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Juventus, inchiesta-bis: ecco perché i bianconeri rischiano di non poter patteggiare

Juventus, inchiesta-bis: ecco perché i bianconeri rischiano di non poter patteggiare
(agf)
Mercoledì 19 aprile la decisione del Collegio di garanzia presso il Coni sulla penalizzazione di 15 punti. Una scelta che per il club potrebbe rappresentare un punto di non ritorno in vista del processo legato alla manovra stipendi
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TORINO — Il momento della verità sulla classifica della Juventus è quasi arrivato. Tuttavia la decisione del Collegio di garanzia presso il Coni avrà un impatto immediato, andando a rimodulare o confermare l'attuale classifica dei bianconeri, ma anche futuro. Collegio di garanzia che si riunirà a sezioni unite e non entrerà nel merito della sentenza, ma si occuperà di valutare la legittimità del provvedimento impugnato: dovrà verificare se ci siano state delle gravi violazioni della sentenza della Corte d'appello federale. La sentenza sarà uno spartiacque anche per il secondo filone di inchiesta, quello sulle manovre stipendi, sui rapporti con gli agenti e sulle partnership sospette. Se venisse confermata la sentenza della Corte d'appello federale, potrebbe diventar impossibile per la Juventus patteggiare ("applicazione di una sanzione ridotta" secondo il CGS, ndr) sul secondo filone d'inchiesta, opzione che il club non ha preso in considerazione: in entrambi i casi, infatti, viene contestata la violazione dell'Articolo 4 comma 1 (per le plusvalenze è stato contestato anche l'articolo 31, ndr): il Codice di giustizia sportiva non prevede la possibilità di patteggiare in caso di recidiva.

Il Collegio di garanzia del Coni e i vizi di forma

Mercoledì alle 14.30 il Collegio di garanzia presso il Coni si riunirà per decidere sulla legittimità giuridica della penalizzazione di 15 punti inflitta dalla Corte d'appello federale alla Juventus. La presidente, Gabriella Palmieri Sandulli, si riunirà con i presidenti delle sezioni Vito Branca, Attilio Zimatore, Massimo Zaccheo e Dante D'Alessio: mercoledì pomeriggio potremmo avere la reale posizione del club in classifica. Il condizionale è d'obbligo, visto che il Collegio di garanzia potrà rigettare il ricorso della Juventus, confermando la penalizzazione, annullarla accettando quindi il ricorso bianconero in caso di vizi procedurali oppure, terza e ultima possibilità, rinviare alla Caf per modifiche o per riesaminare il procedimento.

La Juventus e il mancato patteggiamento

Come dicevamo, sarà una decisione che inciderà inevitabilmente anche sul secondo filone d'inchiesta. In caso di conferma, o di rimodulazione della penalizzazione o delle motivazioni, il club bianconero non potrebbe richiedere l'applicazione di una sanzione ridotta: "Gli articoli 126 e 127 al settimo comma, prevedono l'impossibilità di richiedere, nei casi di recidiva, un'applicazione di una sanzione ridotta - conferma Angelo Cascella, esperto di diritto sportivo nazionale e internazionale oltre che per un decennio membro del Tas di Losanna -. Si parla di recidiva quando vi siano sanzioni per fatti della stessa natura". Alla Juventus viene contestato in entrambi i filoni, quello sulle plusvalenze e il secondo notificato pochi giorni fa, la violazione dei "principi di lealtà, correttezza e probità" di cui all'articolo 4.1.

Juventus, diritto alla difesa

"Ai sensi dell'articolo 125.4 del CGS, nell'atto del deferimento devono essere indicate le norme che si presumono violate", prosegue l'avvocato Cascella. Proprio su questo punto è incentrato uno dei punti della tesi difensiva della Juventus, che  evidenzierebbe la violazione del diritto di difesa: "Naturalmente occorrerebbe aver letto tutti gli atti del procedimento, per essere più precisi. Tuttavia bisogna chiedersi se l'articolo 4 sia elemento fondante della sentenza oppure no. Mi sembra di capire che lo sia. Bisognava quindi, secondo me, contestarlo subito alla Juventus per consentirle di esporre le proprie difese sul punto. Sono però altrettanto convinto che gli organi federali, di grande competenza e conoscenza delle norme di diritto sportivo, abbiano studiato il caso in maniera approfondita anche in relazione agli aspetti mediatici e per il fatto che è stata coinvolta una società quotata in Borsa".

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