il "drama", come si dice in inglese, incomincia dalla fase a eliminazione. In questo contesto va pensato il futuro del calcio anche analizzando le generazioni più giovani: non hanno più lo stesso livello di attaccamento del passato, c'è bisogno di una seria riflessione e bisogna farlo con la consapevolezza che ci possano essere delle competizioni alternative in un libero mercato. Questa è la domanda che abbiamo posto alla Corte di Giustizia Europea: se la posizione dominante della UEFA sia legittima e se, nel caso, abusi della posizione di monopolio o dominante. Da li si possano riflessioni e le proposte sono sempre benvenute".

Ritiene che quando dovesse aprirsi un dialogo con Uefa ci debba esserci il presidente Ceferin dall'altra parte?
"Con Ceferin ho sempre avuto un ottimo rapporto e continuo a stimarlo come persona. Detto questo quando si lavora nel mondo del business si sa che determinate cose non si possono dire quando si firma un NDA. Con le dimissioni dalle mie cariche Uefa ed Eca ritengo di essermi comportato nel migliore dei modi. Alex rimane una persona che stimo ed è il padrino di mia famiglia, con il tempo penso si possa risanare il rapporto".

Che obiettivi vi siete dati per la prossima stagione?
"Ritornare dove siamo partiti, con disciplina e ordine nella gestione dei parametri finanziari. Quindi come nel ciclo 13-19 con fatturato positivo cercando di replicare il risultato sportivo come in quel momento storico".

Dove si può migliorare per il futuro?
"Fuori dal campo abbiamo lavorato parecchio, ci stiamo attrezzando con persone non dell'industria del calcio: è necessario inserire gente che non abbia vissuto nel calcio, che porti mentalità fresca per affrontare le sfide della società, per ragionare su tutti gli ambiti, dallo stadio all'intelligenza artificiale, a tutte le normali sponsorizzazioni che rimangono e al resto. Per il campo come al solito lascio la parola agli addetti come Pavel Nedved".

A che punto è il progetto dell'aumento di capitale?
"Siamo nella fase di completamento della scelta del pool delle banche che ci seguiranno nell'aumento di capitale. Quando le avremo tutte, faremo tutte le valutazioni sui rischi legati all'attività".

Il progetto che riguarda Cristiano Ronaldo può portare all'allungamento del contratto per spalmare l'ingaggio?
"Ho detto più volte che è stata una delle prime operazioni che ha visto più aree al lavoro per la valutazione complessiva dell'operazione. Un colpo che ad oggi, senza il Covid, è positivo. Da lì in poi faremo tutte le valutazioni. I giocatori fanno parte delle valutazioni tecniche, non si possono schierare squadre secondo valutazioni commerciali, ma ogni operazione può avere anche un senso commerciale per i messaggi che dà".

A ottobre dopo l'assemblea degli azionisti aveva criticato la Lega sulla questione dei fondi: cosa è cambiato?
"Tecnicamente è ancora così. Le dinamiche interne all'Assemblea di Lega le sapete, sono felice di poter delegare un po' Maurizio (Arrivabene, ndR) in queste riunioni. Il ragionamento fondamentale  che vale per la Lega, ma anche in generale per l'industria, è trovare l'unione di intenti. Difficile da trovare perché siamo società con dimensioni e dinamiche completamente diverse una dall'altra. Sia a livello dei vari paesi che internazionale, quando ci ritroviamo nelle competizioni. Questo è l'elemento di estrema difficoltà".

Nel giro di due anni sono arrivati 450 milioni da Exor. Dobbiamo aspettarci altri investimento o visto che quest'ultimo era legato al Covid, finiranno qui?
"Ci siamo trovati nella tempesta perfetta. Dopo 6 anni di equilibrio e in positivo, si era deciso di apportare un aumento di capitale per un ulteriore step di crescita della società nel panorama internazionale. Appena completato ci siamo trovati di fronte alla pandemia. L'industria del calcio è passata da 6 miliardi di fatturato nel 2000 a 24 miliardi, ha un tasso di crescita annuo del 12% negli ultimi 20 anni, non ha mai risentito di nulla intorno a noi. Improvvisamente ci siamo bloccati, mia moglie e le mie figlie da due anni non vedono i nonni. All'interno di questo contesto abbiamo usato le risorse per lo step per colmare le perdite. Così il CdA ha proposto questa operazione. Che in tutti noi deve portare un profondo senso di responsabilità su come queste risorse verranno utilizzate".

