"Quando sono andato a trovare mio nipote c'era un cartello scritto da lui che diceva "Nonno, non 1-0". Ha capito già tutto"! Il modo migliore per Max Allegri per disinnescare le polemiche è scherzarci su, cogliendo anche l'opportunità per raccontare l'emozione di diventare nonno, esperienza vissuta ieri dal tecnico della Juventus. Alla vigilia della sfida con lo Spezia, che ha esonerato Gotti e in attesa del nuovo allenatore sarà guidata da Lorieri, Allegri è apparso sereno e carico, tornando a colpire con l'arma dell'ironia ma anche raccontando il momento vissuto dalla Juve: "A Salerno ho detto ai ragazzi che speravo di vincere 3-0, perché voglio veder crescere mio nipote".
L'ansia generata dagli 1-0 è un'emozione sgradita al tecnico, che è anche tornato sulle polemiche post Nantes e sul suo sfogo contro De Grandis, arrivato qualche giorno dopo il litigio con un tifoso che aveva fischiato preventivamente Kean: "Non sono nervoso, è successo che qualcuno fischiava a prescindere e credo che non sia giusto. Quella dell'altra sera è stata una reazione, magari sbagliata, ma posso essere criticato su tante cose. Ma su una no: sui dati di fatto. Un tema a scuola è opinabile. la matematica no: 1+1 fa 2 e non 3. Su quello non si discute". Spiegando anche che il concetto di "corto muso" è stato travisato rispetto al suo significato originale, quello nato in un pomeriggio a Ferrara dopo la partita contro la Spal in risposta a chi gli chiedeva perché la Juventus non avesse vinto lo scudetto con tanti punti di vantaggio: "Corto muso è semplice, era rivolto al campionato. Questa cosa qui è stata trasformata in un concetto valido per una partita singola, è stata camuffata e rigirata. Poi io mi diverto. Mi spiace per la reazione dell'altra sera, però su certe cose...".
Chiesa a riposo per La Spezia, Kean, Rugani e Perin titolari
A La Spezia non ci sarà Chiesa, che è reduce da due partite in quattro giorni, sforzo da cui l'attaccante, rientrato dopo una lunga assenza e non ancora al meglio, non ha ancora recuperato. Mancheranno anche gli infortunati Miretti, Milik, Pogba e Kaio Jorge e, in vista del ritorno con il Nantes, Allegri farà turnover: "I tre sicuri di giocare sono Kean, Perin e Rugani, perché Bremer è squalificato e Bonucci non è in condizioni ottimali, sta bene ma non giocherà dall'inizio. Poi gli altri dovrò valutare, ma ci saranno dei cambi". L'obiettivo resta sempre quello di scalare più posizioni possibili senza pensare alle penalizzazioni e ai ricorsi, alle inchieste e a una classifica che al momento vede la Juventus al nono posto ma che non lascia certezze per il futuro: "Indipendentemente da quello che succede fuori, dobbiamo lavorare sui punti fatti in campionato, cioè 44 senza la penalizzazione, e continuare a perseguire i nostri mini obiettivi. Abbiamo il Toro e l'Udinese davanti, il Monza a pari punti. Avendo battuto la Fiorentina ora è a 5 punti, abbiamo queste due squadre davanti e dobbiamo riuscire a raggiungerle il più in fretta possibile. A La Spezia è difficile, il campo è difficile, la squadra crea molto anche con Napoli, contro cui ha avuto occasioni importanti, e Atalanta, con cui è andata in vantaggio. Lì le partite non finiscono mai, serve partita giusta". Turnover che servirà per far recuperare i calciatori più spremuti in queste settimane e farli recuperare in vista del ritorno della prossima settimana a Nantes, passaggio chiave per la Juventus: "L'Europa League non è compromessa, vincere è sempre difficile e il calcio è strano, pur potendo fare meglio abbiamo avuto occasioni importanti, non le abbiamo sfruttate, dobbiamo alzare la percentuale realizzativa".
Prima lo Spezia, quindi testa all'Europa League
Sarà una partita chiave quella di giovedì a Nantes, ma prima è fondamentale pensare allo Spezia. Nonostante il ritorno degli spareggi di Europa League sia un passaggio fondamentale per la stagione bianconera, lo è altrettanto la sfida del Picco. Nel percorso di crescita impostato dall'allenatore, ci sono alcuni problemi da risolvere, primo fra tutti la scarsa precisione sotto porta, che ha condizionato i risultati e il cammino dei bianconeri. In sedici partite la Juventus ha subito gol e soltanto due volte è riuscita a vincere, evidenziando problemi anche caratteriali: "Su questo ci abbiamo ragionato, riflettuto, va migliorata ed è una cosa mentale. Impossibile pensare di non prendere mai gol, ma quando succede devi avere la lucidità e capire che c'è tanto tempo per poter vincere. Giovedì con il Nantes mancavano 30 minuti più recupero, quindi dovevamo restare lucidi: invece abbiamo perso equilibrio, dopo aver subito il gol siamo andati più forte di quanto necessario".
Tornando alla stagione complicata dalle questioni extra campo, Allegri ha rimarcato la vicinanza della società, smentendo chi sostiene che lui sia un uomo solo, abbandonato dal club intento a difendersi in sede legale e di fronte alla giustizia sportiva: "La società non manca mai perché la Juve è la società più forte, i risultati li ha ottenuti con tanti allenatori e con giocatori diversi. I risultati li fanno le grandi società, poi servono i giocatori bravi ma la società è la base di cemento armato, ora più che mai. Comprensione da parte dell'ambiente? No, non dobbiamo avere bisogno della comprensione. Dobbiamo fare meglio, nel campionato dobbiamo fare una scalata importante, fare un tot di punti indipendentemente da quello che succede lontano dal rettangolo di gioco. In Europa non ci sono partite facili, dobbiamo andare a Nantes per fare la partita giusta per passare il turno e poi abbiamo la semifinale di Coppa Italia". Senza dimenticare la sfida di La Spezia, passaggio chiave per la rincorsa alla qualificazione in Europa.
