Juventus, parola alla difesa: Milenkovic e la suggestione Badiashile per il dopo de Ligt
di Emanuele Gamba , di Emanuele GambaTORINO – La partenza di De Ligt apre un vuoto che la Juventus non potrà colmare come avrebbe voluto, vale a dire con Koulibaly. E probabilmente neanche con Bremer. E segna la fine dei grandi investimenti bianconeri sui giovani campioni: la cessione dell’olandese segue di pochi mesi quella di Kulusevski, due operazioni da 130 milioni rinnegate non per speculazione (l’incasso complessivo non sarà di molto superiore alla spesa) ma per mera strategia tecnica.
L’erede di De Ligt: più Milenkovic di Torres
Il punto, adesso, è come gestire i molti soldi che il Bayern accrediterà alla Juve. All’acquisto del nuovo difensore dovrebbe essere destinata metà del budget, dunque una quarantina di milioni: è per questo che Pau Torres, il preferito dal punto di vista tecnico, è uscito dai radar bianconeri dopo che il Villarreal ha sparato una richiesta superiore ai 50 milioni. Discorso analogo per Gabriel, brasiliano dell’Arsenal, che costa un po’ meno, ma non troppo di meno, e ha un valore tecnico inferiore. A questo punto, il rinforzo maggiormente alla portata diventa Milenkovic, con il cui procuratore la Juve ha già discusso quando ha provato a trattare Kouilbaly: l’agente è infatti lo stesso, Ramadani. La Fiorentina non ha mai dichiarato incedibile Milenkovic, che interessa anche all’Inter, e sembra disposto a cederlo per una trentina di milioni, valutazione che alla Juve può stare bene.
La tentazione Badiashile
Altro giocatore che la Juve segue da tempo è Benoît Badiashile, 21enne del Monaco e capitano della Francia under 21, dove fa coppia con Kalulu. Badiashile piace molto a Cherubini, che a giugno si recò di persona a Monte-Carlo per discuterne con il club monegasco. Però poi la pista si è raffreddata, un po’ per le richieste dei francesi (40 milioni) un po’ perché Allegri preferirebbe un elemento più esperto, che conosca bene il calcio italiano o che abbia una certa frequentazione con le coppe europee. Badiashile non ha ancora questo profilo, anche se ha un’altra caratteristica richiesta del tecnico: è mancino e sa giocare con disinvoltura sia nella linea a 4 sia in quella a 3. Se fosse rimasto De Ligt, il francese sarebbe potuto arrivare come investimento per il futuro, quasi un rimpiazzo di Bonucci, ma adesso Allegri accetterebbe di affidarsi a un giovane proveniente della Ligue1 e a Gatti, zero presenze in serie A? Il neo-azzurro, comunque, nei primi allenamenti sta favorevolmente impressionando lo staff tecnico.
L’ultimo assalto a Bremer
Prima di ogni cosa la Juve tenterà comunque un ultimo assalto a Bremer. È anche per questo che ha fatto fretta al Bayern e ha di fatto chiuso la trattativa per la cessione di De Ligt nella serata di domenica, anche se mancano ancora le formalità: c’era l’urgenza di provare ad anticipare l’Inter, che in giornata ha un appuntamento, quasi certamente decisivo, con il Torino. E la Juve adesso ha un vantaggio: i soldi di un incasso fresco, mentre i nerazzurri per Skriniar sono ancora nella fase della negoziazione e di certezze economiche non ne hanno.
Quell’accordo di febbraio tra Toro, Inter e il brasiliano
La situazione di Bremer bisogna spiegarla con calma. Il brasiliano del Toro, eletto migliore difensore dell’ultimo campionato, ha rinnovato a febbraio con granata il contratto in scadenza il 30 giugno 2023. In quel modo, ha fatto un favore al club che lo ha valorizzato ma al tempo stesso ha avuto in cambio la garanzia che in estate sarebbe stato ceduto a condizioni favorevoli, in pratica a un prezzo inferiore a quello di mercato, che attualmente si aggira attorno ai 40-45 milioni. Sembra addirittura che sei mesi fa Toro e Inter abbiano già stipulato un accordo di massima per il trasferimento giocatore, che a sua volta ha già un’intesa con l’Inter: il prezzo è di soli 35 milioni e ovviamente fa molta gola anche alla Juve, che tenterà di far crollare quest’impalcatura rilanciando sia con Cairo sia con Bremer. Qualcuno tradirà la parola data?
Cairo gioca al rialzo e vuole la stellina Casadei
Le certezze sono due: il brasiliano continua a ribadire la sua preferenza per l’Inter e nel suo contratto c’è una clausola che gli consentirebbe di svincolarsi dal Torino a gennaio per appena 15 milioni. In pratica, se Cairo non trovasse l’accordo con l’Inter ma Bremer rimanesse fedele alla promessa di febbraio, tra sei mesi i granata ci rimetterebbero 20 milioni (e i nerazzurri, va da sé, ne risparmierebbero altrettanti). Marotta, però, si fida fino a un certo punto ed è per questo che non vuole indugiare oltre ed è pronto a chiudere per Bremer prima di aver venduto Skriniar, correndo il rischio di indebolirsi nella trattativa con il Psg. Il Toro ha tirato la corda, facendo leva sulle voglie della Juve, ma l’Inter potrebbe placarlo concedendogli un giocatore che piace moltissimo a Juric, il centrocampista Casadei, stella della Primavera nerazzurra. Il punto è che Marotta lo vorrebbe dare solo in prestito, mentre il Toro avanzerebbe qualche pretesa di riscatto per evitare quello che già gli è successo con Pobega, protagonista di un grande campionato ma valorizzato a esclusivo beneficio della società proprietaria del suo cartellino, il Milan.
Dipende da Bremer: manterrà la promessa o tradirà l’Inter?
Oggi sarà una giornata campale e la tensione tra Inter e Juve è molto alta. Chi si sente di una botta di ferro è Bremer, che di fatto ha in mano la carta decisiva: se il brasiliano “tradisce” l’accordo con l’Inter e accetta la corte bianconera, che gli farebbe quasi un milione in più a stagione, Cairo ci metterà un attimo a venderlo alla Juve per 40 milioni. Se invece il brasiliano manterrà la parola, l’accordo raggiunto quest’inverno diventerà operativo. Sarà poi un problema di Marotta piazzare Skriniar alle sue condizioni. Di sicuro, il difensore granata cascherà comunque bene.
De Ligt e la profezia di Raiola
Casca benissimo anche De Ligt, che ha completato alla lettera il percorso indicato da Raiola tre anni fa, quando lo portò alla Juve anziché al Barcellona: voleva farlo studiare alla scuola di Bonucci e Chiellini per poi, una volta istruito per bene, trasferirlo in un club in grado di vincere la Champions League. I bianconeri si erano illusi di aver comprato il “capitan futuro”, invece si sono scoperti solamente una tappa di passaggio: è andata esattamente come Mino aveva previsto. Anzi, programmato.