CHERUBINI
Federico Cherubini, serve essere belli per vincere?

"La vittoria determina anche la bellezza. In questi anni abbiamo visto come sia possibile raggiungere i risultati, noi lo facciamo con sacrificio e cultura del lavoro che sono le basi. Se poi i risultati arriveranno attraverso il gioco tanto meglio, ma alla base ci deve essere la vittoria".

Avete avuto dei segnali da parte di Cristiano Ronaldo?
"Non è arrivato nessun segnale. Non si deve necessariamente parlare di un trasferimento, non c'è stato nessun segnale in questo senso né da parte sua né da parte della Juventus. Nell'ultimo anno ha giocato 44 partite segnando 36 gol: i numeri non sempre dicono tutto, ma nascondono molte verità. Siamo contentissimi di Cristiano e appena avrà terminato il periodo di meritato riposo si unirà alla squadra che si ritroverà il 14 luglio senza i nazionali".

Che tipo di mercato sarà per la Juve?
"Sarà caratterizzato dai rientri dei prestiti e dalla valorizzazione del nostro patrimonio. Veniamo da stagioni di investimenti importanti, il che ci mette nella condizione di iniziare la stagione in modo competitivo. Potremmo anche non fare niente sul mercato, la rosa è competitiva e lo pensa anche l'allenatore. Cogliendo alcune opportunità si può migliorare qualcosa, ma non è detto che questo succederà. Serve rispettare il piano di rafforzamento progressivo negli anni e vogliamo rispettare gli investimenti fatti soprattutto nell'ultimo biennio. Abbiamo ampi margini di crescita già col patrimonio tecnico a nostra disposizione, non sarà un mercato che ci vedrà particolarmente attivi, ma ci faremo trovare pronti in caso di opportunità".

Cosa le ha lasciato Fabio Paratici come eredità?
"Ho avuto la fortuna di arrivare qui nel 2012 proprio grazie al rapporto che avevo con Fabio. Ho lavorato con lui e Marotta, due professionisti che mi hanno dato tanto. Con Fabio anche per una questione anagrafica si è creato un rapporto anche umano. Mi lascia tante cose, tanti momenti, tanti viaggi e tanto tempo passato insieme. Vorrei rubargli un po' di quella passione, di quel fuoco, con cui ogni giorno affronta il proprio lavoro. Non si è mai fermato e ogni giorno interpreta il suo lavoro al massimo".

Ci sono già stati dei confronti con Allegri? Avrà poteri sul mercato?
"Ci siamo confrontati in questo periodo e abbiamo condiviso molte delle strategie di natura tecnica e costruzione della squadra. Ho ritrovato dopo due anni un Allegri estremamente voglioso di allenare in campo. E questa è la principale mansione che il club gli richiede. Poi in una logica di rapporti e condivisione con Max c'è grande sintonia e confronto. Com'è stato fatto in passato, non serve una nuova versione per condividere strategie o scelte di mercato. Il rapporto che abbiamo da anni di certo può essere un aspetto positivo per queste dinamiche".

Possibile dire che Cristiano Ronaldo sarà al centro della Juventus al 100% il prossimo anno?
"I segnali attuali, sia da parte del club che da parte dell'agente, non vanno in direzione di un trasferimento di un giocatore centrale nel nostro progetto. Non ho la sfera di cristallo per dire cosa accadrà in futuro, ma oggi la situazione è questa e siamo contenti che Cristiano sia al centro della nostra squadra".

ARRIVABENE
Maurizio Arrivabene, alla presentazione della Ferrari disse che una macchina doveva essere bella e vincente. Vale anche per una squadra di calcio?

"Se una squadra è vincente, diventa bella automaticamente. È lo stesso esempio che ho usato per Ferrari: se vinci sei bello, se perdi puoi essere anche bellissimo ma alla fine lo sarai molto meno".

 

 

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