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Vlahovic e Chiesa, contro la Fiorentina prove di vera Juventus

Dusan Vlahovic
Dusan Vlahovic (reuters)
I due attaccanti affrontano la loro ex squadra. Allegri tentato dal tridente con Di Maria mentre si allontana il rientro di Pogba
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Progettata durante il mercato estivo per vincere in Italia e far strada in Europa, diventata reale solo alle porte della primavera. Oggi pomeriggio contro la Fiorentina Allegri sfiorerà la Juventus pensata a luglio: nonostante il ritorno di Pogba sia sempre più distante, come confermato dal tecnico ("Mi spiace ma questa è la realtà, quello che mi dispiace di più è che non so quando potrà tornare"), vivere il dilemma se schierare o meno il tridente Vlahovic-Chiesa-Di Maria inedito per la Juventus. Soprattutto per quella vista fino a oggi, fatta di soluzioni di ripiego, calciatori adattati, giovani lanciati più per necessità che per convinzione.

Vlahovic, il risveglio con la Salernitana

Difficile capire se contro la squadra di Italiano, un concentrato di alti e bassi con la tipica umoralità di una piazza passionale come Firenze, Allegri si affiderà al tridente o se punterà sulla coppia di ex Chiesa-Vlahovic. Poter contare sul centravanti serbo, tornato in copertina con la doppietta alla Salernitana, e sull'esterno a suo supporto è un lusso per una squadra che, numeri alla mano, è attualmente al dodicesimo posto dopo il -15 inflitto dalla Corte Federale della Figc. L'eccitazione del momento non deve infrangere la filosofia di Allegri basata sull'equilibrio, su cui ha costruito i suoi successi: "Si può giocare con la difesa a quattro o anche a tre, ma per giocare tutti insieme bisogna darsi tutti una mano". Sul fronte viola, invece, senza i gruppi organizzati della Curva Fiesole, la sfida di stasera rimane una sfida unica nel suo genere. Tanto che un gruppetto di ultrà alla vigilia ha parlato con la squadra viola e con Italiano, chiedendo massimo impegno a ognuno in una sfida sempre viva, dentro e fuori dal campo.

Commisso e la Juventus, tra attacchi e mercato

Perché soltanto pochi giorni fa il presidente Commisso (stasera atteso allo stadio) aveva tuonato così: "C'è un calcio malato in Italia, ci sono squadre che vanno in campo non in regola con i finanziamenti e si è visto quanto è successo con la Juventus". Ed esattamente tre anni fa, dopo una sconfitta a Torino, si era scagliato contro la direzione arbitrale definendosi "disgustato" da alcune decisioni. Stasera poi il patron viola incrocerà due ex di lusso come Chiesa e Vlahovic, in campo dal primo minuto. Affari che hanno portato nelle casse della Fiorentina qualcosa come 140 milioni di euro ma che non sono stati digeriti in parte della tifoseria che si attendeva rinforzi all'altezza di chi è partito. La ferita con Dusan è ancora aperta. Un anno fa la cessione, dopo che proprio Commisso aveva tentato il tutto per tutto con una trattativa faccia a faccia con l'agente Ristic che però giocò al rialzo e fece letteralmente infuriare il presidente viola. Il serbo che lascia Firenze in una notte silenziosa e che succede alla cessione di Chiesa, un anno e mezzo prima, anche lui dopo un lungo braccio di ferro con Commisso e la dirigenza. Il terzo addio di un viola alla volta di Torino dopo l'altro Federico, Bernardeschi: un terzetto che avrebbe fatto comodo a qualunque squadra. "Ho preso 75 milioni da Vlahovic, non come il Milan che ha perso a zero Donnarumma e Çalhanoglu, o la Juventus con Bernardeschi. Io intanto ho incassato soldi che ci servono per il fair play finanziario", aggiunse qualche tempo dopo. Oggi sul campo avrà la controprova se le scelte fatte siano state quelle giuste.

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