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Allegri: "Se Szczesny se la sente verrà in panchina con il Sassuolo"

Alla vigilia della trasferta di Reggio Emilia il tecnico fa subito un riferimento al portiere dopo il malore con lo Sporting. E sulla partita: "Vincere per sorpassare di nuovo la Lazio che ci ha superato nella classifica di campo"
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"Parlerò con Tek, se è sereno e tranquillo verrà in trasferta con noi e siederà in panchina". Sarà direttamente Szczesny a decidere se prendere parte alla trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo, seconda trasferta consecutiva a cui seguirà la terza giovedì, contro lo Sporting in Europa League. E proprio il cammino europeo è la vera discriminante alla vigilia della partita con i neroverdi: chi ha giocato contro i portoghesi dovrà rifiatare anche in vista del ritorno. Sarà un periodo chiave quello che si concluderà il 26 aprile con la semifinale di ritorno di Coppa Italia: in mezzo l'Europa, la sentenza del Collegio di garanzia sulla penalizzazione, la sfida con il Napoli. "Cerchiamo di fare una bella partita e conquistare dei punti - ha raccontato Allegri -, poi giovedì andiamo a Lisbona, c'è un altro obiettivo da raggiungere. Non possiamo andare troppo in là, dobbiamo cercare di riempire maggio con ancora più partite: significherebbe giocare l'Europa League e la finale di Coppa Italia. Un passo alla volta". In attesa del pronunciamento del Collegio di garanzia: "Stiamo attendendo serenamente, ci siamo fatti una bella corazza. Siamo concentrati sulle partite e sugli obiettivi".

Contro il Sassuolo di Frattesi

Con i neroverdi Allegri cambierà diversi calciatori rispetto a giovedì. Non avrà a disposizione neanche Kean e De Sciglio, oltre al lungodegente Kaio Jorge e allo squalificato Alex Sandro. Dall'altra parte ci sarà il Sassuolo, che sta vivendo un ottimo momento nonostante il ko con il Verona, arrivato "dopo una partita praticamente già vinta". Tra i gioielli degli emiliani, senza Berardi non convocato, spicca anche Frattesi, obiettivo di mercato della Juventus che Allegri, dopo la diffidenza iniziale, ha lodato apertamente: "È del Sassuolo. Andai a vedere una partita del Monza in B e dissi a Galliani "Chi è quel ragazzotto"? Si vedeva che aveva buone qualità. Per quanto riguarda il Sassuolo, è tecnicamente molto forte, in ottima condizione, a Verona ha perso perché il calcio l'ha inventato il diavolo". L'obiettivo è vincere per "sorpassare di nuovo la Lazio che vincendo ci ha superato nella classifica di campo. È un periodo molto importante che si chiuderà a Bologna, che è dietro di noi di un punto. Inoltre c'è l'Atalanta a 4 punti, sulla classifica che viene scritta al netto dei 15 punti di penalizzazione. Abbiamo un altro obiettivo, migliorare la classifica dell'anno scorso in termini di posizione. Il cammino è lungo ma gli obiettivi sono ben chiari".

La formazione per tornare alla vittoria

In porta ci sarà Perin, che "è in una buona condizione ma soprattutto è diventato un portiere importante rispetto a quando è arrivato, ha fatto progressi e miglioramenti diventando uno tra i più bravi per affidabilità e presenza all'interno della partita". In difesa previsto un turno di riposo per Bremer, che "ha mal di gola e sta giocando tanto", con Bonucci e Rugani pronti a sostituirlo, mentre a centrocampo dovrebbe giocare Paredes e potrebbe entrare ancora una volta dalla panchina Pogba: "Sono due situazioni diverse, Paredes sta bene fisicamente e può giocare dall'inizio, Paul non è ancora pronto per partire dall'inizio. Ieri ha fatto 20 minuti di buon allenamento, oggi vedremo come sta. Può solo migliorare, ce lo auguriamo tutti: può diventare un calciatore utile, se non per tutta la partita, per qualche minuto". In attacco previsto un turno di riposo, almeno all'inizio, per Chiesa e Di Maria in vista dello Sporting, con Milik e Vlahovic pronti: "Vlahovic ha giocato mezz'ora ed era in buona condizione, domani credo che sarà della partita. Di Maria devo vedere oggi, ha giocato due partite complete di seguito. Per Chiesa valuteremo, ha fatto 90' molto buoni e sono contento anche se non dobbiamo accontentarci, è un giocatore che ha caratteristiche difficili da trovare in altri. Milik sta meglio, è tornato dopo due mesi e ha giocato, è affidabile. L'importante è capire il momento, dobbiamo stringere la cinghia e ottenere risultati".

Le risposte ai tecnici

Da Paulo Sousa, che ha definito la Juventus una squadra che si affida alle individualità senza un gioco corale, a Mancini, che si è lamentato dei pochi italiani in Serie A, Allegri ha risposto a entrambi con toni differenti. Iniziando con il portoghese, che aveva anche dubitato sulle possibilità della Juventus di battere lo Sporting: "Rispetto e ascolto l'opinione di tutti, già faccio fatica a vedere la mia squadra. È come se io iniziassi a dare consigli ad altri. Ma ci sono allenatori molto bravi che sono in grado di gestire le loro squadre e anche quelle degli altri". Passando poi al ct azzurro: "Devo essere d'accordo con quello che dicono gli altri? Fortunatamente parlo poco, credo sia uno dei pochi pregi che ho. Mancini è il tecnico della Nazionale, è normale, io non so quanti giocatori italiani ci siano. Ma credo che Mancini stia facendo un ottimo lavoro".
 

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