Kean e la maturità che non arriva mai: una carriera piena di colpi di testa
di Domenico Marchese , di Domenico MarcheseOgni volta in cui sembra che Moise Kean abbia raggiunto la maturità, avviene qualcosa che lo riporta indietro ai vecchi errori. È successo anche ieri sera nella notte dell'Olimpico, quando Allegri l'ha mandato in campo per provare a far crollare il fortino giallorosso. Invece in 40" è riuscito a farsi espellere per un plateale fallo di reazione ai danni di Mancini, rude nell'intervento che ha fatto perdere la calma all'attaccante bianconero, entrato nella storia della Juventus per l'espulsione più rapida da subentrante, la terza in assoluto in Serie A. "Ha sbagliato e ha chiesto scusa - ha raccontato Allegri a caldo -. Pagherà quello che deve perché un errore così non si può fare, è una questione di responsabilità. Prenderemo provvedimenti, sarà multato. Deve trarre insegnamento da questo".
Ogni volta in cui sembra che Moise Kean abbia raggiunto la maturità, avviene qualcosa che lo riporta indietro ai vecchi errori. È successo anche ieri sera nella notte dell'Olimpico, quando Allegri l'ha mandato in campo per provare a far crollare il fortino giallorosso. Invece in 40" è riuscito a farsi espellere per un plateale fallo di reazione ai danni di Mancini, rude nell'intervento che ha fatto perdere la calma all'attaccante bianconero, entrato nella storia della Juventus per l'espulsione più rapida da subentrante, la terza in assoluto in Serie A. "Ha sbagliato e ha chiesto scusa - ha raccontato Allegri a caldo -. Pagherà quello che deve perché un errore così non si può fare, è una questione di responsabilità. Prenderemo provvedimenti, sarà multato. Deve trarre insegnamento da questo".
La partenza in salita poi la crescita: la stagione di alti e bassi di Kean
La scorsa estate il destino di Kean sembrava dovesse essere lontano da Torino. Nell'elenco dei calciatori su cui Allegri aveva deciso di puntare, il centravanti non c'era più. A trattenerlo alla Continassa sono state la difficoltà nel trovare un acquirente disposto a pagare il riscatto dall'Everton, che diventerà obbligatorio a fine stagione, oltre alla formazione del calciatore cresciuto nel settore giovanile bianconero, che lo rendeva importante in chiave Champions. Ad agosto Kean cadde nuovamente negli errori del passato: Allegri lo escluse dall'amichevole contro l'Atletico Madrid dopo essersi presentato tardi all'appuntamento del ritiro pre-partita. Eppure dopo aver toccato nuovamente il fondo nella considerazione dell'ambiente, un po' alla volta si è ricostruito una credibilità agli occhi del tecnico. Perdendo anche 6 kg, facendosi trovare sempre pronto, sempre sul pezzo e mai anarchico e ingestibile come spesso è stato in passato: quando i tifosi lo fischiarono all'Allianz Stadium contro la Fiorentina, Allegri arrivò a litigare con un fan in tribuna per difendere lui e i compagni. Effettivamente i numeri e la qualità delle sue prestazioni, specialmente nel lungo periodo in cui Vlahovic è rimasto ai box, sembravano essere i segnali giusti di un cambio di mentalità, della maturità tanto inseguita: in 32 presenze ha collezionato 7 gol. Prima del fallo di reazione su Mancini che l'ha fatto ripiombare negli errori del passato.
Una carriera costellata di colpi di testa
Nella sua carriera, Kean ha avuto spesso problemi disciplinari che l'hanno rallentato nel suo percorso, costringendolo spesso a dover ricostruire la sua immagine dopo qualche errore grave. Già nel 2017, quando era uno dei giovani più promettenti del calcio italiano, venne cacciato dal ct Nicolato dal ritiro della Nazionale Under 17 per motivi disciplinari insieme a Gianluca Scamacca, episodio ripetutosi nel 2019, in pieno campionato Europeo Under 21, quando il ct Di Biagio escluse lui e Zaniolo per essere arrivati in ritardo al risveglio muscolare. Conflittuale il rapporto con la Nazionale: alla vigilia dell'Europeo, poi vinto dall'Italia, Mancini lo aveva convocato per il ritiro, anche se il suo scarso rendimento e l'atteggiamento mostrato in campo nell'amichevole contro San Marino convinsero il ct a lasciarlo a casa. Problemi che si sono verificati anche in Premier League: durante il lockdown del 2020, quando giocava nell'Everton, partecipò a una festa con diversi ospiti in aperta violazione della quarantena, documentando tutto su Snapchat. "Quarantena pulita" fu il commento beffardo del calciatore, 160.000 sterline la multa inflitta dal club.
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