Ronaldo e la carta segreta: le quarantasette domande del pm rimaste senza risposta
di Matteo Pinci , di Matteo PinciQuarantasette domande. Chissà se Cristiano Ronaldo risponderà mai alla Procura di Torino. Certo, il 13 aprile scorso quelle domande erano già nero su bianco, inviate insieme alla richiesta di assistenza giudiziaria alla Uk Central Authority. Il motivo? Il “rischio di occultamento o distruzione” della famosa “carta che deve rimanere segreta” dell’inchiesta sui conti della Juventus. A quella volevano arrivare i pm Marco Gianoglio e Mario Bendoni. “Non posso escludere che esista… L’unica cosa che posso pensare è che faccia riferimento agli stipendi”, ha detto il ds della Juventus Cherubini, quando è stato ascoltato. E su questo – sul tema degli stipendi – si concentravano tutte o quasi le domande.
Quarantasette domande. Chissà se Cristiano Ronaldo risponderà mai alla Procura di Torino. Certo, il 13 aprile scorso quelle domande erano già nero su bianco, inviate insieme alla richiesta di assistenza giudiziaria alla Uk Central Authority. Il motivo? Il “rischio di occultamento o distruzione” della famosa “carta che deve rimanere segreta” dell’inchiesta sui conti della Juventus. A quella volevano arrivare i pm Marco Gianoglio e Mario Bendoni. “Non posso escludere che esista… L’unica cosa che posso pensare è che faccia riferimento agli stipendi”, ha detto il ds della Juventus Cherubini, quando è stato ascoltato. E su questo – sul tema degli stipendi – si concentravano tutte o quasi le domande.
“La Juventus ha pagato tutti i tuoi stipendi? In caso, a quanto ammontano gli stipendi non pagati? Come verranno pagati? Ritieni di agire in via giudiziale per il pagamento di questi stipendi?”. Queste le più significative. Fino all’ultima: “Puoi produrre una copia dei documenti che ti sono stati consegnati?”. Sarebbe stata posta dopo aver mostrato a Ronaldo il famoso documento firmato da Agnelli e da Chiellini che prevede – lo hanno testimoniato anche tanti giocatori – come la rateizzazione sarebbe stata riconosciuta anche in caso di addio alla Juve come “incentivo all’esodo”. Per questo la procura vuol sapere se quei soldi siano mai stati incassati da Ronaldo. E, in caso contrario, se volesse richiederli.
Le uniche risposte la Procura le ha ottenute finora dal legale John Shehata, che segue Cristiano Ronaldo insieme all’avvocato Salvatore Pino. “Non ha in mano alcuna documentazione relativa ai rapporti con la squadra italiana”, aveva risposto Shehata, aggiungendo: “Mi ha già anticipato di non sapere nulla rispetto alle vicende oggetto di indagine”. Per poi suggerire una alternativa alla testimonianza: “Alla luce della sua residenza all’estero e della peculiarità della sua professione, il mio assistito preferirebbe rispondere per iscritto”. Ma da Torino hanno detto no, perché volevano poter mostrare dei documenti al calciatore. Anzi, avevano già attivato i rapporti con la Central Authority del regno Unito perché potessero ascoltarlo, in caso, i colleghi inglesi. “Ho chiesto che gli agenti della polizia del Cheshire si presentino all'indirizzo del testimone nel tentativo di ottenere l'interrogatorio/dichiarazione che lei ha chiesto”, rispondeva Robert Mooney della Uk Central Authority al pm Bendoni ad agosto, suggerendogli di rivolgersi ai legali per concordare un’altra data. “Al momento non sembrano molto collaborativi”, anche se in realtà Ronaldo e i legali avevano attivato anche uno studio inglese. Ma per motivi burocratici la testimonianza non s’è tenuta mai.
Perché Ronaldo non risponde? Semplice: se quella carta esistesse, e avesse la firma di Cristiano, lui rischierebbe una squalifica, per aver sottoscritto contratti non federali. E infatti per la Procura, sentire CR7 era urgente già ad aprile: sanno i pm che “i documenti in possesso del testimone hanno la funzione di garantire il pagamento degli stipendi arretrati… e terminato il pagamento potrebbero essere occultati o distrutti”. Ma ora sarà difficile anche chiedere il pagamento degli arretrati, senza incorrere in una sanzione sportiva. Di certo, Ronaldo ha assicurato ai legali di non aver firmato nulla. E di essere disposto a parlare. Per sapere dove, come e quando, però, bisognerà seguire il calciomercato.