The Pogmentary, Pogba chiama la Juventus anche in un docufilm
di Domenico Marchese , di Domenico MarcheseChi si aspettava solo qualche indicazione sul suo futuro rimarrà deluso, mentre gli amanti del calcio e di Paul Pogba non potranno che apprezzare The Pogmentary, il documentario prodotto da Prime Video e disponibile da oggi. In cinque puntate da mezz'ora, racconta l'ultimo anno di Pogba al Manchester United tra dilemmi sul futuro e tante digressioni sulla sua vita, le amicizie e la famiglia. Con flashback ma anche segnali sul futuro che faranno piacere ai tifosi della Juventus: "Devi sentirti al centro del progetto, amato dal club - racconta Pogba -. Altrimenti è la fine del rapporto". Se non bastasse, ci pensa poco dopo Mino Raiola, alla cui memoria è dedicata la prima puntata, a rafforzare le convinzioni juventine: "Paul non prende decisioni in fretta, ma quando lo fa non cambia idea. Gli ho visto rifiutare offerte migliori perché aveva dato la sua parola". Proprio come avrebbe fatto da poco con la Juventus.
Chi si aspettava solo qualche indicazione sul suo futuro rimarrà deluso, mentre gli amanti del calcio e di Paul Pogba non potranno che apprezzare The Pogmentary, il documentario prodotto da Prime Video e disponibile da oggi. In cinque puntate da mezz'ora, racconta l'ultimo anno di Pogba al Manchester United tra dilemmi sul futuro e tante digressioni sulla sua vita, le amicizie e la famiglia. Con flashback ma anche segnali sul futuro che faranno piacere ai tifosi della Juventus: "Devi sentirti al centro del progetto, amato dal club - racconta Pogba -. Altrimenti è la fine del rapporto". Se non bastasse, ci pensa poco dopo Mino Raiola, alla cui memoria è dedicata la prima puntata, a rafforzare le convinzioni juventine: "Paul non prende decisioni in fretta, ma quando lo fa non cambia idea. Gli ho visto rifiutare offerte migliori perché aveva dato la sua parola". Proprio come avrebbe fatto da poco con la Juventus.
I primi passi di Pogba
Grazie all'alternanza tra cartoon e filmati di repertorio, interviste e video d'infanzia, The Pogmentary regala un inedito ritratto del PolPo. I primi anni di vita sono stati complicati per Pogba, cresciuto a Roissy-en-Brie, banlieu di Parigi, la nuova casa della sua famiglia nata in Guinea e trasferitasi in Francia quando Paul doveva ancora nascere. Il calcio ha riempito per anni la sua quotidianità, insieme alle gioie e alle delusioni: "Piangevo quando perdevo, ma cercavo dentro di me la rabbia per rifarmi". Respinto da Clairefontaine, lasciò la Francia a 16 anni, direzione Manchester sponda United. Un rapporto, quello con i Red Devils, concluso da poco con quello che Pogba definisce il bluff dei Red Devils sul contratto. Un "tradimento" da parte di chi lo prelevò dal Le Havre, lo vide andare via a causa del rapporto difficile con Ferguson spalancandogli le porte verso Torino.
Pogba, les Bleus e il Psg
ll vero Pogba lo si è ammirato ultimamente solo con la maglia della Francia: nel documentario si passa dal recente Euro2021, con l'eliminazione contro la Svizzera, al trionfo a Russia 2018, con il suo gol nella finale. La sua gioia più grande dopo la scomparsa del padre due anni prima. Dopo la delusione dell'Europeo, si isolò a Miami lasciando a Raiola il compito di trovare una squadra. Quattro le pretendenti, ma non la Juventus, come spiegato da Raiola in una videochiamata con Pogba e la Pimenta, visti i 100 milioni di euro necessari per convincere i Red Devils. Iniziarono così le voci sul PSG, opzione apprezzata da Raiola: il muro eretto dallo United pose fine bruscamente a tutto. A ottobre 2021 in Nazionale si procurò una brutta lesione al quadricipite destro, due mesi out a curarsi tra Dubai e Miami. "Dobbiamo farti sentire come quando giochi con la Nazionale francese, tornare il Pogba della Juventus" furono le parole di Raiola che raccontano la miglior versione possibile del fuoriclasse francese. Perché proprio la Juve, lo spiega lo stesso Pogba: "Lì ho capito che non devi essere tu a definirti star, sono gli altri che lo decidono. Alla Juve ho segnato il primo gol da professionista contro il Napoli. Ero un ragazzo e sono diventato un uomo".
La famiglia e gli amici
Il calcio, gli allenatori, la fama, lo sport ruotano intorno alla famiglia e agli amici. La moglie, la modella boliviana Maria Zulay Salaues, con cui avrebbe avuto poi due figli, Labile Shakur e Keeyan Zahid, ma anche la mamma Yeo e papà Fassou Antoine, i fratelli Florentin e Mathias. Ma anche gli immancabili Mino Raiola, che fu più di un semplice manager, e Rafaela Pimenta, la sua avvocatessa da dieci anni e adesso manager, i compagni e amici Varane, Griezmann e Matuidi.
Il futuro
Pogba ama gli States ("Gli piace il loro modo di pensare" spiega Zulay) e progetta di trasferirsi negli Usa una volta conclusa la carriera. Prima, però, c'è l'ultimo contratto lungo da onorare e una squadra da far vincere: pur non avendo svelato la sua prossima destinazione, la si capisce subito. Perché la Juventus, per Pogba, non è una destinazione: fa parte della sua vita. Come il Manchester United, con una piccola differenza: l'amore, con la Vecchia Signora, è reciproco.