TORINO - L'arrivo a Torino di David Pantak, il procuratore di Arkadiusz Milik, apre l'ultima fase della trattativa con il polacco per completare l'attacco della Juventus. Pur non essendo ancora chiusa la pista Depay, che sarà sondata per l'ultima volta con l'offerta definitiva consegnata direttamente da Arrivabene, ormai specializzato in compiti da "duro", l'ex Napoli rappresenta la scelta prioritaria per i bianconeri, convinti dal costo complessivo dell'affare e dagli aspetti tecnici. A inizio mercato Allegri aveva chiesto, tra gli obiettivi prioritari, un vice-Vlahovic: profilo che Milik soddisfa completamente. Dopo l'infortunio di Di Maria la Juventus aveva provato ad accelerare con l'olandese, vista la sua duttilità che l'avrebbe reso anche una valida alternativa all'argentino in attesa di riabbracciarlo. La necessità di aggiungere alla lista degli ingressi anche un centrocampista, individuato in Paredes, e la richiesta di Depay di un triennale a cifre più alte (8 milioni di euro all'anno), hanno fatto cambiare strada al club.
Un mancino per Allegri
La trattativa con il polacco non è naturalmente ancora chiusa: quando si chiedono informazioni su un calciatore e si gettano le basi per un accordo, i numeri spesso non combaciano completamente con quelli definitivi. Ecco perché oltre a trovare un accordo con il calciatore, si dovrà portare a termine anche la trattativa con il Marsiglia, partendo dalla prima proposta che aveva stuzzicato i francesi, 2 milioni per il prestito e 8 per il riscatto. Che non sarà obbligatorio ma condizionato a determinati obiettivi, non impossibili da raggiungere per garantire ai francesi la possibilità di monetizzare. Una volta completato il tutto, Allegri potrà lavorare con Milik, già stato vicino alla Juventus nelle passate stagioni prima di essere a un passo dalla Roma, affare sfumato dopo le visite mediche (passate, ndR) a Zurigo. Virando così sulla Ligue1 e sul Marsiglia. Un altro mancino, il settimo della rosa di Allegri considerando anche il terzo portiere Pinsoglio, che creano una situazione quantomeno particolare: nessun centrale di piede sinistro, un solo terzino mancino, Alex Sandro, mentre da centrocampo in su Vlahovic, Di Maria, Kostic, Rabiot, Soulé e, appunto, Milik.
Milik e Depay, il confronto
Difficile sovrapporre i due calciatori per caratteristiche fisiche (Depay 176 centimetri, Milik 187) e tecniche: il polacco ama essere il punto di riferimento dell'attacco, è bravo nel gioco spalle alla porta a sostegno della manovra e nella finalizzazione, mentre l'olandese ha ricoperto tutti i ruoli e pur non essendo una vera punta centrale, non sfigura affatto neanche in quella posizione. Diversi anche i punti deboli dal punto di vista fisico, visto che Depay al Barcellona, l'ultima avventura della sua carriera passata anche dal PSV Eindhoven e dal Lione, è stato costretto a saltare 8 partite, 38 giorni complessivi, per un problema alla coscia, a cui si sono aggiunti i 38 giorni per un problema al tendine d'Achille. Più conosciuto dal pubblico italiano, vista la sua militanza a Napoli, il calvario di Milik: la doppia rottura del crociato tra la stagione 2016/17 e 2017/18, i problemi al ginocchio ripresentatisi a Marsiglia, quando il 24 maggio 2021 contro il Metz si procurò una lesione al menisco definita "lieve" dal comunicato dei francesi. Ma che lo costrinse a saltare 128 giorni e 8 partite, oltre all'Europeo. Nella scorsa stagione di Ligue1, sono state 23 le partite disputate da Milik con 7 gol e 2 assist, una rete ogni 202' passati in campo: ma anche 4 in 5 partite di Conference League e 5 in 4 match in Coppa di Francia. Migliore la media gol/minuti per Depay, almeno in Liga, con 12 reti in 28 partite con il Barca che gli hanno permesso di andare a segno ogni 154'.
